Difformità doppie, triple e con salto mortale... help!

messaggio inserito sabato 19 febbraio 2022 da Bibi92

Bibi92 : [post n° 457589]

Difformità doppie, triple e con salto mortale... help!

Buonasera a tutti. Mi trovo in una situazione piuttosto complessa, costituita da due fabbricati in zona sottoposta in centro abitato (zona A), vincolo idrogeologico e vincolo paesaggistico. Di questi fabbricati non è presente alcuna pratica edilizia in comune e l’unico documento reperito è la planimetria di primo impianto risalente al 1940. Sono accatastati ambedue come immobili collabenti.

Il fabbricato A allo stato attuale presenta in aderenza una ulteriore volumetria (insistente sul lotto della medesima proprietà), in buona parte crollata. Come si deve procedere? fare richiesta di sanatoria per ricevere ordine di demolizione? o si può effettuare la demolizione della parte senza alcun tipo di iter amministrativo al fine di ripristinare lo stato originario?

inoltre, della parte restante non è possibile riuscire a comprendere alcun carattere di tipo architettonico, ne rimane infatti la sagoma: il tetto non è crollato tutto e così anche le pareti, per cui la volumetria esatta è perfettamente leggibile. Quello che non si legge è qualsiasi altro carattere architettonico. Mancano i serramenti, mancano gli intonaci, delle aperture non ne rimane nemmeno possibile definirne altezza e posizione in altezza. Il tutto si riduce all’aspetto di una baracca permanente, ma dalle visure catastali storiche l’immobile è stato sempre abitativo ed anche le testimonianze del luogo dicono che fino a 20 anni fa era normalmente abitato. Considerato il vincolo paesaggistico, nel ristrutturarlo, come lo ricompongo considerando che la gente del posto non mi ha saputo suggerire nemmeno un archivio fotografico? Se rispettassi lo stato attuale, dovrei ricostruire una baracca…

Il Fabbricato B, invece, sul medesimo lotto della medesima proprietà è un immobile di inizio ’900. Qualche anno fa è stato accatastato come F2 poiché aveva il tetto crollato e quindi il tecnico incaricato all’epoca aveva potuto fare una perizia con foto per accertarne lo stato. Attualmente il tetto è stato riparato dal proprietario e senza effettuare alcuna scia né tantomeno depositare relazione di calcolo. Come si fa a sanare una struttura crollata e ricostruita senza rispettare alcuna norma? facendo una scia in sanatoria, il Comune cosa potrebbe disporre? di riportarlo allo stato di “tetto crollato”? oppure di demolire e ricostruirlo a regola d’arte? (quindi con relazione di calcolo e costruzione fedele al progetto strutturale?

Medesimo fabbricato. Dalla planimetria catastale di primo impianto si evince che l’immobile era diviso in due unità. Una unità disponeva di due locali al piano terra collegati mediante una scala interna ad un locale al piano superiore. Accesso da portoncino centrale su facciata principale. L’altra unità disponeva di un locale al piano inferiore da cui si accedeva da portoncino su facciata laterale: questo vano era collegato al piano superiore da una scala interna a due vani superiori. Non erano presenti locali sanitari (non vi è menzione delle toilette, ma delle cucine sì): è presente un fabbricato esterno adibito a lavatoio, distante circa 20 metri da questo. Attualmente, invece ho un appartamento a piano terra ed un appartamento al piano superiore. Tra i due stati ho: la comparsa di due bagni, la demolizione di una scala, l’accesso all’appartamento superiore mediante la scala superstita mediante apertura nella muratura portante di un varco, la chiusura di un’apertura su facciata laterale e sempre nella muratura portante, la chiusura del solaio in corrispondenza della scala demolita, tre finestre in più dove non ce ne erano sulla facciata posteriore (peraltro totalmente diverse dalle aperture originaria dell’intero immobile) e due modificate nelle dimensioni. A condire il tutto, stufe a gas in tutta la casa collegate ognuna a condotti del gas, e vasca biologica per quanto riguarda le acque reflue. Vi chiedo, vi è possibilità di sanare tutto questo? e considerando che dalle finiture è possibile ipotizzare che tutti gli impianti (e le modifiche sul layout e strutture) siano state fatte contemporaneamente e negli anni 50/60, quante sono le pratiche oltre al Comune a dover essere coinvolte?
Io ho cercato di sviscerare ogni possibilità per non abbandonare l’immobile, poiché sulla facciata principale presenta intatti i caratteri architettonici dell’epoca, nel complesso le strutture sono in discreto stato e proprio di fianco vi è un immobile con caratteristiche del tutto simili e vincolato come bene architettonico, il che per rendere l’idea di quanto nel suo complesso sia davvero una testimonianza della storia e del paesaggio del luogo. La situazione per come la vedo io è estremamente complessa ed un impiegato del Comune già ha posto il quesito: ne vale la pena? Voi come agireste per “sanare” il tutto posto che secondo voi ci siano possibilità a riguardo? oppure vedo la situazione più nera di quella che è?

Vi ringrazio!!!
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