Hanno ancora valore le norme deontologiche?

messaggio inserito martedì 25 giugno 2013 da BenedettiM

[post n° 320190]

Hanno ancora valore le norme deontologiche?

Buonasera a tutti,
non sono un architetto ma un semplice cittadino che crede nella professionalità ma che proprio per questa fiducia si vede danneggiata.

L'architetto a cui avevo dato mandato nel febbraio 2010 mi ha inviato, senza motivazione, due notule a saldo nel giro di 13 giorni con importo che è passato da 6.120euro a 7.503,77euro, senza nessuna riserva preventiva né spiegazione né lavoro effettuato in più.
Da un onorario a discrezione l'architetto ha poi applicato un onorario a vacazione.

E l'Ordine degli architetti di Pisa? Tace o, peggio, si limita a dire che non riscontra nessuna violazione delle norme deontologiche che invece si pronunciano eccome su questo aspetto.

Di qui la mia domanda. C'è ancora speranza che questo atteggiamento poco trasparente degli Ordini cambi e che il cittadino possa tornare ad affidarsi a un professionista senza timori e pregiudizi? Come accade anche nel mio lavoro, spesso gli sbagli di pochi vengono scontati dai molti altri che, seriamente, svolgono il loro lavoro e - giustamente - devono essere retribuiti in modo adeguato.

Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete dare alla mia vicenda, documentata sulla Pagina Facebook- "Barriere non solo architettoniche a Pisa - Michela Benedetti"

Michela Benedetti

:
vorrei farle solo una domanda , se posso : ma in quali circostanze ha conosciuto l' architetto ?
:
in realtà l'Ordine nasce a tutela del cliente.
:
L'architetto mi è stato presentato da un conoscente di un amico al quale aveva chiesto un consiglio perché non riuscivo a capire come poter fare chiarezza sulla situazione vincolistica relativa all'area dove si trova la mia abitazione (centro storico, PIsa) e sulle reali lacune del condono edilizio emerse in relazione a una parte della mia abitazione che mi era stata venduta - e controllata dal notaio - come perfettamente in regola e nella quale avevo fatto costruire un minielevatore che mi permettesse di uscire in modo autonomo da casa con la carrozzina elettronica che mi è necessaria per spostarmi.
Non avrei mai immaginato di dovermi difendere da un professionista che avrebbe dovuto aiutarmi.
:
La ringrazio per il suo intervento.

Ritengo giusto che l'Ordine tuteli sia i professionisti sia i clienti. I professionisti che lavorano seriamente devono essere giustamente retribuiti per il lavoro che hanno svolto. Ma quando, dopo altri comportamenti deontologicamente non corretti, la sola risposta di chiarimento data dall'architetto è una seconda notula, credo che l'Ordine debba esaminare in modo approfondito la vicenda e valutare bene il comportamento del proprio iscritto.
:
Cara Michela, ho provato a guardare la pagina di FB ma necessita di una lettura approfondita perchè i temi non sono per nulla banali, nel senso che ci sono diversi soggetti coinvolti nella vicenda.C'è l'architetto, il tecnico del comune, il tecnico che ha fatto il condono, il notaio (ma sui notai ci sarebbe da aprire un capitolo a parte e se leggi un po' di post qui nel sito te ne renderai conto...), l'ordine....ecc.ecc.
Al di là di tutto, ti auguro di venirne a capo con tutto il cuore. Io sto affrontando un progetto simile per un parente che ha necessità di abbattere barriere architettoniche e incontro un sacco di difficoltà. Tra parentesi, devo ancora presentare la pratica ma già vedo problemi ovunque a livello normativo, ecc.ecc. In bocca al lupo!
:
Trovo inaccettabile, oltre che inutile, che si possa chiedere "giustizia" su Facebook o su un forum di architetti. Non è possibile dare giudizi senza conoscere i fatti. Che gli Ordini esistano a garanzia della collettività è un fatto, non è un'opinione. Se poi si ritiene siano stati commessi abusi, esistono altre sedi (carabinieri, tribunali, camere arbitrali) dove questo genere di problemi vengono analizzati con la serietà che serve in questi casi.
In tutti gli altri casi è solo un tentativo di farsi pubblicità.
:
il professionista si sceglie sulla base di una fiducia diretta e non indiretta , e prima di chiedere un consiglio ( che in inglese si chiama consult che ritradotto in italiano significa consulenza ) bisogna avere la certezza di non impegnare un professionista .Questo purtroppo è l' unica cosa che mi sentirei di dirle .
:
Voglio continuare a sperare anch'io che esistano a garanzia della collettività. Resta il dato incontestabile che non viene concesso a una cittadina l'accesso ad atti che ha diritto a vedere.

Le assicuro che sto già agendo anche in tutte le altre sedi competenti ma ho ritenuto comunque opportuno che altri cittadini sappiano cosa potrebbe capitare loro e altri professionisti si rendano conto del danno che simili 'silenzi' da parte dell'Ordine procura a un'intera categoria.

Non pubblicità dunque ma informazione; e informazione oggettiva, visto che non ho mai fatto illazioni ma ho pubblicato documenti ufficiali.

La ringrazio per il suo intervento.
:
Grazie per il suo intervento.

Se sa suggerirmi gli strumenti per ottenere questa fiducia diretta prima di conferire mandato a un professionista in un campo che non si conosce, le sarei grata se potesse indicarmeli.

Un professionista che è iscritto a un Ordine dovrebbe rispettare le norme deontologiche che regolano l'esercizio della professione. Ma sto realizzando a mie spese che il condizionale è d'obbligo tanto più quando è il comportamento stesso dell'Ordine a negare diritti riconosciuti a un cittadino.
:
La ringrazio.

In bocca al lupo anche a lei e al suo parente. Avere al proprio fianco un professionista serio è già molto.
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.