Quanto guadagna un architetto in Italia?

messaggio inserito venerdì 11 marzo 2005 da carlotta

carlotta : [post n° 44980]

Quanto guadagna un architetto in Italia?

Vorrei sapere quanto si puó chiedere con una decina d'anni di esperienza su tutti i settori per restauro/ristrutturazione. Sono stata all'estero per 12 anni, cerco lavoro e non so ancora bene come funzionino qui le cose. Forse qualche collega puó darmi qualche informazione.
stefano :
Poco, una miseria in generale...a parte casi fortunati (ma si parla già di aziende, imprese e non più studi...) qui il sistema non si cambia... e nei piccoli studi l'esperienza non conta anzi a volte è pure scomoda...meglio un giovane con entusiasmo che esperienza e troppo senso critico...
Anch'io ho passato vari anni all'estero lavorando presso un studio " famoso". Al mio rientro ho cercato di non essere sfruttato e di far valere la mia capacità e formazione specifica. Alla alla fine ho capito che la cosa migliore è trovare un part-time che anche se mal pagato, offre la possibilità di muoversi da soli conservando integri dignità e orgoglio.
ciao ciao

carlotta :
Ahi ahi. Dov'eri all'estero?
stefano :
Portogallo
laurark :
io ti avrei detto di startene all'estero....non so perchè sei tornata quindi...

forse la tua esperienza particolare potrebbe essere la tua carta vincente e forse punterei su studi che hanno rapporti con altri paesi, per sfruttare la tua conoscenza di diversi modi di lavorare.
Gli italiani non sono tanto "internazionali" nel lavorare!!
Neanche con l'inglese vanno tranquilli....io per prima zoppico!!!
I compensi almeno all'inizio sono scarsi...ma poi puoi trattare.....
carlotta :
Ma qualcuno puó concretizzare una cifra? Quanto scarsi sono i compensi? Per farmi un'idea.
Sono tornata perché ho un bambino. Io non lo vedevo mai, e passi, che effettivamente preferisco lavorare. Adesso lui peró puó stare con la mia famiglia invece che tra asilo e babysitter.

In realtá non si diventa internazionali stando all'estero. Si diventa solo ancora piú italiani (e non intendo alcun facile patriottismo, con questo. Solo che la propria cultura la si capisce meglio quando ci manca)
alinger :
...che non solo i compensi sono bassi ma (almeno qui al sud) è terribilmente difficile riuscire a farsi pagare.
Quest'anno (ossia in 3 mesi del 2005) sto già al secondo atto di precetto - decreto ingiuntivo per farmi pagare!!!
Ah, per la precisione, le cifre che dovrei avere sono entrambe sotto i 1000€.
saluti e forza e coraggio!!!
carlotta :
Scheisse! Con esperienza pluriennale???
stefano :
In genere con esperienza si può prendere come collaboratore 1200 euro netti, (mi rifersco al nord e in uno studio " le cui qualità architettoniche siano riconosciute da pubblicazioni... mostre...università...critica )"
Di solito però l'esperienza di questi collaboratori si costruisce solo all'interno dello studio...ossia se arrivi con esperienza da fuori nessuno si fida mai troppo e quindi si parte bassi come un neolaureato...( 700/800 euro + iva)
questa è la mia esperienza... poi ogni caso è un caso...
ciao
carlotta :
1200 €… Dopo 10 anni di direzione lavori, gestione costi e compagnia bella. 14 ore al giorno tra studio e cantiere.
Sapevo che non si guadagnava bene, ma la fame, no. Non me lo aspettavo.
stefano :
Questa è la realta...due soluzioni possibili alla tua/mia età: o entrare in una grossa impresa/azienda con compiti spesso di tipo amministrativo, organizzativo e poco d'architetto, ma con altre garanzie (mensilità, contributi, vacanze, pensione, etc.) o buttarsi nella libera professione partendo con pubblicità, autopromozione, concorsi, etc...
Io ho scelto la seconda opzione...speriamo.
Ed ad ogni modo penso, sia fondamentale usare la tua esperienza all'estero e i contatti acquisiti per partire...non so dove sei stata, ma molti grossi studi italiani ricercano partner con conoscenza di lingua e contatti (soprattutto di consulenze tecniche del luogo) per concorsi e affidamento d'incarico.
Fammi sapere come va...
ciao


sabagio :
Ciao... io vorrei tanto fare un'esperienza in Portogallo, ma quanto pagano? Considerando che in italia un nolaurato se va bene prende 800€+iva, in portogallo dove la vita è meno cara, quanto si guadagna? mediamente ovviamente....!
Ciao e Grazie
carlotta :
A Berlino. Ho incominciato da zero senza parlare il tedesco ed in quattro anni mi sono aperta il mio studio, che pure funzionava e che ho tenuto per sei anni. E credimi non era semplice: donna, straniera, troppo giovane e con una concorrenza bestiale. Arrivavano tutti lá.
I contatti di lá non servono a niente qua.

Probabilmente la tua scelta é la piú sensata. Ti ringrazio e faccio tesoro del consiglio.

