Da Architetto cocopro a Architetto P.IVA - Regime dei minimi?

messaggio inserito venerdì 7 giugno 2013 da ArchPH

ArchPH : [post n° 318886]

Da Architetto cocopro a Architetto P.IVA - Regime dei minimi?

Salve a tutti,

Vi spiego un secondo la mia situazione lavorativa pregressa in quanto vorrei capire e avere la certezza di capire se la mia attuale situazione mi permette di entrare nel regime dei MINIMI e se si avere qualche certezza concreta di ciò.

Io ho lavorato come cocopro per 3 anni e 11 mesi come architetto ( ho verificato che risulto architetto all'inps dalla stampa che mi ha fatto il centro per l'impiego) presso uno studio della mia città. L'esame di stato l'ho sostenuto diciamo dopo due anni che lavoravo li.

Ora voglio aprire la partita iva da architetto senza dover più avere a che fare con questo studio e senza mantenere alcun cliente da quella esperienza lavorativa.

PREMESSO che l'architetto non viene, SUPPONGO, considerato come uno di quei casi particolari in cui il tirocinio non cadrebbe come mera prosecuzione... in quanto non ha obbligo di tirocinio dopo i 5 anni di studi in quanto svolge un monte ore durante il percorso universitario e quindi deve solo prepararsi e superare l'esame di stato,

Mi sembra particolarmente strano che un architetto che, ovviamente uscito dalla università, non faccia la sua gavetta da qualche studio, come mi sembra molto strano che poi, per l'agenzia delle entrate, sia una delle poche se non l'unica categoria penalizzata nel momento in cui voglia mettersi in proprio e partire con le proprie gambe...

Sembrerebbe che un architetto, finita l'università, per la loro logica, debba mettersi a lavorare o subito in proprio o sperare di trovare qualcuno che lo costringe ad aprire la P.IVA anche se non ha passato ancora l'esame di stato... ( la P.IVa con L'IMPS è una mannaia in costi e con il micro stipendio che ti danno durante la gavetta, non avrebbe senso...) E qui un altro controsenso, ovvero che ad un architetto non conviene iniziare a lavorare se prima non ha dato l'esame di stato, nemmeno per uno studio dove gli fanno fare gavetta a basso costo...

Proprio non riesco a capacitarmi di tutto questo...

Grazie anticipatamente per la cortese attenzione.

