certificato di prevenzione degli incendi ex art. 16 DLgs. 139/06

messaggio inserito martedì 14 ottobre 2014 da ex

[post n° 349395]

certificato di prevenzione degli incendi ex art. 16 DLgs. 139/06

Ciao a tutti,
la mia domanda è: può un architetto redigere i certificati di prevenzione degli incendi ex art. 16 DLgs. 139/06?
Se sì, che iter bisogna seguire? (corsi da fare, etc...)
Ringrazio chi volesse darmi qualche consiglio
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Il Certificato di Prevenzione Incendi o C.P.I. non viene redatto da tecnico ma è rilasciato dal Comando dei V.V.F. Secondo le modalità di legge per le attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco.

In breve, invece, per poter, diciamo, presentare le certificazioni che compongono la pratica per la richiesta di rilascio del CPI (ora SCIA antincendio) i tecnici devono abilitarsi come certificatori e devono essere iscritti nell'elenco del Ministero, per ottenere tutto ciò devono frequentare il corso di Formazione di base per la specializzazione in Prevenzione Incendi 120 ore + esami finali (D.M. 05/08/2011)

Ti consiglio di approfondire, innanzi tutto partendo dal D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151.
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Tra le altre cose ho sentito che la normativa di riferimento sulla prevenzione incendi (che come giustamente dice John ora è il 151/2011) sta per essere cambiata, quindi se decidi di frequentare il corso informati per bene.
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Vi ringrazio tanto per le informazioni! Ho guardato un po' in internet e di corsi ne organizzano tanti anche nella mia regione.
Vorrei anche chiedervi: di fatto quali sono le possibilità lavorative dopo aver fatto il corso? In termini concreti, secondo la vs esperienza.
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ho visto che al termine del corso di 120 ore e previo superamento di un esame finale ci si può iscrivere ad un elenco ministeriale di professionisti. Non è semplice trovare altre informazioni, mi interesserebbe avere delle dritte da chi "ci è dentro". Io lavoro presso uno studio di architetti e ingegneri e la mia "capa" fa questo tipo di attività ma ovviamente non c'è modo di farmi dare delle informazioni perché potrei ipoteticamente diventare una sua concorrente. Grazie di nuovo
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L'iscrizione all'elenco viene effettuata dal tuo ordine appena passi il corso, almeno per me fu così. Può essere un lavoro interessante e spesso, visto che la prevenzione incendi è obbligatoria per molte attività a rischio di incendio (officine, autorimesse, alberghi...etc.) molti colleghi cercano abilitati per poter avviare le pratiche.
I pro sono che capita spesso che un collega o ad esempio un condominio cerchino professionisti antincendio per le pratiche della centrale termica o dell'autorimessa condominiale, molto più difficile per alberghi, scuole o ospedali. Il lavoro c'è, potrebbe anche essere ben pagato ed è una di quelle attività obbligatorie su cui il "cliente" non può glissare come in molte altre cose che richiedono la nostra professione.

I contro che le responsabilità sono tantissime, si va subito nel penale, se succede qualcosa anche in un condominio e sui documenti c'è la tua firma il magistrato chiama subito...90% dei casi si esce tranquilli perché i problemi sono quasi sempre relativi all'esercizio (che il professionista non può controllare) e non tanto agli elementi che tu certifichi, però purtroppo bisogna stare in guardia e se si è DL bisogna verificare bene ogni più piccolo elemento. Spesso si va in argomenti non proprio consoni agli architetti...se non ti conoscono al comando dei VVF ti fanno fare mille passaggi...
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grazie John per le tue dritte. Quindi in sostanza la prima cosa da fare è fare il corso, che ho visto aggirarsi sui 1400 euro organizzato dal mio ordine (Venezia) quindi costoso.
Ti volevo anche chiedere, se puoi e ti va di dirmelo, come hai iniziato a fare questo tipo di attività. Ci sarà ovviamente bisogno di fare un po' di esperienza o "gavetta" perché non credo che il corso ti prepari subito al 100% o sbaglio? Grazie
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Le cose sono un po' complicate. Innanzitutto la legge prevede la firma di un tecnico abilitato (iscritto nell'elenco del ministero degli Interni) solo per alcune delle pratiche di prevenzione incendi. è obbligatoria la firma del professionista abilitato per i progetti degli impianti che non seguono le UNI ma altri standard internazionali (Nfpa), per le certificazioni di rispondenza e di corretto funzionamento degli impianti, per i rinnovi di conformità antincendio, per le istanze di deroga, per l'ingegneria antincendio, per le certificazioni di resistenza al fuoco, e per le dichiarazioni di rispondenza dei materiali. Per il resto può provvede un tecnico non abilitato, ma semplicemente iscritto all'Albo.
Questo dice la legge, ma le responsabilità che dal DPR 151 sono state attribuite al professionista sono state via via crescenti, in pratica in molti casi il professionista si sostituisce al ruolo di controllo prima esercitato dai VVFF. La prima conseguenza è che bisogna essere molto preparati, fare il corso è indispensabile.

