Un consiglio per la vita

messaggio inserito venerdì 1 dicembre 2017 da Fra

Fra : [post n° 403460]

Un consiglio per la vita

Buonasera a tutti.
Sono alla conclusione del corso di Architettura triennale e mi sto ponendo mille interrogativi sul mio futuro. Ho quasi 30 anni e purtroppo il mio percorso universitario è stato tortuoso a causa di problemi in famiglia e una grave depressione che mi ha accompagnato per 10 anni.Per di più, in università le mie aspettative da studentessa sono state deluse negli anni da colleghi poco solidali e da professori poco entusiasmanti.
Ora non so se intraprendere i due anni di specialistica per sentirmi "un architetto completo" oppure affacciarmi al mondo del lavoro con la mia laurea triennale. I dubbi che ho riguardano la mia tarda età, il corso universitario eventuale da scegliere, la paura di rimanere nuovamente delusa dall'università. Dall'altro lato, i miei amici ormai laureati magistrale e con qualche anno di esperienza lavorativa mi riportano una realtà difficile e frustrante. Ho il timore che la mia misera la laurea triennale (ottenuta pure in ritardo) non mi dia possibilità di lavoro.
I miei interessi riguardano in particolare le ristrutturazioni e l'architettura d'interni, ma anche l'architettura sostenibile e l'architettura con scopi umanitari.
Vi chiedo consiglio su come dovrei muovermi. Sto valutando la possibilità di spostarmi all'estero, per respirare aria nuova. Avete esperienza di corsi utili? Realtà all'estero o in Italia che conoscete? Se facessi un master di un anno anzichè i due anni di specialistica? Dovrei ragionare scegliendo un corso qualsiasi di media qualità tanto per aver la laurea specialistica in fretta oppure cercare qualcosa che sia più inerente ai miei interessi?
Grazie
desnip :
Soprattutto se vuoi restare in Italia, basta benissimo anche la laurea triennale. Tanto qui funzionano anche geometri e periti, figurati un architetto junior. Naturalmente se hai voglia di studiare, tutto quello che farai in più sarà sempre buono.
In bocca al lupo per tutto.
Leonardo :
Ciao! Le esperienze difficili capitano a tutti, ma quasi sempre sono le più "formative"... affrontare particolari problemi durante gli anni universitari è un fatto assai comune, perché sono anni centrali della nostra crescita, in tutti i sensi.
Che dirti, il mio consiglio è quello a questo punto di valutare la tua scala di valori, per capire se hai bisogno più di indipendenza o di completare la formazione... difficilmente la laurea triennale ti servirà, ma se hai buone conoscenze potrai comunque lavorare in uno studio come disegnatrice e poi farti strada pian piano... d'altro canto chiudendo ora gli studi forse vivrai una fase di "liberazione" ed indipendenza che è sicuramente diversa dal chiudere la triennale a 23 anni quando, infondo infondo, ti fa ancora piacere avere poche responsabilità.
Scegliendo invece di proseguire, che non è da scartare a priori, devi sapere che passeranno almeno altri 3 anni e non conosco le tue condizioni economiche ma se ne hai possibilità di proseguire e per adesso non sei interessata ad una autonomia finanziaria potrebbe essere la scelta giusta... Infondo il percorso dopo laurea è pieno di frustrazione comunque, che tu chiuda gli studi a 26 anni o a 33... l'unica cosa che mi sento di dirti è di valutare, appunto, gli anni che passano e che quando sarai uscita dalla facoltà avrai quanto meno 32-33 anni. Se hai appoggi buoni e sani prosegui serena. Se invece come tanti di noi esci allo sbaraglio pensaci due volte... Ad un appuntamento di lavoro ho conosciuto un tale cui mancavano 4 esami alla laurea, alla fine decise di metter su famiglia e non ha mai continuato gli studi. Fa il piastrellista e guadagna 60 € al giorno netti. Io ti assicuro che se ragione in rapporto ore lavoro/guadagni ne prendo molti di più, ma se ragiono a fine mese e in tasse da versare credo ahinoi, che lui si stia arricchendo moooolto di più... se poi la mettiamo sul piano responsabilità/rotture allora non ne usciamo più.
In bocca al lupo
Lolo :
Fossi io in te, ma e' ovvio che dovrai fare tu un esame di coscienza, mi fermerei alla triennale e cercherei subito un impiego. Come dice desnip la specialistica praticamente non serve. Lascia perdere nella ricerca di lavoro gli studi professionali, a meno che tu non senta un impellente desiderio di intraprendere in un futuro la libera professione - cosa che ti sconsiglio caldamente per l'attuale situazione in Italia - perché l'unica cosa che otterresti è sfruttamento a quattro soldi che ti deprimerebbe ancora di più; punta invece a qualche azienda che cerchi una figura neolaureata da formare, nel settore che ti interessa maggiormente (interni, arredamento, bioedilizia). Poi ovviamente per il tipo di offerte di lavoro dipende molto dove abiti... Se invece vuoi/puoi prenderti un periodo di pausa prima della ricerca di un lavoro in Italia, potresti fare un periodo all'estero magari per perfezionare le lingue o l'uso di programmi di disegno con un corso, o intraprendere un progetto Leonardo, o uno stage di qualche genere in uno studio estero...qualcosa che ti possa piacere e secondariamente renderti "appetibile" per il mercato del lavoro. Buona fortuna!!
ivodivo :
"Soprattutto se vuoi restare in Italia, basta benissimo anche la laurea triennale" spero che desnip intenda dire che non lavorano i senior quanto i junior............. Un geometra o un perito, rispetto ad un trentenne (junior, senior o chiunque sia), hanno minimo dieci anni di esperienza sul campo in più e oltretutto, in teoria (purtroppo in pratica nn è poi così), dovrebbero fare cose diverse rispetto agli architetti. Non farei questi confronti fra figure professionali che dovrebbero essere diverse, anche se aimè mi rendo conto che sono sempre più indistinguibili.......