Cordiali Saluti a tutti.
Valy :
Ciao ArchPh ti dico subito che non so rispondere alla tua domanda, l'unica cosa che posso suggerire è di chiedere ad un commercialista o direttamente all'AdE.
La questione invece sulla quale mi volevo soffermare e' il fatto che lo titolo di architetto si acquisisce solo dopo aver passato l'Esame di Stato ed essersi iscritti all'Ordine. Prima si è semplicemente dottore in architettura. Non ho capito molto bene il discorso che hai fatto sull'AdE , INPS etc...come hai fatto ad aprire P.I da architetto che comunque questo ha un codice Ateco preciso e mirato (che non è lo stesso del disegnatore o impiegato in uno studio professionale)? e che commercialisticamente parlando e' presupposto per il pagamento di Inarcassa e non di INPS?
Purtroppo quella degli studi professionali di chiedere ai propri dipendenti di aprire partita IVA e non assumerli e' una brutta usanza italiana perché economicamente parlando e' meno oneroso perché le fatture dei collaboratori a partita IVA si scaricano al contrario dei dipendenti che invece costringono a pagare anche i contributi e a caro prezzo, stava te e al tuo buon senso vedere se la proposta del tuo datore di lavoro era conveniente o era meglio farsi fare un "bel" contratto di stage che forse a parità di compenso era meno oneroso per le tue tasche. Comunque buona fortuna per la tua attività di libero professionista e speriamo che tu riesca ad aprire p.i. in regime dei minimi.
ArchPH :
No infatti, a me la partita IVA non l'avevano fatta... mi avevano fatto cocopro
con qualifica di Architetto all'inps.
Io non so bene la storia dei codici, però sulla scheda che mi hanno fatto all'ufficio del lavoro risulta che lavoravo la come cocopro con mansione di Architetto... anche se non avevo ancora passato l'esame di stato...
Il commercialista che ho sentito mi ha detto che non posso fare i minimi, ma la cosa mi sembra molto strana... un controsenso, come ho già spiegato... e vorrei capirci meglio...
ArchPH :
ho visto adesso che mi è sfuggita una M con INPS nel messaggio iniziale, svista da tastiera :)
gg :
creso abbia ragione il tuo commercialista.
E non è un controsenso. Quella norma dovrebbe impedire che ti possano cambiare contratto solo per (loro) convenienza. O ti lasciano quel contratto o dovrai aprire una partita IVA normale.
"la p.iva, l'inps, una mannaia di costi..." in realtà si chiamano "tasse e contributi pensionistici". Chiunque lavori è soggetto a questo genere di imposizioni. Altrimenti sei un evasore.
Ily :
Per loro convenienza? hahahahahahahaahha
Tanto la partita Iva te la fanno aprire comunque, e se le tasse ti strozzano sono solo problemi tuoi!
ArchPH :
Per GG trovare il modo per pagare meno tasse penso sia normale soprattutto volendo farlo in maniera LEGALE !!! Cercare di capire se, come logica imporrebbe, il fisco sia la solita macchinaccia che penalizza i giovani, penso sia sacrosanto. Poi se tu i soldi li crei alla notte e/o magari il problema non ti tocca perché sei già navigato/a non credo tu abbia il diritto di sminuire i problemi di quelli che ex novo si affacciano alla professione dopo anni di gavetta... Pensi non sia un controsenso??? Sinceramente, sapendo questo, avrei preferito che mi avessero costretto, superato l'esame di stato, ad aprire La P.IVa, almeno avrei i minimi... e ora avrei ancora 3 anni per poterli sfruttare per partire con la professione... invece se è come dice il commercialista voglio partire come Professionista nuovo e giovane, ma non posso perché ho già lavorato come schiavetto... CONTROSENSO BELLO E BUONO !!! Non credi???
Ily :
Il mio post era un commento a questa frase di GG: "Quella norma dovrebbe impedire che ti possano cambiare contratto solo per (loro) convenienza".

Tu ArchPH credi davvero che il titolare di uno studio professionale eviti di imporre la partita Iva al proprio collaboratore solo perché questi sarebbe penalizzato fiscalmente? No, ovviamente! La norma, così come è scritta, penalizza solamente i giovani!!! Molti studi (anzi, quasi tutti) vanno avanti solo perché scaricano i costi interamente sulle spalle dei collaboratori. Per noi non esiste una tutela: sindacato, disoccupazione, mobilità, gravidanza pagata, cassa integrazione! Niente di niente!!! L'unica tutela che si poteva avere cogli studi di settore era la monocommittenza: ora è venuta meno anche quella, perché in certi studi so che fanno fatturare direttamente ai clienti dello studio, facendo lievitare notevolmente, per noi, le soglie degli studi di settore.
La mia è una risata amara perché ci sono passata anche io. All'epoca aderii al regime normale perché i minimi al 20% non erano convenienti. Adesso invece grazie al cielo ho potuto aderire ai minimi.
Peccato però che tutto quello che risparmio in tasse verrà speso in corsi professionali e assicurazione obbligatoria! E non so come farò quando nel 2015 mi triplicheranno pari pari i contributi inarcassa.
kia :
come hanno fatto a farti un co.co.pro con mansione di "architetto"?
gg :
x Ily. Non mi sono spiegato bene.
La norma che impedisce la "mera prosecuzione" vuole evitare che si licenzi un dipendente per poterlo riassumere a partita IVA agevolata.
[p+A news: Chiarimenti-sul-Regime-dei-minimi-2012]

Un libero professionista, per definizione, si deve tutelare da solo, modulando le richieste in funzione delle proprie necessità (e capacità). Se accetta condizioni capestro è sua e solo sua la responsabilità di averlo fatto.

Un libero professionista, per definizione, deve aggiornarsi continuamente per poter offrire il meglio al cliente. Se col proprio lavoro può fare danni, deve avere un'assicurazione che garantisca il committente.

