un pò personale un pò professionale

messaggio inserito venerdì 28 luglio 2006 da blau

blau : [post n° 90715]

un pò personale un pò professionale

Ciao a tutti,
ho bisogno di un consiglio un pò professionale, un pò personale... tutto sommato umano.

Ho 32 anni ed avrei voluto andarmene definitivamente dalla mia famiglia già da tempo (e rendermi indipendente). Invece ogni volta sono costretta per un qualche motivo a fare rientro al porto che da sola non ce la faccio e che i miei non mi possono mantenere fuori. Ogni volta il rientro equivale all'inferno, sia per me che per loro. Per me molto più considerato che ogni volta è una sconfitta, è ritornare al punto di partenza.

Ora la questione è: finchè resto in Italia la situazione dubito possa cambiare. Alla mia età non è nemmeno pensabile di stringere la cinghia un pò e restare a vivere con i miei finchè non avrò messo qualcosa da parte, visto che sinora stando fuori non sono riuscita a farlo.

Conosco però il tedesco e l'inglese bene ed a questo punto mi chiedo se non valga la pena sfruttarli per ottenere condizioni lavorative migliori, sia in termini di esperienza professionale, che in termini remunerativi e dunque di indipendenza.

Il punto è che io anche se all'estero ci ho già vissuto e mi sono trovata bene, non ho voglia di pensarmi un futuro per sempre fuori, voglio vivere in Italia.

Se ci si mette che le esigenze stanno cambiando ed ho voglia anche io di metter su famiglia appena verosimilmente troverò un compagno adeguato, che faccio? resto intrappolata all'estero? io non voglio... ma come si fa ad andarsene definitivamente da casa qui in Italia senza poter contare sul supporto della propria famiglia?

c'è qualcuno che mi può illuminare? io mi sento una marziana... o devo andare via per qualche anno? e poi? arrivo a 34-35 anni qui e mi sentirò discretamente vecchia per mettermi a cercare l'anima gemella.. e poi se la incontro fuori?

vi sembreranno velleità e cavolate.. forse un pò fuori luogo per questo forum, però credetemi, ho bisogno davvero di un consiglio, di capire i più come farebbero.. e di fare per una volta come farebbero forse tutti, come sarebbe meglio perchè io proprio non riesco più a capire cosa sia meglio per me dopo tanti anni, tante esperienze, vita vissuta all'estero ed in italia...

help me, please!!!
speedy :
mi riconosco in alcuni passaggi del tuo messaggio. Ho lavorato all'estero e devo dire che dal punto di vista professionale nn mi sono trovato male, ma la cultura e l'alimentazione come stili di vita nn mi hanno fatto restare. Ti auguro di trovare al più presto una sistemazione, ma comunque rifletti bene prima di decidere definitivamente.
Se a te piace l'Italia, come a me del resto, nn credo che ti soddisfi al 100% vivere all'estero. I miei hanno vissuto per 22 anni all'estero per esigenze più gravi (dopoguerra, ecc), per la miseria che c'era eppure sono tornati, perchè la nostalgia del loro paese dei propri cari era troppo forte. Vivere lontano dalla famiglia, che si vuole bene è troppo difficile, non perchè bisogna restare in casa, anzi...ma ogni tanto hai bisogno del consiglio dei tuoi. Devi valutare le tue esigenze combinandole con la professione e sentire ciò che ti dice il cuore.
Good luck!
difazz :
vivo fuori casa da 10 anni, da quando ne avevo 18 di anni,
ho studiato e lavorato per non affondare nella miseria la mia famiglia, tutte le persone a me care sono lontane tante centinaia di chilometri, le vedo qualche settimana all'anno, vivo con quello che guadagno senza riuscire a mettere da parte niente, però ho la libertà di essere uno zingaro.
vivo tutto e non rimpiango niente, andrei in qualunque posto portandomi dietro tutto quello che sono che è comunque frutto delle mie radici ed è un modo di portarmi dentro la mia terra senza soffocare.
come si fa a dare un consiglio, è tutto così soggettivo, le esigenze, i sogni, i bisogni.
rischia, del resto questa è l'unica vita che abbiamo.
marta :
cara blau, non credo abbia senso andare all'estero per qualche anno, se sei davvero convinta di voler vivere in italia. credo che potrebbe averlo se decidessi di partire lasciandoti aperte entrambe le strade, almeno come atteggiamento mentale (se partissi con l'idea fissa di tornare, sarebbe come vivere una parentesi, e non so quanto questo possa essere utile, nè dal punto di vista professionale, nè, peggio, da quello umano). credo comunque che non ci siano regole. se l'obiettivo è l'indipendenza credo sia possibile raggiungerla anche qui in Italia (intanto andando a vivere con un'amica o qualcosa del genere...). sarà banale, ma la vita può sempre riservare delle sorprese. in bocca al lupo.
blau :
io continuo ad essere confusa.. ho già vissuto 5 anni ed oltre all'estero.. prevalentemente in Germania. mi sono trovata bene però... io francamente ora non ho voglia di pensarmi immersa in una vita in tedesco, in pensieri in tedesco.. una volta ero diversa.. ora sono più pigra anche in quello... e poi la vita sociale? è già difficile inserirsi in una nuova città italiana, figuriamoci all'estero... ma non solo per cultura ma anche per modi, spiragli.. ecc. ecc.

però andare all'estero secondo me comporta un'esperienza professionale migliore, perchè il lavoro come si svolge in italia proprio non mi piace e dal punto di vista professionale e dal punto di vista umano... per non parlare poi che è sottopagatissimo..
in germania, svizzera, austria, sono cmq pagati poco.. ma per quanto poco siano si riesce a percepire uno stipendio di 15oo euro al mese netti... ed a dispetto dell'italia, sono anche meno care le città tedesche almeno...
marco :
Secondo me nn è un disonore rimanere in casa... la trovo una scelta di responsabilità a volte obbligata, di pari dignità rispetto a chi sceglie di andarsene. La vita è diventata cara, i professionisti come noi all'inizio sono sfruttati e malpagati. Oggi nn è così semplice rendersi autonomi, anni fa era diverso. Credo che alla base delle ns scelte esista una scala di priorità; io ho imparato ad amare il mio lavoro ed è ciò che che cerco di far bene ogni giorno; se domani si prospetteranno altre priorità le valuterò ma senza per qs essere confuso perchè nn aiuta, pronto ad accogliere le sorprese che la vita ci riserva.
In bocca al lupo
Marco
blau :
io non posso restare a casa con i miei, la convivenza è impossibile, esasperante, distruttiva. Me lo hanno chiesto loro esplicitamente e d'altronde anche io non ce la faccio a litigare di continuo di brutto per le più piccole cose.. ad avere miliardi di limitazioni a 32 anni e via dicendo... potessi resterei, anche perchè i miei sono tra i pochi al mondo che non hanno una casa di proprietà ma pagano un caro fitto.. e pagare due affitti è abbastanza un non sense...
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