Nessuno è ancora riuscito a convincermi della necessità ne tanto meno dell'utilità della triennale.........sei un mezzo geometra (perchè ti proponi sullo stesso mercato del lavoro con almeno tre anni di gap rispetto ad un coetaneo) e sei un mezzo architetto (per inevitabili carenze formative)

Secondo me visto che tu per prima parli di esperienza all'estero potresti pensare di fare la magistrale all'estero e in contemporanea iniziare a lavorare (più probabile trovare qualcosa all'estero che in italia) in modo da garantirti un'autonomia socio/economica che raggiunti i trentanni fisiologicamente si presenta. Oltretutto inizi a fare un pò di esperienza sul campo recuperando un pochino gli anni persi.

Ma soprattutto il vero e unico consiglio che posso darti è che per fare questa professione è indispensabile una dose smisurata di passione e amore vero per quello che si fa.

In bocca al lupo
desnip :
Ivodivo, io sono convinta che la laurea 3+2 non abbia lo stesso valore della quinquennale, figurati se penso che un architetto jr sia la stessa cosa di un senior!
Il fatto è che chi non è del settore questa differenza non la vede. Se Fra vuole dedicarsi, ad es., all'interior design, posso assicurarti che a nessuno interesserà quanti anni di università ha frequentato, visto che tra l'altro questo lavoro lo fanno molti che non sono neanche laureati.
L'importante è fare bene il lavoro e sapersi vendere altrettanto bene.
Fra :
Grazie della risposta.
Proprio per il fatto che esistono geometri e periti mi chiedo perchè dovrebbero volere un laureato triennale? Mi sembrerebbe di aver buttato del tempo se mi ritrovassi a far il lavoro di un geometra o la mera disegnatrice. Tutt'al più se qualcuno cercasse un architetto perchè dovrebbe prendere un archietto junior e non senior?
Inoltre i miei dubbi riguardano il fatto di poter essere sempre considerata qualcosa in meno a un architetto, fornendo la scusa a chi mi assume per pagarmi meno rispetto a un senior.
Esistono margini di crescita da architetto junior?
Fra :
Grazie per la risposta.
Mi sembra un ottimo consiglio iniziare a ragionare secondo la mia scala di valori.
Io ho il desiderio di crearmi una famiglia e trovare un lavoro che mi permetta di sentirmi gratificata come persone ma che non mi risucchi le energie e il tempo per essere contemporaneamente presente in famiglia.
Sento il bisogno di vivere questa fase di "liberazione" come hai scritto tu e la voglia di ricominciare un percorso di studi ogni tanto mi manca. Però , sento il timore che se rinunciassi alla laurea specialistica potrei pentirmene in futuro. Sia da architetto senior che da junior non ho appoggi. Ho dei genitori che mi sostengono e sono disposti ad aiutarmi economicamente (anche se può farmi sentire in colpa) ma non conoscono per niente il mondo dell'architettura. Sono figlia di nessuno, come si direbbe. Come ho scritto sopra il desiderio di fermarmi ora per sentirmi "libera" e sperimentarmi mi attira, ma ho il timore di rimanere qualificata al pari di un geometra e di non aver margine di crescita professionale. Se qualcuno cercasse un architetto perchè dovrebbe prendere un architetto junior e non senior? Per pagarlo meno?
Mi piacerebbe l'idea di fare una serie di corsi indipendenti dal percorso specialistico. Ma alla fine servirebbe? Sarebbe come avere il pezzo di carta magistrale? o comunque il fatto di essere un architetto junior sarebbe sempre una "squalifica" , professionale parlando?
Fra :
Grazie della rispsota.Sono d'accordo che la specialistica non insegni niente, ma il pezzo di carta serve sempre?
Fermarsi alla triennale equivarrebbe ad essere un geometra?Navigando sul sito mi sembra di capire che tutti cerchino laureati magistrali e con esperienza.
Quando parli di aziende a cosa ti riferisci?