Uscirà la nuova normativa che privilegia un approccio di tipo prestazionale. Per cui le responsabilità del professionista diventeranno maggiori e bisognerà conoscere i metodi dell'ingegneria antincendio. Ma per la transizione ci sarà tempo. Dovrà uscire un testo unico e poi ci sarà un periodo in cui vecchia e nuove norme viaggeranno insieme. Queste novità, insieme all'obbligo di aggiornamento in atto, sfoltiranno la folla di professionisti dell'antincendio (circa 87mila persone) e la materia diventerà praticabile solo da veri esperti. è per questo motivi che secondo me fare antincendio può essere un buon investimento per il futuro. ma credo che chi si occuperà di questa materia, difficilmente potrà fare anche altro. Si va incontro alla costruzione di figure specializzate nel campo.
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Il lavoro almeno a me capita perché molti colleghi non abilitati a fare antincendio seguendo pratiche per esercizi pubblici o officine o condomini non hanno modo di occuparsi della parte relativa ed hanno bisogno per forza di consulenza.

Secondo me l'antincendio è vasto, vero che per fare impianti o attività complicate ad alto rischio di esplosione di certo non basta un architetto alle prime armi, ma è vero anche che per attività più semplici, come ad esempio un' autorimessa non bisogna essere ingegneri nucleari per fare la pratica.

@mari....Se la nuova normativa vira "solo" verso l'approccio prestazionale e ingegneristico ne rimarranno vermaente pochi a fare questo mestiere..ma sopratutto dovranno un attimino adeguare il corso visto che, almeno quello che ho fatto io al mio ordine, non ha fatto altro che seguire pedissequamente le norme tecniche.....SE fosse veramente così dovrebbero fornire software e fare corsi molto più seri
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@john La normativa non segue solo un approccio prestazionale, ma ne è impregnata, l'approccio cambia sensibilmente, ma credo che non si potrà fare a meno di conoscere l'ingegneria antincendio. Se non ricordo male per alcune attività, e se non sbaglio era il caso delle autorimesse, nel testo unico l'approccio era solo di tipo prestazionale, con valutazioni a cui non siamo assolutamente abituati.
Ma si tratterà di un processo non brevissimo. Per la formazione, hai più che ragione, infatti alla presentazione del nuovo testo il ministro Alfano annunciò un vasto piano di formazione sia per i professionisti che per i funzionari dei VVff. Ovviamente allora il testo era una bozza, poi doveva recepire le osservazioni degli Ordini professionali (solitamente restii a grandi rivoluzioni).. E come dici tu l'ingegneria antincendio è per ora conosciuta da pochi e di corsi non ce ne sono tantissimi. La rivoluzione in atto potrà essere smorzata, ma il solco che stanno tracciando va nella direzione che ho descritto.
Ritornando alla formazione, hanno fatto una previsione e già con il solo obbligo di aggiornamento contano di ridurre gli iscritti alle liste del ministero ad 1/3, almeno così mi hanno riferito ad un corso seguito.
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