Cambio destinazione d'uso catasto

messaggio inserito lunedì 27 novembre 2017 da Giorgioron

[post n° 403332]

Cambio destinazione d'uso catasto

Salve, ho un quesito da porre, ho fatto per un cliente un cambio di destinazione d'usao da Studio ad Abitazione di un 'appartamento facendo una cucina (attacchi per lavello, non il gas) in un angolo dell'attuale ingresso. La pratica di accatastamento per cambio destinazione d'uso mi è stata respinta con la causale "TRATTASI ANCHE DI AMPLIAMENTO, GIUSTIFICARE L'INGRESSO COMUNE A CUCINA DELL'ABITAZIONE,RIVEDERE"....specifico che l'appartamento in questione faceva parte di un'intero appartamento di 8 vani che nel 1990 è stato frazionato in due ma entrambi gli appartamenti risultanti utilizzano il medesimo ingresso (quello del nuovo angolo cottura). Nella SCIA fatta ad Agosto non si è aggiunto o tolto niente tranne aggiungere gli attacchi del lavello. I proprietari dei due appartamenti sono fratelli. L'appartamento si trova in un condominio al terzo piano a Palermo.
Grazie
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a logica, come può una cucina ad uso esclusivo stare nell'ingresso comune? per forza che risulta come ampliamento, rende di fatto esclusiva una zona comune e quindi di fatto è un ampliamento di uno dei due appartamenti.
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esatto quello che dice AchiFra. mi viene anche da domandare altre due cose: a livello urbanistico come lo hai trattato? mentre a livello catastale sono due sub differenti o un unico sub?
perchè a me era capitata una cosa del genere a Milano però alla fine si è scoperto che era un unico sub perchè non potendo aprire due ingressi unici separati sul pianerottolo del condominio non si poteva vedere come un frazionamento e il comune non dava l'ok alla concessione
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Salve, per prima cosa vi ringrazio per aver risposto;
per quanto riguarda il frazionamento è stato fatto nel '90 e di fatto l'edilizia privata e il catasto di Palermo hanno approvato il progetto dell'architetto che se ne occupò; per quanto riguarda il problema dell'ingresso comune, visto che sono zia e nipote (molto vicine ) e la zia ormai è molto anziana la servitù dell'ingresso non è molto importante. Il mio quesito riguardava comunque cosa intende il catasto chiedendomi ".....GIUSTIFICARE L'INGRESSO COMUNE A CUCINA DELL'ABITAZIONE...". Grazie
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"per quanto riguarda il problema dell'ingresso comune, visto che sono zia e nipote (molto vicine ) e la zia ormai è molto anziana la servitù dell'ingresso non è molto importante"