Un libero professionista, come qualsiasi lavoratore, ha l'obbligo di pagare tasse e contributi pensionistici. Ovviamente quelli più convenienti che la legge gli consente.
gg :
x ArchPH
Considerare le agevolazioni per i "giovani" come un diritto, e non un regalo, da mantenere ad oltranza, è un insulto per chi quelle agevolazioni non le ha, o le ha perse, o non le ha mai avute e cerca ugualmente di andare avanti. Siamo all'assurdo che anche chi paga un terzo di inarcassa e solo 5% di tasse viene qui a lamentarsi.

Se pensi davvero che questa normativa fiscale penalizzi solo i "giovani", prova a pensare alle centinaia di migliaia di professionisti che dovranno inventarsi un lavoro per altri 30 anni per poter avere una pensione da fame, se non schiattano prima.
Ily :
Certo che mi lamento, GG, se permetti! Visto che non ho nessuno che mi tutela, nessun ammortizzatore sociale se perdo il lavoro (cosa che potenzialmente può avvenire senza un minuto di preavviso), non ho la tredicesima, nè il tfr, nè il diritto alle ferie pagate (io le ho perchè il mio capo ha un cuore, ma èun regalo).
Ma non mi lamento solo per me, ma per tutti quelli nella nostra situazione, e quindi anche per te!
Mi lamento perchè i soldi che speravo di risparmiare in tasse e mettere da parte (per poi spenderli in un nuovo pc, in viaggi, in libri su argomenti di architettura di mio interesse) dovrò spenderli ugualmente per un'assicurazione professionale che non mi serve e dei costosissimi corsi di aggiornamento professionale che non sono altro che l'ennesima ghiotta occasione per spartirsi il solito magna magna.
Oppure secondo te anche se uno avessela fortuna di trovare un lavoro stabile e uno stipendio decente dovrebbe farsi solo gli affari propri, disinteressandosi completamente della situazione generale? E' proprio grazie a questo atteggiamento che secondo me siamo ridotti in questo modo!!!
Ily :
E poi se permetti io le agevolazioni le uso eccome a oltranza (ovviamente in modo del tutto legale), visto che sono l'unica concessione a me favorevole che mi ritrovo!!!
gg :
Ily
è stata una tua scelta fare l'architetto oppure ti hanno costretta con la forza?
Se pensi che per il solo fatto di avere una laurea hai diritto a QUESTO lavoro, hai un'idea un po' distorta di doveri e diritti.
Evidentemente hai realizzato che il mondo del lavoro non è quello che speravi. Ma tant'è. Benvenuta fra i più. Lamentarti non t'aiuta a capire cosa devi fare.
Hai diritto a un lavoro, sono d'accordo, ma hai il dovere di fare il possibile per ottenerlo, anche di cercare altro, se quello che trovi non ti soddisfa.
Non mi sto lamentando del fatto che c'è gente che legalmente paga il 40% di tasse in meno di quelle che pago io, o che paga meno di un terzo di contributi di pensione di quelli che pago io, quando non lavora addirittura in nero.
Non mi sto lamentando del fatto che PER QUESTO ed altri motivi siamo tutti costretti a ribassare il valore del nostro lavoro del 50% se non di più. Ma cortesemente, se oltre a deprimere il mercato, evitaste di lamentarvi, sarebbe cortese nei confronti dei colleghi che queste agevolazioni non le hanno e che pagandole tutte le tasse e i contributi, consentono a voi di averle queste agevolazioni. Grazie.
kia :
scusa GG, ma io capisco bene lo sfogo di Ily.
Qua non si parla mica di fare la professione con p.iva ma più spesso di fare i collaboratori a p.iva non firmanti per lo studio di un altro professionista firmante.
In questa ottica penso sia più che giusto sfruttare per quanto possibile alcune agevolazioni in quanto bisogna pur compensare il disagio di questa situazione. E cmque il mercato è depresso non perchè c'è il regime dei minimi ma perchè non c'è lavoro in generale.
Ily :
GG, è evidente che tu proprio non capisci. Fare l'architetto è stata una mia libera scelta ovviamente. E anche se fossi libea professionista vera avrei comunque tutto il diritto di protestare per gli l'esosità dell'iscrizione all'ordine, per l'assicurazione obbligatoria e i corsi a pagamento! Tuttavia, dal momento in cui una persona (architetto, avvocato, commercialista, geometra) lavora a tempo pieno in uno studio professionale, ha un orario fisso, dei doveri da dipentente, obbligo di presenza, e gliviene detto cosa fare, ritengo che abbia anche il diritto al trattamento contrattuale riservato ai dipendenti (come oltretutto stabilisce la legge italiana). Perchè un libero professionista vero ha comunque dei vantaggi non da poco, il primo dei quali è sicuramente scegliere quando, quanto e come lavorare. Una finta partita Iva invece subisce tutti gli oneri dei liberi professionisti e i doveri dei dipendenti: insomma ha solo svantaggi, a fronte di stipendi lordi molto bassi, e oneri fiscali e previdenziali tutti a proprio carico. Oltre a vari svantaggi materiali (ad esempio mia madre ha dovuto garantire per me, per potermi prendere in affitto casa mia). Ecco, se permetti tutto questo mi fa incazzare parecchio!
gg :
Ily, sei tu che non hai la visione del problema, ma guardi solo il tuo orticello. E se permetti, è proprio questo che mi fa "arrabbiare parecchio". Dovremmo essere dalla stessa parte.
Se accetti di essere una finta partita IVA, e non la vera dipendente, evidentemente è perché non hai alternative, non hai voluto o potuto cercarne altre.
DI tutte le alternative, questa che ti consente di pagare solo il 5% di tasse e 1/3 di inarcassa è sicuramente migliore di quella che si prospetta ad ArchPH che dovrà pagarsi a vita la gestione separata per non vedere mai uno straccio di pensione.