Io abito a Milano, ovviamente le offerte sono maggiori rispetto ad altre realtà, ma la mentalità è quasi ovunque quello dello sfruttamento.Mi piacerebbe l'idea di fare una serie di corsi all'estero o in Italia, ma sarebbe sempre una mancanza non aver la laurea magistrale? Sarei sempre qualcosa in meno degli architetti senior..
Fra :
Grazie della risposta.Concordo perfettamente con quello che dici. Lo spezzettamento del percorso universitario ha solo portato guai e confusione, la facoltà di architettura doveva rimanere di 5 anni.
A proposito di magistrale all'estero mi sembra di capire che esistano magistrali part-time, questo mi permetterebbe di lavorare anche se non sò quanta sia l'offerta di lavoro part time. La magistrale tradizionale richiede un impegno tale che credo sia inconciliabile con un lavoro, almeno per quello che conosco delle specialistiche italiane.
Fra :
Il fatto che il lavoro di interior designer sia inflazionato e fatto da chiunque, per così dire, mi rende scettica infatti.
Steblo :
Se vuoi un consiglio scappa. Vai a studiare all'estero. E si, fa la magistrale, o master che sia. Io ho studiato a Milano per 6 anni. Ho frequantato un corso di studi che mi entusiasmava molto (specialistica internazionale), poi ho finito la magistrale a Lisbona all'UAL, con Aires Mateus, Ines Lobo, Arx, João Gomes da Silva, e molti altri, ho preso la Lode e fidati che poi ci guardano! Ti posso dire che se non lo avessi fatto sarei adesso in depressione. Ho lavorato per diversi anni a Lisbona a fianco di nomi di rilievo nell'architettura internazionale e da quasi un'anno ho aperto il mio studio con amici e soci. Se hai voglia di fare due chiacchere... email
Questo non é un lavoro, ma una passione, se é davvero quello che vuoi fare finisci i 5 anni, e fidati che ci guardano dove hai studiato. Non é solo un fattore di anni, ma di esperienza! La magistrale se fatta bene te la porti dietro per il resto della vita.
Leonardo :
Io sono sempre un po' diffidente di questa esterofilia... potrei sbagliarmi, non ho esperienze al riguardo quindi... Se ragioniamo in termini di soldi, non posso non condividere. Se ragioniamo in qualità della vita non sono così certo che sia questa Mecca fuori dall'Italia
Steblo :
Io non ho mai parlato di Mecca. Ne tanto meno detto che lá fuori sia facile, anzi... forse c’é pure piú competizione... ma é normale che in una professione dove l’esperienza é tutta, più ne hai più poi sei competitivo, in tutto.
In italia con tutta la marmaglia di professionisti che ci sono che lottano per parcelle misere direi che in partenza mi sentire giá sotto tono....
desnip :
"ho il timore di rimanere qualificata al pari di un geometra e di non aver margine di crescita professionale.": magari con i miei oltre vent'anni di esperienza fossi qualificata come un geometra! Sono loro che comandano in Italia... E ti assicuro che non vengono pagati meno.
aspirantearchitetta :
Cara Fra, anche io, dalla mia poca esperienza, ti consiglio l'estero - primo perché in molti paesi le tasse sono più basse e le cose funzionano meglio, secondo perché il fattore età, mentre in italia ti fa sentire inadeguata, all'estero spesso non conta.
Nel mio specifico caso ho avuto la fortuna di fare un anno Erasmus a Parigi e sono venuta in contatto con una realtà completamente diversa dall'italia - per esempio per i studenti lavoratori c'erano corsi dalle 18.30 alle 22 e molte agevolazioni (per esempio esenzioni da consegne/visite obbligatorie ecc.). Quindi se tu volessi lavorare non sarebbe così difficile conciliare lavoro e studio.
In generale l'approccio didattico è molto diverso e a mio avviso ti apre molte più porte.
Per cui prova - vedi la lingua e la realtà che ti ispira di più e buttati.
All'estero non è tutto rose e fiori però, con l'opportunità di far parte dell'unione europea, nessuno ti vieta di cercare una strada migliore.