per te non sarà importante ma per il catasto si, perchè per loro quei mq dell'ingresso sono spazi comuni che stai annettendo ad una proprietà privata.
se vuoi la risposta precisa devi farci sapere se i due appartamenti hanno due sub differenti e se l'ingresso è segnato come parte comune... se è cosi allora vuol dire che prendendo l'ingresso e facendolo diventare cucina hai annesso mq "comuni" a uno dei due sub e quindi hai fatto un ampliamento. quindi nelle motivazioni del docfa oltre a CdU devi spuntare anche ampliamento e devi mettere nelle note la giustifica di quell'ampliamento con gli estremi della pratica edilizia che hai fatto per annettere quei mq li... ovviamente lo saprai per l'ampliamento e il cdu devi sopprimere il sub e costituire nuovo sub... adesso credo di aver risposto a quello che hai chiesto tu
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Ti ringrazio per la risposta; scusa se insisto sulle spiegazioni ma ho fatto poche pratiche Docfa e anche abbastanza semplici, visto che il cliente è un caro amico sto cercando di aiutarlo. Per quanto riguarda la tua risposta è proprio come dici tu: sono due sub diversi, quindi io nel compilare il docfa spunto in soppressione + in costituzione poi in unità derivata a destinazione ordinaria dopo spunto il punto 5 e scrivo Ampliamento su proprieta' diversa (circ.15232/02 della D.C.C e RR.II.) oppure nel punto 5 scrivo CdU e in planimetria spunto Ampliamento?
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Ti ringrazio per la risposta; scusa se insisto sulle spiegazioni ma ho fatto poche pratiche Docfa e anche abbastanza semplici, visto che il cliente è un caro amico sto cercando di aiutarlo. Per quanto riguarda la tua risposta è proprio come dici tu: sono due sub diversi, quindi io nel compilare il docfa spunto in soppressione + in costituzione poi in unità derivata a destinazione ordinaria dopo spunto il punto 5 e scrivo Ampliamento su proprieta' diversa (circ.15232/02 della D.C.C e RR.II.) oppure nel punto 5 scrivo CdU e in planimetria spunto Ampliamento?
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anche se tu legittimi in catasto, resta il fatto che hai commesso abuso col comune. il catasto non è probatorio ed è sempre l'ultimo step da fare DOPO che in comune è stato legittimato tutto.
mi spiace molto ma tu, seppure in buona fede, hai fatto un errore e ne risponderai tu. la legge e la professione non ammettono ignoranza, e dai tuoi messaggi palesi una ignoranza molto grave sulle questioni basilari della professione.
tutti abbiamo iniziato da ignoranti, ma è opportuno avere l'umiltà di informarsi prima, non dopo
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Fermo restando che l'errore non l'ho fatto io ma il comune visto che prima di regolarizzare al catasto è già stato fatto tutto al comune con tanto di approvazione e rilascio di sca ......... probabilmente conosco la materia molto meglio di te, e non stavo chiedendo un aiuto su quello che va fatto professionalmente ...... ma una veloce guida su Docfa.... inoltre continui a ripetere di una cucina su ambiente comune, che non è in comune visto che l'ingresso è di un singolo proprietario. Comunque preferisco essere ignorante che maleducato e di umiltà ne ho da vendere visto l'impossibilità di parlare con i tecnici del catasto (comune di Palermo 2 mesi di tentativi), forse al contrario tu non conosci queste realtà ......
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non conosco queste realtà? ci hai provato ma ti è andata male :)
in 10 anni di libera professione non ho mai avuto una pratica respinta o con richiesta di integrazioni, nemmeno quelle in zone ultra vincolate, non certo per mia genialità (mi ritengo assolutamente nella norma) ma perchè ho sempre avuto l'umiltà anche quando ritenevo di sapere tutto della materia di informarmi capillarmente su tutte le implicazioni, di chiedere a chi ne sapeva più di me se avevo dubbi (ringrazio tanto questo forum dove gente preparata ha colmato la mia inevitabile ignoranza in determinati ambiti, soprattutto a inizio professione autonoma).
inoltre da 3 anni lavoro proprio in comune all'ufficio tecnico.
noi cattivoni tecnici del comune ci basiamo su quello che ufficialmente ci presentate. non possiamo fare le istruttorie sulle vostre intenzioni. ci presentate una scia per una cosa specifica? noi valutiamo QUELLO, non certo quello che voi potreste voler fare bah bhi bho.
sai quante sanzioni eleva la nostra locale perchè gli utenti presentano al suap, ad esempio, una pratica per artigianato alimentare e poi al sopralluogo salta fuori che questi hanno messo tavoli e sedie (somministrazione) e vendono bibite (commercio di vicinato)? e questis altano su piccati a dire "eh, ma voi ci avete chiuso positivamente la scia", certo, perchè era solo per artigianato alimentare!
idem quelli che fanno lavori edilizi e non chiedono la deroga psal, poi esce l'ats e sono 5000 euro di sanzione, o non dichiarano i depositi o fanno andare il pubblico nel locale deposito interrato senza autorizzazione.

chi qui palesa pressapochismo e ignoranza (nel senso di non sapere... se ti offendi è un problema tuo. io non ho problemi definirmi ignorante su determinati agromenti, ad esempio a fare pratiche catastali sono una capra e infatti hos empre evitato) sei tu, che come se fossi un non addetto ai lavori continui a minimizzare l'importanza normativa di uno spazio comune e di uno adibito a servitù. peraltro zone private (come cucina, soggiorno, camera da letto) non possono mai essere adibite a servitù di passaggio, e non importa se ci vivono zia e nipote. gli accordi privati sono fatti loro, ma la norma è ben altra cosa.

ti auguro comunque di risolvere la situazione, e ti consiglio vivamente di essere meno suscettibile perchè è solo riconoscendo i propri errori e limiti che si progredisce.

buona vita
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