Se permetti, anch'io non ho nessuno che mi tutela, se mi faccio male non guadagno, se smetto di studiare non guadagno, ho bisogno di qualcuno che garantisca per un credito, e se non mi faccio un'assicurazione rischio di rimetterci di tasca mia. Ma in tutto questo tu non paghi un euro di tasse, a me tolgono il 55% di tutto quello che entra. Se vuoi fare a chi è più arrabbiato, accomodati.

Cara Ily, con chi te la stai prendendo? Non certo con chi tassa il lavoro al 36% raccontandoti che lo fa per incentivare il lavoro dipendente, o con chi alimenta un sistema di ribassi al massacro, raccontandoti che lo fa per dare efficienza al sistema, o con la burocrazia che blocca lo sviluppo di questo Paese, raccontandoti che lo fa per garantire trasparenza e correttezza delle procedure.

Ha ragione kia quando dice che il problema è generale, è a monte, ma l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di nostalgie di un mondo, quello dei nostri genitori, che non sarà mai più. Credimi.
desnip :
Scusate: "Se col proprio lavoro può fare danni, deve avere un'assicurazione che garantisca il committente." Solo per curiosità, ma i medici ce l'hanno l'assicurazione obbligatoria?
ArchPH :
Come si fa a bloccare l'avviso sulla mail?
Tanto ho capito che nessuno sa rispondermi, ma già lo immaginavo...
Cmq ho preso appuntamento all'agenzia delle entrate lunedì.
Qualcuno è interessato al responso? Se no evito di riportarlo.
Ciao a Tutti
Valy :
@ ARch.PH: per non essere più avvisato basta che schiacci sotto al tuo post "non mandarmi avvisi"
Naturalmente penso che tutti siano interessati al responso, e GG se non sbaglio ti ha risposto, vogliamo sapere se è giusto quello che ha detto :-)
Buon fine settimana
ArchPH :
allora ecco il responso:

Bisogna fare una lettera dove si chiede un'istanza di interpello ordinario alla AdE regionale che è l'unica che può rilasciare un parere scritto che fa fede, cmq segendo la logica di Valy che aveva espresso nel suo primo post, forse riesco a fare i minimi, ripeto, forse, considerando che prima dell'esame di stato ( ovvero i primi 3 anni di lavoro) non potevo avere la mansione di architetto !!!
Vi farò sapere cosa mi dicono, anche se hanno tempo 120 giorni con silenzio assenso, sempre che non si pronuncino prima, mi han detto che cmq tendenzialmente rispondono dopo un mese...

Ciao a tutti.
ArchPH :
Ok, inviata la lettera di interpello ordinario Sabato scorso, ora non resta che aspettare al max 120 giorni, poi vi saprò dire.
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

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