CILA tardiva e ripristino stato dei luoghi

messaggio inserito giovedì 15 ottobre 2020 da Camilla

[post n° 438268]

CILA tardiva e ripristino stato dei luoghi

Buongiorno a tutti, vorrei chiedere un consiglio.
Un mio cliente vuole fare dei lavori di manutenzione straordinaria al suo appartamento, dove abbiamo rilevato una difformità rispetto allo stato legittimato: ovvero un tramezzo spostato di circa un metro, opera realizzata negli anni passati dalla sua famiglia. La procedura corretta sarebbe quindi -se non sbaglio- inviare una CILA tardiva con pagamento della sanzione, e subito dopo la nuova CILA.
Il fatto è che nel progetto di manutenzione straordinaria che andremo a realizzare, il tramezzo verrà riportato alla posizione legittima. Esiste in questo caso una procedura diversa? Magari che porti il cliente a far sì di non dover pagare la sanzione, visto che ripristina lo stato dei luoghi?
La sua idea sarebbe quella di ripristinare lo stato dei luoghi prima di presentare la nuova CILA, e quindi senza coinvolgere me, ma il tramezzo difforme è presente sulla planimetria catastale. Questo potrebbe causare dei problemi? Voi cosa mi consigliate?
Grazie
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Parlane con un tecnico comunale.
Se ti chiedono di sanare, devi considerare che la CILA in sanatoria - in teoria - potrebbe essere utilizzata solo per regolarizzare difformità eseguite dopo il 2010.
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Grazie Gioma, il problema è che al Comune mi danno il primo appuntamento tra un mese :(
Per questo mi chiedevo se qualcuno avesse avuto un'esperienza simile e sapesse consigliarmi..
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Il problema che poni coinvolge il Comune e non il Catasto.
Qualora si decidesse di ripristinare lo status quo ante legittimato, bisognerebbe comunque presentare in Comune una pratica edilizia.
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Il problema non si pone: che si debba ripristinare uno stato legittimo o che si debba sanare la situazione attuale, sempre di pratiche comunali parliamo.
Inoltre non va fatta semplicemente una verifica tra stato di fatto e catasto, ma piuttosto tra ultimo tiolo assentito e stato effettivo.
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Grazie della risposta archspf. Forse non mi sono spiegata bene nel primo messaggio, ma ovviamente per rilevare la difformità ho fatto un confronto tra le pratiche depositate in Comune e lo stato attuale. E' da questo confronto che asserisco che vi è una difformità rispetto allo stato legittimato.
Premesso che l'iter vorrebbe -se non sbaglio- l'invio di una CILA tardiva e successivamente di una CILA (quindi sì, si tratta di pratiche comunali), mi domandavo se poteva esserci un iter più snello, considerando che nella nuova CILA si andrà proprio a riportare l'appartamento com'era in origine, poiché è una distribuzione degli spazi che il mio cliente preferisce.
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Camì...
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ah ... il linguaggio si evolve a quanto vedo, una volta si chiamavano "escamotage", ora "iter snelli". Camilla lo sappiamo tutti in cosa consiste l'iter snello, inutile girarci intorno, fai come vuoi, tanto sei tu a dover asseverare.
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Non massacrate la dolce Camilla... :-)
Secondo me non vuole fare nessun escamotage, ma semplicemente presentare un'unica pratica anzichè due. Anche se in teoria non si potrebbe fare, ci sono Comuni che consentono di fare una pratica in sanatoria (tardiva) con contestuale presentazione del nuovo progetto.
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Grazie denisp, in effetti la mia domanda verteva più su questo, ma a quanto capisco è a discrezione del singolo Comune, quindi non mi rimane cha attendere paziente.
All'escamotage il cliente ci ha pensato, e l'ho scritto chiaramente nel primo post senza girarci molto intorno. Ma sono felice di apprendere che ci siano colleghi così integerrimi perché (purtroppo) la realtà che vedo intorno a me è differente ed a volte mi sembra di essere l'unica "stupida" che fa le cose per bene, magari anche perdendo lavori per questo.
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Io l'anno scorso sono stata letteralmente sbeffeggiata da un "collega" (geometra) e dal suo cliente in quanto ero stata contattata per sistemare una variazione interna mai denunciata fatta nel 2015.
Gli avevo presentato preventivo e iter per regolarizzare tutto (cila tardiva e conseguente sanzione).
Mi chiama dicendo che non era la procedura esatta e che aveva trovato un tecnico piu' capace di me.
Questo ha praticamente presentato una cila per lavori di modifiche interne da eseguire, dichiarando il falso. Tutto regolare secondo loro.
Ogni volta che incrocio il geometra mi saluta sghignazzando, sto imbecille...
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Più guardo il mio "bilancio" e più penso che sono professionale, integerrimo, puntiglioso, onesto, ma soprattutto che imprenditorialmente, l'imbecille non è il geometra o il collega "disinvolto", bensì il sottoscritto.
"Almeno dormi sereno sapendo di essere nel giusto", direte voi. Ed invece dormo sicuramente peggio io pensando a come far tornare i conti, rispetto a tutti quelli che se ne fottono delle regole. In un paese assurdo dove la meritocrazia non esiste, insonnia, per insonnia, è meglio rivoltarsi nel letto col portafogli gonfio. Questo ci insegna (mediamente) la realtà.
Ciò, nonostante, la mia "imbecillità morale", mi impedisce di fare il salto verso il lato oscuro e remunerativo della professione.
Perdonate la riflessione a metà tra il nichilismo ed il pessimismo cosmico. Ora torniamo pure in topic, difendendo strenuamente la più rigorosa condotta etica.
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allora famose a capì. Il proprietario ha due strade:
1) si ripristina lo stato di legittimità "da solo" rimettendo il tramezzo al posto suo senza interpellare nessuno (procedura snella)
2) incarica l'arch. Camilla di redigere una cila in sanatoria con tanto di oneri (procedura obesa)
Non vedo altre soluzioni...

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Grazie per le risposte ed il confronto.
Mi ritrovo perfettamente nelle parole di Paoletta ed Archifish, come probabilmente molti di noi.
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Condivido pienamente sia il pensiero che purtroppo il malcontento di operare in un mondo molto strano, dove è elogiato a "genio assoluto" chi trova l'escamotage (che in realtà non lo è nemmeno se rileggiamo la definizione: "Trovata ingegnosa, trucco, sotterfugio messo in atto con abilità e astuzia, spesso al limite della disonestà, per risolvere una situazione compromessa o uscire da una posizione difficile"), mentre chi cerca in tutte le maniere di operare nel modo più corretto di procedere viene visto come "poco smaliziato".

Ricordo di un collega "disinvolto" che aveva trovato il "modo" di risolvere un problema: peccato che quando gli è arrivato l'avviso di garanzia non sia stato altrettanto bravo di trovare un altro "escamotage"...
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Ragazzi, non vi buttate giù. Alla fine i nodi vengono sempre al pettine. Solo su questo forum i casi sono tanti di committenti che hanno fatto i finti fessi e poi vengono a piangere.
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