Fra :
Grazie aspirantearchitetta per la risposta. Mi piacerebbe avere notizie di Parigi quanto ti va email
desnip :
"in molti paesi le tasse sono più basse e le cose funzionano meglio": questo è uno dei tanti luoghi comuni.
Guarda la Danimarca, uno dei Paesi dove le cose funzionano davvero meglio, ha la pressione fiscale più alta. Solo che in Paesi così quasi non ti accorgi di pagarle le tasse, visto quello che poi ti ritorna in servizi.
aspirantearchitetta :
in quanto a tasse e alle cose che funzionano meglio mi riferivo alle università e non al sistema generale. Poi ovvio, una volta trovato lavoro, le tasse sono maggiori ma intanto ti si permette di andare avanti durante studio e comunque la maggior tassazione non esclude un migliore stile di vita.
Fra, purtroppo sono stata nel lontano 2011 e le cose potrebbero essere molto cambiate da allora in quanto a università e vita e non so quanto potrei aiutare. Tra l'altro Parigi stessa con il senno di poi la eviterei in quanto carissima. Se però hai la scintilla come la avevo io allora, ti consiglio un blog, si chiamava italiani pocket, dava un sacco di info utili sulle agevolazioni sull'affitto e tutte le altre cose sulla vita a Parigi.
In bocca al lupo e non ti scoraggiare mai!
desnip :
" comunque la maggior tassazione non esclude un migliore stile di vita": non solo esclude, ma di solito la garantisce. :-)
Non era per contraddirti, ma solo per fare una precisazione stile signorina Rottermeier. Sono d'accordo con te che in molti Paesi si vive meglio, ma non è che sia l'eldorado. Solo che a tasse più alte corrispondono tanti servizi che ti consentono di vivere dignitosamente e mettere su famiglia, a differenza dell'Italia, dove siamo "allergici" alle tasse proprio perchè in cambio non riceviamo niente, abbiamo l'impressione che siano tutti soldi buttati.
Fra :
Grazie per le preziose info aspirantearchitetta. Mi aveva attirato il fatto che ci fossero agevolazioni per studenti lavoratori. Mi piacerebbe unire le due cose, ma mi sembrava utopico conoscendo l'impegno e le scadenze di una facoltà di architettura.
Grazie di cuore.
Fra :
Non volevo scatenare polemiche desnip. Pur essendo italiana sono figlia di due genitori che hanno sempre pagato le tasse fino all'ultimo centesimo, anche più del necessario, pagando a caro prezzo quello che gli evasori italiani non pagano.
Sarei ben felice di pagare tasse in un paese in cui il sistema sia equo e i servizi efficienti.
Neanche io penso che l'estero sia l'eldorado, in fondo tutto " il mondo è paese", per dire una banalità. Sono allergica all'esterofilia, mi ha sempre infastidito l'elogio gratuito verso altre realtà e il comune lamentarsi dell'Italia. Amo il mio paese con tutte le sue contraddizioni e sogno ancora che possa migliorare. Possiamo lamentarci quanto ci pare, ma sono le persone e la loro mentalità a fare il paese, dal mio punto di vista. Dall'operaio, allo studente, dalla casalinga al politico. Ci ricordiamo di essere italiani e solidali gli uni con gli altri solo durante i mondiali di calcio.
La fuga dei cervelli dal mio punto di vista non è mai stata la soluzione, ma solo una grande perdita per il paese.
desnip :
Nessuna polemica, penso che la pensiamo allo stesso modo su tante cose. :-)
Fra :
:-)
Desnip il mio non voleva essere un rimprovero. In generale, vorrei che qui si facesse uno scambio di pensieri anche se differenti e mai uno scontro. In realtà rileggendo il tuo post sulle tasse ho capito meglio cosa volessi, in sostanza abbiamo espresso lo stesso concetto! :) c'è stato un fraintendimento generale (anche con aspirantearchitetta).
Fra :
Intanto, grazie a tutti per il vostro aiuto. Non ho le idee più chiare, ma di sicuro mi avete dato spunti interessanti su cui riflettere.
Steblo :
:)
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