Veranda in aderenza a fabbricato

messaggio inserito giovedì 28 maggio 2020 da Francesca

[post n° 432765]

Veranda in aderenza a fabbricato

Ciao a tutti....un parere. Ho un locale commerciale e su area antistante di mia proprietà ho fatto montare veranda (struttura portante in legno lamellare e copertura in teli e pannelli). Questa veranda è stata regolarmente autorizzata dal comune. Per il montaggio di questa struttura mi sono appoggiato alla facciata del condominio e sempre sula facciata sono imbullonate le staffe che reggono le travi. Il condominio ora mi chiede d demolire tutto in quanto non ho mai chiesto il permesso di attaccarmi alla facciata e ostacola il ponteggio per i lavori deliberati. Il regolamento di condominio permette di mettere in facciata canne fumarie e cavi impianti senza chiedere permesso (ma non fa riferimento alle verande). Secondo voi devo per forza demolire tutto o posso far valere qualche ragione? (di trovare accordo non se ne parla...)
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E' necessario il consenso della Assemblea quando il singolo condomino intende realizzare un'opera che modifica l'aspetto ed il decoro della facciata comune.
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L'unico tentativo (ma immagino possa essere vano) è quello di chiedere autorizzazione "postuma" all'assemblea, stante il fatto, come già indicatole dal collega, avrebbe dovuto (prima ancora della pratica edilizia) chiedere il permesso al condominio.
In ragione delle difficoltà tecniche dell'installazione dei ponteggi, potrebbe essere comunque utile lo smontaggio della veranda, dimostrando in questo senso la propria disponibilità.
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La richiesta di "nulla osta" al condominio per opere del genere si fa sempre, almeno per evitare spiacevoli incovenienti, a maggior ragione se ci si trova davanti ad opere in aderenza ed il regolamento di condominio è vago.
Ad ora la via migliore è smontare (parzialmente o completamente a seconda dei casi) per permettere il montaggio del ponteggio, stoccare opportunamente la veranda e valutare come rimontare a fine lavori facendo presente questa volontà al condominio, tenendo conto che qualora il condominio si opponga l'unica via è quella legale.
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Premetto che trovo grave che, un Comune, possa autorizzare interventi in assenza di tutti gli atti di assenso indispensabili per legge e quindi con documentazione carente.
Ciò premesso, mi pare palese che difficilmente ci si potrà rivalere sull'U.T. per una mancanza della committenza, ergo non resta che tentare la via della mediazione.
Come suggerito dai colleghi, la manifesta volontà di assecondare le esigenze condominiali, smontando temporaneamente la struttura, potrebbe ammorbidire i condomini per l'ottenimento dell'assenso necessario ad una sua "legale" futura nuova installazione. Del resto, se non si trova un compromesso, la struttura sarà con buona probabiltà, è destinata a "soccombere" per sempre.
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