Architetto mediatore

messaggio inserito venerdì 28 giugno 2013 da Sissi

[post n° 320406]

Architetto mediatore

Vorrei chiedervi informazioni su questa figura professionale.
Grazie
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Non è una figura professionale, ma a mio avviso un mal costume.L'architetto propone un suo cliente ad un'impresa, un negozio di arredamento etc e chiede una percentuale.In realtà la mediazione non dovrebbe essere effettuata sui propri clienti, perchè si verifica un conflitto di interessi, eppure molti professionisti lo fanno. E' infatti autorizzata ma su ricerca di contatti con cui non si ha un incarico.Mi è capitato di assistere, alla richiesta di uno studio di architettura che per proporre l'azienda di arredamento di ufficio al cliente , giocava a chi tra le aziende gli dava la percentuale più alta.E' purtroppo una pratica di cattivo gusto che mira a guadagni extra visto che la professione rende poco.
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tiga non ho capito se un venditore dell'azienda porta un cliente prende la provvigione e se invece lo porta un architetto non deve prende niente? perche' l'architetto e' ricco di suo?
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se un cliente si rivolge a te per un lavoro, si fida di te. Tu non puoi proporre un'impresa, un arredatore e chiedere una percentuale. Chi pensi che la pagherà la tua provvigione? Sarà ricaricata sul tuo cliente. Non è professionale.Un venditore è lì per vendere, non ha rapporti con il cliente se non quelli legati alla merce da vendere, quindi è chiaro che prenda le provvigioni .
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non e' vero che per forza c'e' una ricarica sul cliente anzi, io quando mando un cliente in un negozio di arredamento di mia conoscenza riceve uno sconto sul prezzo esposto e poi io prendo una percentuale sul venduto e il mobiliere mi e' parso sempre contento, stessa cosa per i professionisti io la pago agli altri quando mandano qualcuno da me e la chiedo a loro quando lo mando io perche' col cambio dei favori finisce sempre che qualcuno se ne approfitta, e comuque alla fine e' meglio pagare provvigioni che spendere soldi il pubblicita', pagine gialle, ecc che ti costano indipendentemente dal fatto che ti portino lavoro o no o perlomeno io la penso cosi
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scusa, ma secondo te, un commerciante applica uno sconto particolare ad un cliente solo perchè lo mandi tu e poi a sue spese ti dà anche la provvigione???? Il prezzo esposto è sempre rincarato rispetto al listino, con lo sconto arriverà al prezzo di listino, ma tranquillo che un commerciante non va mai in perdita e se tu non chiedessi la percentuale il cliente avrebbe un prezzo inferiore. In genere quando sentite dire che è stato applicato uno sconto del 30%, è perchè il commerciante ha applicato al prezzo di listino un +15% o +20% e poi scontato del 30% che quindi non è reale. Ho lavorato in un'agenzia di mobili casa e ufficio e ho assistito a questi meccanismi non dal lato del professionista ma dall'altro. Quando c'era da dare provvigione ad architetti o negozi che non erano in grado di fare il progetto e si rivolgevano a noi, la percentuale per loro era ricaricata sul cliente. Ripeto: il commerciante non va mai in perdita. Poi ognuno è libero di prendere provvigioni, ma non raccontiamoci che sono i negozianti ad immolarsi.
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Innanzitutto nessuno ti ha detto che il commerciante ci va a perdere.
In secondo luogo nessuno "obbliga" il cliente ad andare da un rivenditore piuttosto che da un altro.
Io non ho rapporti con nessun rivenditore, ma quello che so per certo è che i miei clienti "spopolano", come si dice qua, cioè girano finchè trovano quel determinato prodotto al prezzo migliore. Per cui, se gli indicassi un rivenditore mio amico, e questo applicasse un rincaro per rifarsi della mia provvigione, credi che comprerebbero là?
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Ciao.
Immagino tu ti riferissi alla figura di mediatore inrodotta dal d. lgs. 28/2010 inmateria di "mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali”. Credo che la mediazioen obbligatori asia stat reintrodotta dall'ultimo decreto del governo. Per poter avere il ruolo di mediatore occorre avere una laurae 8architetto, per i costri compiti), avere una preparzazione specifica sulla mediazione (esistevano e ora torneranno dimoda alcuni costosissimi corsi di mediatore) ed essere iscritto ad una camera di conciliazione (credo che di solito sia legata al corso). Non so altro, mi spiace.
Quanto alle mediazioni retribuite di cui parlano i nostri colleghi in questo post, io vorrei solo dire che vedo un inaccettabile conflitto di interessi nell'essere pagati in qualunque forma ciò avvenga sia dal cliente che dall'impresa o dal fornitire. Credo che questa sia l'anticamera di molti problemi (per tutti, compresi i colleghi che siprestano a ciò) e di moltissime mancanze dal punto di vista della deontologia.
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