ANTE 67 con abusi da sanare

messaggio inserito giovedì 16 maggio 2019 da Campanellino

[post n° 421323]

ANTE 67 con abusi da sanare

Buongiorno! Edificio ante 67 che ha successivamente subito modifiche abusive sia interne che esterne. Ad esempio in facciata è stata murata una porta di ingresso ed il relativo appartamento è stato fuso con quello a fianco. Sebbene questo renda evidente che siano state apportate modifiche (e quindi il comune richiede una sanatoria) non posso chiaramente sapere quale fosse la distribuzione originaria. Come devo comportarmi per la sanatoria? Visto che la distribuzione interna verrà comunque completamente cambiata dal progetto che seguirà la sanatoria, posso limitarmi ad indicare il ripristino delle modifiche di facciata e non indicare nulla riguardo l'interno?
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@Campanellino...chiedo venia per l'off topic...ma quanto lavori?!?…le domande qua son solo le tue!…se ti serve un garzone a bottega fammi sapere che mi candido!
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Devi regolarizzare tutte le presunte difformità, anche quelle in pianta, cercando di ricostruire i vari rimaneggiamenti che l'immobile ha subito negli anni tramite una ricerca nell'archivio comunale ed in quello catastale. Dovresti verificare anche se in passato è stata magari presentata una qualche domanda di condono.
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Dimenticavo di specificare che ho già fatto accesso agli atti in comune e non risulta nulla...
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InGeo perdonami, mi rendo conto di essere un po' assillante in questi giorni ma si sono accavallate un po' di questioni sulle quali mi premeva avere un confronto. Ovvio che in parallelo si cercano risposte nelle normative o confrontandosi con altri colleghi ma il forum è comunque uno strumento utile, non tanto per avere risposte immediate, quanto per avere un CONFRONTO immediato per sviscerare le questioni...cosa preziosa soprattutto per chi lavora da solo.
Posso immaginare che non mi sopportiate e infatti non vi nascondo che ogni volta che vedo nella casella di posta una mail di p+A mi aspetto di tutto e, in quel breve lasso di tempo in cui attendo che si apra il link per andare a leggere la risposta sul forum...ho l'ansia ;)
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Fatemi capire (non è polemica, è che forse mi sfugge qualcosa).
Se l'edificio è ante '67 e in comune non c'è nulla che ne "certifichi" la morfologia originaria e le trasformazioni avvenute, da cosa si desumono gli abusi e come è possibile attestarne una "datazione"? Per intenderci, potrebbe essere un edificio del 1800 con modifiche fatte nel 1910, nel 1935, ecc. (date a caso).
Se non esiste uno stato legittimo, da cosa si deduce che quello di fatto contempli degli abusi? E come è possibile collocarli nel tempo (se non ci si autodenuncia)?
Su che basi il Comune sostiene sia stato commesso un abuso e quindi pretende una sanatoria?
E' stato, negli anni, accatastato un qualche abuso senza corrispondente regolarizzazione urbanistica? Il catasto non ha valore probatorio, mi pare di ricordare.
Se metto mano, in qualità di tecnico, su quell'immobile, e dall'accesso agli atti non reperisco documentazione alcuna, mi vedo costretto a prendere per buono lo stato di fatto e da quello parto per la pratica di ipotetica ristrutturazione.
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La datazione è quasi sempre possibile farla mediante ricorso a rilievo aerofotogrammetrici quindi per quanto riguarda le consistenze la datazione è grosso modo "stimabile".
Inoltre attenzione con l'ante 67 perchè bisogna sempre vedere se si è in centro abitato o fuori e potrebbe entrare in gioco l'ante 42.

Nel caso di specie io cercherei di reperire catastali (via telematica e non) perchè l'ante operam del caso specifico è probabilmente li.

Poi penserei al resto.
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