Variazione Catastale con situazione Unbanistica incerta ma con protocollo ASL

messaggio inserito venerdì 30 giugno 2017 da Sedda

[post n° 398658]

Variazione Catastale con situazione Unbanistica incerta ma con protocollo ASL

Buongiorno colleghi,
scrivo per avere un parere professionale in merito ad una questione che mi lascia un po' perplesso.
Sono stato incaricato di redigere un aggiornamento catastale per un fondo ad uso centro estetico poiché la planimetria catastale non corrisponde allo stato di fatto (situazione classica!).
A seguito di sopralluogo ho constatato tre tipi di difformità: una finestra in facciata che mi si dice che è sempre esistita, un bagno realizzato nel 95 e un ripostiglio/bagno turco (in muratura) realizzato nel 04.
Chiaramente la proprietà (che è sempre stata la stessa dalla realizzazione dell'immobile avvenuta negli anni 50) non ha nessun protocollo di avvenuta presentazione in Comune delle pratiche. La mia idea era quella di fare delle visure in Comune per accertare lo stato urbanistico dell'unità e provvedere a sanatoria prima di fare il DOCFA di variazione. Il problema sono i tempi che, come sapete sono biblici e, come sapete, tutto deve essere pronto per ieri!
Cercando la documentazione che ho richiesto per avere un quadro preciso della situazione, la proprietaria mi ha mostrato delle planimetrie presentate all'ASL (con protocollo) per la richiesta della licenza di centro estetico risalenti al 2004 (periodo della realizzazione del bagno turco) dove la situazione riportata è quella attuale corretta.
Ho pensato di contattare il collega che ha redatto la planimetria per capire se ha aggiornato la situazione a livello urbanistico (cosa secondo me non scontata) ma l'architetto è tornato nel suo paese di origine e non se ne ha più traccia.
Adesso nel modulo di presentazione della SCIA per l'apertura di una attività si deve asseverare che la situazione urbanistica è conforme allo stato di fatto, non so se nel 2004 questo era necessario!
Descritti i fatti sono a chiedere: secondo voi, posso basarmi sul documento presentato all'ASL per giustificare la variazione catastale (magari mettendo in relazione del DOCFA il protocollo di presentazione)? Nel caso dovessi scegliere questa via e quanto dichiarato all'ASL non fosse conforme con la situazione presente in Comune, cosa posso rischiare come professionista che ha presentato la variazione catastale?
Vi ringrazio per la consulenza!
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