Liberi professionisti e buoni pasto

messaggio inserito venerdì 20 aprile 2012 da roby-costa

roby-costa : [post n° 288606]

Liberi professionisti e buoni pasto

Leggendo un po' su internet, ho trovato che il benefit buoni-pasto è utilizzabile anche da noi professionisti a partita IVA. Nello specifico si può acquistare un blocchetto il cui valore non superi il 2% del fatturato annuo e utilizzarlo per i propri pasti. Tale spesa, consistente in unica fattura, è scaricabile e quindi ci si risparmiano le tasse. Non è un granché, ma in tempi di magra anche cento euro in tasca a fine anno, sono buoni.
Il problema è che c'è un bel balletto sulle cifre: c'è chi scrive che si scarica il 75% della spesa e l'intera IVA applicata (al 10%) e chi dice che si scarica il 100% del costo ma non l'IVA applicata (4%)...
Resta che in ogni caso potrebbe essere un piccolo risparmio. Avete esperienze? Il mio commercialista cade dalle nuvole...
Ily :
Secondo me non importa comprare i buoni pasto: basta farsi fare la fattura direttamente dal ristorante o pizzeria o quello che è. Occhio però a non farsi fatturare una cena per 6 persone di sabato sera ;-)
Kia :
La comodità sarebbe nell'avere in tasca il blocchetto dei buoni e una fattura unica da presentare al commercialista. Anche perchè, non è che posso chiedere la fattura per un toast perchè nn me la fanno mentre con il buono sarebbe più semplice per piccoli importi. Il problema è che cercando info su questa faccenda ancora qualche anno fa, avevo capito di non poterlo fare perchè i buoni li acquista il datore di lavoro per i suoi lavoratori dipendenti. E avevo capito che questa era l'unica modalità di utilizzo, nel senso che se li acquisto io libero professionista che non ho nessuno alle mie dipendenze non posso usarli (e soprattutto scaricarli) per me stessa....
roby-costa :
...kia, hai preso in pieno quello che volevo dire: spesso non ci si fa fare fattura per una spesa piuttosto piccola, mentre con i buoni si avrebbe una sola fattura "importante" da girare al commercialista che di fatto comprenderebbe anche le spese che altrimenti verrebbero spesso tralasciate.
Inoltre certi buoni pasto sono accettati per l'acquisto di alimentari anche nei supermercati, ampliando un bel po' la prospettiva di utilizzo.
La possibilità di usare i buoni pasto anche per i professionisti, per spese proprie, è relativamente recente: è per questo che anche cercando info su internet si trovano discorsi come minimo imprecisi circa la percentuale da detrarre dal reddito, la deducibilità iva... ma il fatto che si possano usare da professionisti per sé stessi, pare assodato. :P
inca1996 :
mi collego al post pechè mi interessa... ;-)
effettivamente io uso i ticket di mio marito per fare la spesa generale, che non potrei scaricare normalmente
(o almeno, la mia commercialista mi ha detto che non posso scaricare una spesa intera, ma se faccio scontrino di acqua, detersivi, tovaglioli di carta e simili da ufficio posso)
Kia :
x inca:
si, ma appunto usi quelli di un' altra persona (i ticket). Non ti sei comperata un blocchetto tuo. Per la spesa di acqua, detersivi ecc.ecc. hanno detto anche a me che si può scaricare (no cibo ma le cose che comunque servono a vivere in uno studio e a tenerlo pulito) ma facendosi fare una fattura e non col ticket.
inca1996 :
x Kia, intendevo in generale che con i ticket puoi fare la spesa alimentare che altrimenti non potresti scaricare (potresti comprarti anche le mutande al super, che altrimenti non potresti scaricare ;-)
se noi architetti potessimo fatturare un blocchetto di ticket, potremmo scaricare di più....spero sia chiaro il mio concetto
Kia :
chiarissimo
roby-costa :
@ kia

Qua dicono che si può, e per il TUO pranzo (o spesa!), anche se non hai dipendenti!!!
Le spese per "acqua, pulizia e tovagliolini" sono da considerarsi "inerenti" all'attività, ma non c'entrano nulla con il pasto.

http://blog.buonopasto.it/2009/08/31/liberi-professionisti-e-buoni-p…

Passaggio interessante:
"Siete liberi professionisti e volete recuperare le spese del pranzo? Mai pensato ai buoni pasto? Sono una soluzione comoda e efficace. Vediamo perchè.

Negli ultimi mesi è stato fatto un po’ d’ordine nella normativa che estende una volta per tutte l’utilizzo dei buoni pasto per coloro che non hanno dipendenti, mentre prima ciò era possibile solo per interpretazione della norma.

In particolare è l’Agenzia delle entrate, con la Circolare n. 6/E del 3 marzo 2009 a specificare che “la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi dei buoni pasto ascquistati dai lavoratori autonomi/professionisti può ritenersi posibile, collegandosi l’acquisto in questione principalmente alla dimostrazione dell’inerenza della spesa stessa allo svolgimento dell’attività, alla stregua delle ordinarie spese sostenute per il vitto”.
Kia :
meglio così allora!ero rimasta un po' indietro
inca1996 :
ma alla fine quanto si può scaricare del costo di un blocchetto?
roby-costa :
A quanto riportato nei vari siti, l'intero costo del blocchetto fino al concorrere del 2% del tuo fatturato annuo. E qui però si apre il problema, perché in internet ci sono valutazioni contraddittorie: c'è chi dice che detrai il 75% del valore della spesa e tutta l'IVA, c'è chi dice che detrai il 100% del valore ma non l'iVA (e a volte è scritto che l'IVA è al 4% e a volte al 10%).
Per questo è meglio avere chiarimenti dal commercialista. Il mio ancora tace. Solleciterò e poi vi giro la risposta! ^^
kia :
sempre a proposito di chiarimenti ......chi ha il regime dei minimi e non ha l'iva, come si dovrebbe comportare?detrae tutto (compreso l'iva perchè per i minimi è un costo) o in parte?
roby-costa :
...in teoria sì (attenzione, non sono un commercialista, i miei pareri sono solo tali! :D), in quanto è una "spesa" da trattare come tutte le altre. Resta da chiarire se la detraibilità è al 75% come ho trovato in certi siti o del 100% come ho trovato in certi altri... :P
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