PROGETTISTA CON "INCARICO" RICEVUTO DA IMPRESA CHE HA IL COMMITTENTE

messaggio inserito mercoledì 13 maggio 2020 da Ray

[post n° 432208]

PROGETTISTA CON "INCARICO" RICEVUTO DA IMPRESA CHE HA IL COMMITTENTE

Buonasera
Sono Architetto e sono stato contattato da una impresa che fa case in bioedilizia per redigere un preventivo per la progettazione e presentazione del progetto al comune e per la direzione lavori. La parte sicurezza e strutture la seguirebbe un ingegnere esterno all'impresa che spesso collabora con loro.
Io dovrei fare un preventivo che loro proporranno come pacchetto totale compreso di realizzazione dell'opera, alla loro committenza.
Ad oggi la mia offerta "buona e regolare" è stata accettata e mi si chiede di redigere il contratto.
Alla mia domanda di predisposizione del contratto alla committenza, mi si chiede di farlo a nome dell'impresa...ovvero io ho come committente l'impresa.
Questa cosa per me è nuova e vorrei prima di tutto sapere se è lecita e in che modo possa predisporre un regolare contratto che non vada a creare un conflitto di interessi.
Premetto di essere libero professionista esterno a tale impresa e di non averci mai lavorato.
L'unico punto che potrei evidenziare è che il titolare dell'impresa è un mio zio ma la mia prestazione è totalmente esterna e il mio lavoro è sempre stato slegato da quello della sua impresa.
Grazie a chi saprà darmi delucidazioni.
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Chi è che presenta il titolo edilizio? Il titolare, solitamente è colui che incarica il progettista ed il D.L.
Chi è il tuo cliente? Ovvero, chi ti paga?
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Naturalmente io. L'impresa ha proposto un pacchetto completo al committente, il quale ha valutato l'offerta totale e valutando separatamente le voci di spesa; comprese quelle preventivate da me.
Al momento chi mi paga non so, proprio perché non mi è chiaro questo passaggio per il fatto che mi si chieda di redigere contratto verso l'impresa.
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Il PdC è generalmente intestato al committente, il tecnico progettista e il D.L. vengono "nominati". Quindi, il titolo edilizio, sebbene sia fisicamente inoltrato da te, non è intestato a te. Tutto gravita attorno al definire chi sia il tuo cliente. E' indispensabile stabilire se la titolarità del PdC è dell'impresa oppure del futuro proprietario. Nel primo caso, l'impresa vende l'opera completa ad un acquirente che, quindi, non è il tuo committente (cliente). Nel secondo caso, il committente è effettivamente il futuro proprietario dell'immobile.
Il soggetto che ti incarica dovrebbe essere quello con cui stipuli il contratto (il cosiddetto incarico).
Questa è la mia analisi di primo acchito, senza dubbio sommaria, ma operata nell'ottica di massima semplificazione possibile dell'iter (anche in caso di contenzioso). Potrebbe sfuggirmi qualcosa, non discuto.
Se al momento nemmeno tu hai chiara la situazione, non vedo come possiamo , noi, esprimere un parere.
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"Se al momento nemmeno tu hai chiara la situazione, non vedo come possiamo , noi, esprimere un parere." hai ragione! Vorrei però, ipotizzando il tuo secondo caso descritto e penso proprio che sarà così; capire se si può e in che modo dovrei contrattualizare un incarico di questo tipo.
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Pardon... Ho scritto male, mi riferivo al primo caso, ovvero uello dove il mio committente sarà l'impresa.
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Semplicemente l'impresa non può fare ciò che ti propone ... il titolo abilitativo viene richiesto dal committente tramite il tecnico a cui conferisce l'incarico pertanto il tecnico e l'impresa acquisiscono il cliente con due contratti distinti, tenuto conto che il professionista architetto NON è dipendente dell'impresa.
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