Operatore cad - Architetto

messaggio inserito lunedì 24 luglio 2006 da mino

mino : [post n° 90232]

Operatore cad - Architetto

Salve,sono un architetto abilitato,che da 5 mesi (lavora) come prima esperienza presso uno studio,e sto’ però facendo solo l’operatore cad (solo disegni bidimensionali),ora il mio dubbio è il seguente:
vorrei impare a fare e occcuparmi anche di altre cose più sostanziose (cronoprogramma,computi metrici,capitolati,piani di sicurezza,revisioni quadri economici,pratiche edilizie,documentazioni di gare e appalti,ecc.).In sostanza non penso che per fare l’operatore cad serva una laurea in Architettura ,ovvero con la prospettiva di imparare il più possibile e un domani cambiare studio o mettersi in proprio,mi sembra di stare a perdere tempo.Inoltre l’addetto che fa tutti questi lavori è per giunta un uomo che non è nemmeno diplomato(forse perchè
cosi’ il titolare Architetto dello studio a lui lo paga 2 lire invece se dovessi farli io o comunque una persona qualificata la pagherebbe non più 2 lire!).Ogni volta che mi sono proposto per fare questo le risposte sono quelle che loro non vogliono perdere tempo e vanno sempre di fretta (perchè ovviamente dovrei affiancarmi all’altro ragazzo che tra l’altro non è che sia tanto disponibile!) e vedere come si fanno alcune cose e gli farei perdere tempo prezioso(per loro!).Ovviamente di tempi morti nei quali affiancarmi al tipo è inutile dire che non ci sono perchè ci sono sempre in continuazione disegni e disegnetti che mi danno da fare.
Cioè ovviamente non investono in formazione ma ti sfruttano solo per quello che sai fare,cioè se sai lavorare al cad fai solo quello ,se sai spiaccicare zanzare contro il muro fai solo quello!!. Purtroppo scusate il solito luogo comune ma chi esce dall’università non ha una formazione tale da saper fare tutte queste cose,o anche se come nel caso mio alcune cose le ho fatte per l’esame di Estimo,in questi studi giocano sempre al ribasso(forse per pagarti sempre meno),cioè per loro non sai mai fare un cavolo di niente!Ora mi chiedo se ci sono dei corsi in cui uno può imparare a fare anche altre cose,che purtroppo ahimè! sono proprio quelle per le quali uno viene pagato (alla faccia della qualità e ricerca architettonica),perchè dalla mia modesta e fresca esperienza lavorativa vedo che i titoli e i master (a meno che non capiti in uno studio di livello internazionale)contano relativamente, ma conta più quello che sai fare realmente,cioè l'equazione è la seguente :
ti pagano = per quello che sai fare,
o meglio in forma più brutale:
guadagno = conoscenze effettive e pratiche.
Ovviamente è inutile dirvi che per quanto riguarda la mia retribuzione attuale percepisco mensilmente soltanto le spese....
anna :
Molte volte è stato affrontato questo tema per cui non so quanto ci sia ancora da aggiungere...stai facendo la gavetta come l'abbiamo fatta tutti. Inutile ribadire che la situazione dei neolaureati non sia tra le più felici ma purtroppo le contestazioni hanno sempre il sapore della battaglia contro i mulini a vento...Massimiliano, prima di scomparire, ha dato sull'argomento ha dato una delle migliori risposte...riassumendo in breve: la tua esperienza non vale nulla da nessun punto di vista? Non può essere considerata in qualche modo un investimento? Tra l'altro 5 mesi mi sembrano un po' pochini per lamentarsi non trovi? Vero è che istruire un praticante è faticoso ed anti-economico e che nessuno lo fa volentieri ma sta anche a te, dal tuo angolino, saper OSSERVARE ed ASCOLTARE ... Piccola precisazione: i miei primi 3 ANNI (fortunatamente lontani) sono stati a 100 MILA LIRE AL MESE DI RIMBORSO SPESE...era talmente mortificante prendere quella banconota che forse avrei preferito non riceverla ma l'architetto per cui lavoravo era molto preparato: anche solo osservarlo ed ascoltarlo è stato molto formativo...questo era il rovescio della medaglia.
mino :
per Anna: ti ringrazio di essere intervenuta in questa discussione,ma forse ti è sfuggito il particolare non tanto trascurabile che la fase di apprendimento si è bloccata da tempo poichè sto' facendo sempre la stessa cosa(disegni),senza poter ampliare altro.E poi sul discorso della gavetta hai ragione tu,ma un conto è farla a 26 anni,un conto farla oltre i 30.Ho purtroppo bisogno di accelerare la fase di apprendimento e per questo sarei disposto a pagare per fare un corso di esercizio professionale pratico anche presso l'ordine della mia città,ma mi sa che questo tipo di corsi non ci sono.
delli :
quasi quasi mi organizzo e apro un corso di "inizio alla professione"... ai partecipanti delle bacheche di pA faccio un super sconto, ovviamente!!! eheheheh ;)
a parte gli scherzi... controlla l'ordine della tua provincia, a volte organizzano dei corsi di questo tipo (magari guarda anche gli ingegneri...)
bye bye
anna :
Per Delli: fossi in te ci penserei seriamente, hai tutte le qualità.
Per Mino: in bocca al lupo!
della :
c'era un master in veneto.. in pratica si trattava di fare degli stage per delle aziende ed eri tu, studente apprendista, a pagare loro affinchè impari..
il punto per me è sempre lo stesso: se ti pagano poco, ovvero ti danno le spese, sono anche loro a doverti dare qualcos'altro in cambio. Se invece di usano per quello che sai fare, perchè non farsi pagare decorosamente?
Forza.
lorenzo :
concordo pienamente con anna; la gavetta è purtroppo un passo obbligato, in quanto il neo-laureato è una sorta di tabula rasa che deve apprendere tutto quello che di importante serve nella professione.
Purtroppo non credo nelle scorciatoie, anche perchè un corso è sempre un corso (teoria) e a te serve invece di immergerti nei problemi concreti di tutti i giorni (come il geometra panzone dell'ufficio tecnico comunale che con il massimo di ignoranza ti contesta tutto quello che gli porti, e che quindi non conosci in un corso).
Ah com'è importante la prima esperienza con il geometra panzone!
La velocità di apprendimento è direttamente proporzionale alla curiosità: se tu sei una persona "curiosa" sbircerai quello che fanno i tuoi capi, ti documenterai su internet su tutto (come dici tu per es, i computi metrici, la sicurezza, le dia, ecc), sbircerai magari nei file dei tuoi colleghi e magari te li studierai a casa, ecc,ecc; se tu sei un pappamolla (tanto per dire :) ) i tempi di apprendimento saranno sicuramente maggiori.

