questione di limiti

messaggio inserito lunedì 30 maggio 2005 da fiamma

fiamma : [post n° 51833]

questione di limiti

Ciao! Volevo sottoporvi un quesito che mi ronza nella testa da qualche ora…..In termini sintetici: dove finisce la propria affermazione e dove comincia il rispetto per il lavoro degli altri? Provo a spiegarmi: tempo fa è venuto da me un cliente (amico di amici), chiedendomi di curare le pratiche (e poi si è finiti anche ad una specie di direzione lavori) per la realizzazione di un progetto fatto da un architetto straniero. Per ovvie questioni di normativa e natura geologica del terreno, ho dovuto apportare qualche modifica che ho cercato di mantenere comunque nel rispetto del progetto (bello) del mio collega, fino anche a contattarlo via mail per cercare soluzioni assieme…..Insomma, pur potendo far finta che fosse indispensabile far modifiche con “la mia mano”, ho limitato il tutto affinché l’idea di progetto rimanesse quella che mi si era presentata la prima volta.
Capitolo secondo. Ho problemi di schiena e quindi ho girato un po’ di specialisti fino a “fermarmi” da uno che, stranamente non pronto ad operarmi, mi ha prescritto una cura e della ginnastica. Per l’assurdità del nostro sistema sanitario, però, per fare queste cure son dovuta passare da un ortopedico locale che, secondo le assurde regole, avrebbe dovuto solo trascrivere la ricetta del primo medico col proprio nome. Ora io capisco che dev’essere frustrante far da scrivano, ma se io sto in cura da un dottore che mi prescrive una terapia….perchè ‘sto personaggio dell’ospedale me ne dà un’altra, offendendosi pure se protesto?
Insomma: è lui professionista che, pur non avendomi riscontrato alcun problema (con una T.A.C. che parlava chiaro!!!), mi ha dato la sua personale interpretazione di cura, contraddicendo in tutto tutti gli altri specialisti, o io che mi auotcensuro per il rispetto della valida creazione di un collega? Bisogna sempre dissentire per affermarsi?
Lorella :
forti dei nostri limiti
R :
Credo che rispettando il lavoro del tuo collega oltre a fare qualcosa che credevi giusto (dici che il progetto era bello) hai fatto qualcosa che forse verrà apprezzato dai committenti (hai dimostrato di essere onesta anche se potevi approfittare della situazione).
Il tuo medico dissenziente forse ha lasciato in te un ricordo peggiore, e forse non lo consiglierai a chi ti chiederà un buon medico a cui rivolgerti per risolvere i suoi problemi (e non quelli del medico).
Naturalmente i risultati non sono sempre così scontati.
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