...Ma siamo tutti nella stessa barca?

messaggio inserito mercoledì 9 marzo 2005 da maryan

maryan : [post n° 44841]

...Ma siamo tutti nella stessa barca?

salve a tutti!
Sono una studentessa al termine del mio corso di studi e volevo una rassicurazione da voi che ci siete già passati. Da un pò di tempo mi pervade un senso di grande delusione dovuto al fatto che mi ritrovo alla fine e mi rendo conto che, malgrado gli sforzi per cercare di essere il più possibile "in regola",la mia preparazione (e nn teorica, ma quella che serve realmente a un architetto) fa acqua da tutte le parti!!!Ho passato una vita a studiare le cose più assurde del mondo e poi nn so nemmeno come si mettono due mattoni uno sopra l'altro.Allora mi chiedo: è un problema di tutte le facoltà di architettura????Nn posso nn pensare all'imbarazzo in cui mi trovo quando conoscenti o familiari mi sottopongono quesiti che credono siano di mia proprietà ma di cui io nn ho la più pallida idea...EPPURE MI STO LAURENDO!!!!Mi rendo sempre più conto che la laurea nn è un punto di arrivo, ma è SOLO L'INIZIO:Vi prego, ditemi che anche per voi è stato così e raccontatemi, se volete la vostra esperienza.
GRAZIE MILLE!!!! :)
nico_cad :
GIUSTO GIUSTO L'HO TROVATA STAMATTINA:
Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice. Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore. Era produttiva e felice ma, ahimé, non era supervisionata.
Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e preparó pure dei bellissimi report.
Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupó del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.
Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.
Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominció a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c'era da fare.
Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro - ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer é necessaria una Intranet.
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile.
"Dovremo commissionare uno studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.
Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.
E così contatt il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C'é troppa gente in questo ufficio." E così il gestore generale seguí il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.
MORALE:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice. E' preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.
Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.
Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Pero', se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.
www.magnaromagna.it
andrea :
sì, mi dispiace dirlo ma siamo proprio tutti sulla stessa barca e stare a galla non è mica facile, anzi. Come te, ho studiato le cose più assurde ed inutili nella mia facoltà di architettura e, se non fosse per un mio interesse personale, sarei totalmente a digiuno di tecnica, pratica professionale e quanto altro. Ciò che mi fa ridere (per non piangere) è che tutti, dal professore ai titolari degli studi, sono consapevoli di queste carenze. Figurati che al momento dell'iscrizione all'albo professionale, lo stesso presidente dell'ordine si è espresso nel seguente modo: "il bagaglio che vi deriva dall'insegnamento universitario è totalmente inadeguato all'attività di architetto". Ormai lavoro da circa un anno e, dopo alcune figure di m...., mi sono imposto di non fare straordinari ( ameno che non siano strettamente necessario) e di recuperare studiando leggi, manuali e altro alla sera. tieni duro
arkit :
grazie andrea...mi consolo!
matteo :
io non so assolutamente cosa sia un computo metrico e non saprei neppure come farlo, per non parlare di una stima economica dei miei progetti di laboratorio, ma in compenso so tutto sui limiti e matrici di matematica, la scuola di chicago per sociologia e le come vengono fatte le leggi statali.
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