Ma ahimè la tortura della gavetta è importante;
Quindi osserva, guarda, sbircia, carpisci.
Ciao
della :
ma è facendo che si imparano le cose.. e non dimentichiamoci che gli danno le spese, non lo stipendio..

se gli fanno fare solo quello che sa fare, perchè non lo pagano normalmente???????

ma insomma, ci vogliamo svegliare??????????????
della :
non so perchè nelle grandi città dobbiamo fare la gavetta, mentre spesso nei piccoli centri si aprono già da subito il proprio studio.. come tra l'altro in Spagna: quale gavetta, direttamente il proprio ufficio...
pigmentus :
.......mi pare di vederlo il geom. panzone......anche se da me c'è l'arch. stile tenente colombo.....che ti ...frega sempre....!!!
lorenzo :
siamo perfettamente d'accordo...
Io nella mia risposta ho tralasciato l'aspetto economico, anche se è una componente importante, ma non importantissima come quella di formarsi ed acquisire esperienze e che va messa in primo piano.
Nessuno ti obbliga di fare la gavetta presso uno studio; se uno ha già clientela apre subito uno studio e la gavetta la fa con i tecnici comunali, se una cosa non sa farla chiede la collaborazione ad altri professionisti, ecc.
della :
infatti il punto della mia risposta era proprio bilanciare le due cose. C'è chi considera importante l'aspetto economico (non tutti possono permettersi il lusso di trascurarlo - pe. la sottoscritta) e c'è chi considera importante l'esperienza (anche se come hai osservato tu esistono anche altre vie per acquisirla, e considerato che negli studi succede quasi sempre come a Mino - non si mettono a sprecare tempo per far imparare te).
Ora il punto è:
no imparare? allora paga...
imparare? allora posso anche essere solo rimborsato le spese...
marta :
Da quasi ancora neo.laureata (3 anni fa oggi!), mi permetto di intromettermi e dare un modesto consiglio a Mino: perchè non cambi studio? Provarci, ascoltare, "spiare" ecc è doveroso, certo, anche non mollare, ma quando ti rendi conto, a parer mio, che uno studio non ti dà più nulla, secondo me la cosa migliore è cambiare! Io sono passata per tre studi in questi tre anni, e di tortura in tortura, dopo tentativi e svariate demoralizzazioni, sono approdata ad uno studio dove il lavoro mi soddisfa, ho una certa autonomia, e non mi posso lamentare della paga! La strada è lunga, ma i mezzi per percorrerla possono essere diversi, non trovate? In bocca al lupo!
Marta
Guido :
e chi non l'ha fatta... io l'ho fatta per anni e comunque alla lunga serve e deve essere fatta. è un passo obbligato. per lo stipendio poi... va bè, quello sei fortunato che ti coprano almeno le spese... comunque mpara più che puoi e stringi i denti. verrà anche il tuo momento.
desnip :
Caro Mino, è chiaro che la gavetta va fatta, ma, ovviamente deve essere a tuo vantaggio. Anch'io come Anna, ho subito trattamenti economici "umilianti", ma ho stretto i denti perchè avevo la possibilità di imparare un sacco di cose.
Quindi se devi stare lì solo per disegnare (cosa che sai già fare benissimo) cambia subito studio! (indipendentemente dalle condizioni economiche)
P.S.: Delli: se apri il corso arrivo subito in Lombardia ad iscrivermi! :-)
mino :
Grazie a tutti per le vostre risposte e consigli,e da chi ci è già passato da questa situazione,in cui non ti senti nè pesce e nè carne!!
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