Inosservanza obbligo installazione fonti rinnovabili

messaggio inserito martedì 5 gennaio 2021 da Arch1!

Arch1! : [post n° 441137]

Inosservanza obbligo installazione fonti rinnovabili

Buongiorno colleghi, avrei una domanda da fare circa i rischi per l'inosservanza dell'obbligo dell'installazione di fonti rinnovabili.
Ricopro attualmente il ruolo di DL per la realizzazione di lavori di demolizione e ricostruzione di una piccola palazzina, non ho redatto ne firmato il progetto esecutivo, so che c'è l'obbligo per l'installazione di fonti rinnovabili ma a quanto ho capito il proprietario non ha nessuna intenzione di rispettare tale obbligo, quali sono i rischi per me di tale comportamento?
ivodivo :
Ma niente di che... la galera... cosa vuoi che sia....
Sei il DL, certifichi e firmi la fine lavori....vedi un pò tu... Il tecnico che ha firmato il progetto non rischia nulla (se il progetto è conforme alla normativa).
Il progetto immagino preveda tutto quello che richiede la normativa quindi se non viene rispettato hai una sola opzione: dichiarare il falso = reato penale.
Arch1! :
Dalla richiesta di P.d.C. non risulta contrassegnato l'obbligo, quella sezione è stata lasciata in bianco.
Albo :
Dovresti guardare la ex L.10 presentata contestualmente al PDC cosa prevedeva.
archspf :
Per ciò che attiene le norme di settore non rileva affatto ciò che eventualmente è o non è indicato sul titolo poichè di fatto sono applicabili indipendentemente da questo.
In qualità di progettista e/o DL si è al corrente dell'esistenza di precisi obblighi diretti ed indiretti riguardo all'osservanza (e dichiarazione di....) alle norme: personalmente, pur sapendo che non è totalmente risolutiva, poichè in giro si trovano anche sentenze che condannano il tecnico per "non aver informato il committente dei suoi obblighi", predispongo una "Dichiarazione di Manleva" (oltre ad indicare espressamente nella lettera di incarico che il Committente "è edotto e consapevole di...") stante quantomeno l'avvenuta informativa di ciò che rimane nella responsabilità dello stesso.

In caso comunque di inerzia (come nel suo), considerando la mancanza a posteriori dei presupposti oggettivi per dimostrare che il committente "non poteva non sapere", temo che l'unica strada sia quella di rinuncia all'incarico con inoltro di diffida al committente (via pec) con la precisa descrizione di ciò che è suo obbligo e, in caso di ulteriore protrarsi dell'inosservanza, far scattare le cause di risoluzione anticipata del contratto con le penali (spero previste nel contratto) a carico del committente.
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