CONSIGLI SU COSA FARE DOPO LA LAUREA

messaggio inserito sabato 23 febbraio 2019 da Cecilia

[post n° 418257]

CONSIGLI SU COSA FARE DOPO LA LAUREA

Ciao,
mi sono da poco laureata in Ingegneria Edile-Architettura. Vorrei un consiglio su cosa sia meglio fare per cercare di arricchire il curriculum. Che approfondimenti posso fare aspettando di svolgere l'esame di stato? Un corso/master su Revit potrebbe essere utile? Quali sono le competenze maggiomente richieste nel lavoro? Premetto inoltre che sto svolgendo già una sorta di tirocionio presso uno studio di Ingegneria, ma per il momento sono sfruttata solo per la realizzazione di tavole senza imparare niente di nuovo e questo mi demoralizza molto .
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parto dalla fine: all'inizio totale, quando si è completamente digiuni di competenze lavorative, anche la sola realizzazione di tavole serve per farti vedere come si lavora e si imposta il lavoro, nonchè per farti l'occhio sui dettagli costruttivi e sulle scelte progettuali. non pensare che sia una perdita di tempo nemmeno la semplice "lucidatura" come veniva chiamata una volta. metti tutto nel sacco e fanne tesoro.
d'altronde da neoleureata, nemmeno abilitata, non puoi pretendere che ti mandino subito a progettare. sta a te capire dove rubare competenze, e questo lo puoi fare solo con umiltà. capirei se ti mettessero solo a stampare documenti e fare il caffè, ma comunque stai disegnando e puoi maneggiare disegni tecnici. non è poco. sarebbe diverso se dopo 3 anni fossi ancora ferma a fare ciò!
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Ciao,
concordo con ArchiFra per l'ultimo punto.
Per il resto dipende molto da cosa vuoi fare. Vuoi lavorare per aziende medio - grandi? Vuoi fare la libera professione? Voi collaborare con altri studi mentre cerchi di avviarti per la libera professione?

Nel primo caso studiati bene Revit e impara anche 3Ds Max con Vray (almeno puoi iniziare come modeler e renderer). Ti potrei consigliare anche di seguire un corso di Project Manager: le grandi aziende chiedono queste figure. Azzarderei anche il corso per coordinatore sulla sicurezza, ma è una enorme gatta da pelare farlo per grandi aziende.

Se invece ricadi nel secondo / terzo caso ti direi: fai un po di tutto. Non servono corsi che rilasciano attestati (qualificativi eh, non parliamo di attestati autorizzativi - è a tua descrizione seguirli o meno) ma devi essere competente su un po' tutto all'inizio, poi ti concentri sul settore che più ti piace e quindi vai a finalizzare quelle competenze richieste.
Ti direi corsi BIM (ormai un must, dal restauro alla progettazione), computi (fatti anche degli esercizi "demo" e falli revisionare a qualche amico tecnico già bello che avviato, docfa per variazioni catastali, studiati bene come svolgere la D.L. (molto spesso sottovalutata) che trovi nello stesso manuale per fare l'esame di stato, APE (sembra una cosa stupida ma ci sono tante finezze nel redigerla che molti non comprendono e ti permettono di redigerla sempre più velocemente) e di conseguenza concorrere ai prezzi bassi che fanno.
Poi man mano che passa il tempo saprai cosa coltivare e apprendere :)
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Bim, management, green-building ed efficientamento sia nella nuova costruzione che nel recupero del patrimonio sono must imprescindibili su cui si concentrerà il settore edilizio a livello internazionale, nostro paese compreso quindi queste sono le strade da battere e i know how da acquisire. Si vanno acquisiti tutti se si vuole stare al passo quindi se sei giovane poniti l'obj di approfondire con corsi specifici tutti questi ambiti.
Questo per quanto riguarda la formazione specifica, per quanto riguarda il resto vale la pena dedicare un tempo (limitato) all'apprendimento della professione più "sporca", quindi legata alla relazione dei titoli abilitativi e alla normativa(un pò tutto nella misura in cui anche se diventerai headPM di Astaldi è probabile che per un'opera in Italia avrai bisogno di aver chiaro l'iter abilitativo e normativo e se non devi ricorrere a consulenti per fartelo spiegare è senza dubbio meglio), accertamento di conformità, un pò di catasto, computi metrici e capitolati, D.L e contabilità (importante farla a più scale possibili, dalla cucina in poi) e in generale vale un minimo la pena sporcarsi le mani nei SUE sia dei comuni più grandi che più piccoli perchè cambia un pò "tutto".
PArlo di tempo limitato per queste cose perchè il rischio di rimanere ingarbugliati nel fare i passacarte è tanta, ma è un rischio che va calcolato, avendo ben chiaro che quando si esaurisce l'apprendimento o cambia il rapporto di lavoro ed i soldi che vi vengono corrisposti, oppure è il caso di cambiare aria.
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Consiglio su cosa fare dopo la laurea: guardarsi intorno per cambiare settore,
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Bisognava pensarci minimo 5 anni prima !
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