Speravo di farmi un pó di esperienza italiana prima di riaprire studio per conto mio, per capire come vanno le cose qua. Ma probabilmente sará necessario partire subito a denti stretti. Sia quel che sia.
antonio :
ciao a tutti! leggendo i vostri annunci, dovrei in teoria considerarmi fortunato! lavoro da qualche anno in uno studio a milano,sono regolarmente assunto. guadagno circa 1100 euro al mese? però mi sto "fossilizzando"! faccio il classico lavoro da "impiegato" . le spese a milano sono enormi (affitto ecc.) sto pensando di licenziarmi! cambiare città! rimettermi in gioco, iniziare a fare l'ARCHITETTO! ma leggendo i vostri messaggi mi sto scoraggiando! che fare? cosa fareste al mio posto? grazie a tutti
Cristina :
Personalmente dopo tre anni di esperienza a Venezia mi hanno offerto 500, 700 o al max 950 Euro con partitaIVA, ovviamente:::!!!!!
Credo però che la tua esperienza possa risultare più utile ad un 'impresa che ad uno studio, a meno che non sia abbastanza grande (questo dipende dalla città in cui cerchi).
Personalmente sono 6 mesi che sto cercando una "sistemazione dignitosa",...ma non facciamo di tutta l'erba un fascio. Buona Fortuna!
carlotta :
siccome anch'io mi sono stabilita a Venezia, mi interesserebbe mettermi in contatto con te per sentire un pó com'é la situazione. Se per te non é una scocciatura, rispondimi su email che vediamo di parlarci.
LINO :
SCUSA SE IGNORO...COSA VUOL DIRE INTERNAZIONALE? IL NOSTRO PAESE LO APPREZZI SOLO QUANDO STAI ALL'ESTERO? SEI UNA ARCHITETTO ALLORA PENSA ALL'ARCH. GAE AULENTI NON SEMBRA UNA DISPERATA EPPURE PROGETTA E HA PROGETTATO NUMEROSE OPERE SE IN UN SUCCESSIVO PERIODO DA RIVISTE D'ARCHITETTURA E DA INTERVISTE RILASCIATE LLA TELEVISIONE è STATA AGGETTIVATA COME ARCHITETTO INTERNAZIONALE SIAMO ALLE SOLITE COS'è L'INTERNAZIONALITà? UN LASCIA PASSARE PER I DEFICENTI CHE PER PAURA DI PASSARE PER NAZIONALISTI SOLO PERCHè LAVORANO PER IL PROPRIO PAESE E IN ITALIA AUSPICANO DI TROVARE LAVORO PREFERISCONO DIRE ARCH.INTERNAZIONALE SOLO PERCHè L'ARCHITETTO HA LAVORATO ALL'ESTERO OPPURE DANNO QUESTO AGGETTIVO PERCHè MENO SCOMODO E SE CI FOSSERO DELLE RAGIONI POLITICHE IN QUESTI AGGETTIVI A COSA SERVONO LE OPERE E I NOSTRI STUDI SE NON A SVINCOLARCI DAL QUALUNQUISMO CHE VENTILA LA NOSTRA PROFESSIONE L'ARCHITETTURA NON SONO I PARTITI POLITICI NE TANTOMENO LE TESSERE DI PARTITO RICORDA CHE L'ARCHITETTURA è LA MASSIMA ESPRESSIONE DELL'ARTE SE NON FOSSE PER IL FATTO CHE PUò ESSERE VISSUTA L'EVENTUALE MERCIFICAZIONE DEI NOSTRI STUDI VA IMPEDITA E ORA CHE CHI NON è ARCHITETTO LA SMETTA DI FARE CRITICA ARCHITETTONICA I MANAGER SI OCCUPINO DI BILANCI
Carlotta :
Ti é rimasto su il blocco maiuscole. Ma hai letto in quale contesto si parlava di internazionalitá? Mantieni per cortesia un tono decente. Questo é un forum per scambiarsi informazioni.

Per chiarire, non é che si apprezzi il proprio paese solo stando all'estero (per quanto, il clima piú caldo …), soltanto si arriva a comprendere certi elementi della propria cultura sui quali altrimenti non ci si soffermerebbe. Per esempio: un italiano tende a comunicare, a mettersi in relazione verbale con gli altri. Questo non succede ovunque, non é cosí scontato. Quando questo non c'é, ti accorgi che ti manca profondamente.
Tu sei lí, devi e vuoi vivere lí e cercando di capire loro e di integrarti, capisci un pó di te rilevando delle assenze, mancanze: pensi a cosa erano, com'erano queste cose che adesso non ci sono piú. Le definisci e quindi le comprendi meglio. E fai un passo avanti nella comprensione della tua cultura di provenienza.

Io intendevo semplicemente questo. Niente politica. E neppure architettura o arte come vedi: cultura come tratto comune alle persone di un certo paese. Che indubbiamente esiste e che ti viene a mancare all'estero, Questa mancanza prende il nome di "nostalgia", che é una forma di dolore.

Nonostante lunghissime permanenze all'estero (tra studi e lavoro, in 4 nazioni, da quando ho 19 anni ed adesso ne ho quasi 40), un marito tedesco e tanti amici sparsi per il mondo, io non mi sento per niente "internazionale". E su una cosa sola concordo con te. È una parola vuota che non dice niente.
linus :
sei grande!
delli :
mai sentito parlare di netiquette?

www.penale.it/netique.htm punto 3
www.bio.unipd.it/local/internet_docs/netiq.html punto 2.2

bye bye

bye bye
aLICE :
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