Contratto a progetto e partita IVA?

messaggio inserito mercoledì 9 luglio 2014 da Claudia

Claudia : [post n° 344633]

Contratto a progetto e partita IVA?

Buongiorno,
ho qualche dubbio, sono iscritta all'albo dal 2013, a febbraio sono stata assunta con contratto a progetto da una ditta.
Di recente mi è stata proposta una direzione lavori di un cantiere e vorrei accettare, ma non so in che modo posso fatturare questo lavoro alternativo, non so se per esempio posso aprire una partita IVA apposita e pagare Inarcassa o inps solo per questo lavoro e poi chiudere la partita IVA e soprattutto se le due cose possono coesistere o se invece potrei fare una ricevuta di prestazione occasionale entro i 5.000 euro.
C'è qualcosa che posso consultare?La mia commercialista non è chiarissima in tal senso e non so come muovermi.
Grazie in anticipo
kia :
La prestazione occasionale scordatela perché essendo iscritta ad un albo professionale non puoi farla.
Claudia :
Grazie Kia,
ma questo vale anche se sei solo iscritto all'ordine senza una partita IVA?
Mi sai indicare dove posso documentarmi su questo aspetto?
Ti ringrazio!
kia :
legge biagi
Valy :
devi aprire partira iva e pagare la gestione separata inps, per Inarcassa se non sbaglio dovrai pagare solo il 4%, ma non so tecnicamente come avviene, dovresti chiamare direttamente il call center.
kia :
ho un dubbio su una cosa però....se ha un co.co.pro con la ditta le versano i contributi in gestione separata inps. La GS penso sia compatibile con la contribuzione inarcassa completa (no solo il 4%)....
Claudia :
Sì, infatti mi versano i contributi inps, ma pensavo che le due cose assieme non potessero coesistere. (inps e inarcassa). Quindi in teoria potrei aprire partita IVA anche se ho già un contratto a progetto, basta pagare questo 4% a inarcassa e il resto sulla gs inps?
Grazie in anticipo
kia :
si, inps e inarcassa non posso stare assieme. Ma inps GS e inps sono due cose ben diverse.....e mi chiedevo se la GS potesse coesistere con inarcassa.
john :
non voglio rompere le scatole, ma a quel che mi risulta chi è iscritto ad un ordine professionale non può assolutamente essere assunto con contratto a progetto, altrimenti, stesso discorso per le ritenute, saremmo tutti fessi.....un professionista vive di progetti ed è proprio il suo lavoro. Ergo se ci si serve di un professionista iscritto all'albo in una azienda o lo si assume (tempo deter./indeter,) oppure p.iva in caso di prestazioni professionali....io più che al commercialista chiederei anche ad un consulente del lavoro...
kia :
io sono d'accordo con John, ma non è stato specificato in cosa consista il contratto a progetto per la ditta. Bisogna vedere se il "progetto" c'entra o meno con la professione dell' architetto.
john :
Giustamente avevo trascurato questo aspetto, quello che ho detto varrebbe in caso di attività legate alla professione se il contratto a progetto riguardasse lavoro di segreteria o rappresentanza commerciale allora sarebbe un altro discorso. Non c'è dubbio che se volesse fare Direzione Lavori dovrebbe aprire partita IVA
Claudia :
No, in realtà l'attività è correlata alla professione, ma non ho mai aperto partita IVA, nè firmato niente ancora, diciamo che l'iscrizione all'albo è una formalità per il momento.
Non mi sono posta domande solo perchè mio zio che è ingegnere è iscritto da 35 anni all'albo degli ingegneri e negli ultimi 10 anni ha avuto sempre un contratto a progetto con una società di ingegneria con gestione inps.
Il contratto a progetto mi è stato proposto dalla ditta, in che modo quindi potrei farlo rettificare per sistemare le cose?
Vi ringrazio
Claudia :
Con correlata alla professione intendo dire che siamo sempre nel campo dell'edilizia, ma nessuno mi chiede di usare il timbro.
kia :
boh, a questo punto non so cosa dire. Anche io ho avuto un co.co.pro per diverso tempo in uno studio di architettura. Ero abilitata (passato esame di stato) ma non ero iscritta all'albo proprio per mantenere il contratto a progetto. All'epoca per me non aveva proprio senso iscriversi all'ordine e aprire p.iva.
john :
Io ci sono passato e per due volte, prima di abilitarmi una società mi fece un co.co.pro per 1 anno, il loro consulente gli disse che appena abilitato e iscritto all'albo avrei dovuto per forza aprire p.iva, ora sono in un impresa da 10 anni, all'inizio mi dissero che non c'erano alternative, il consulente del lavoro comunicò all'impresa l'impossibilità farmi un contratto a progetto perché iscritto all'albo e quindi p.iva o assunzione. L'unico modo per essere in regola è aprire partita iva o essere assunti, il timbrare non c'entra nulla, puoi anche fare 150 rilievi come architetto senza timbrarli, sempre prestazione professionale è! L'iscrizione all'albo non è una formalità, ti da lo status di architetto professionista, indipendentemente se si utilizzi il timbro o no....

A mio avviso ci sono moltissimi professionisti che sfruttano sistemi, dal punto di vista fiscale non adeguati alla attività professionale (ritenute, contratti a progetto etc etc) hanno solo fortuna che nessuno se ne accorge....ovviamente ognuno faccia quello che meglio crede
kia :
io la faccenda la so come l'ha ben scritta John. Quando mi abilitai, avevo il co.co.pro presso questo studio. Ogni volta che qualcuno si abilitava in studio ovviamente si faceva festone e poi dopo qualche giorno arrivava la telefonata della consulente del lavoro che ci faceva bustepaga e contratti a ricordarci che se dopo volevamo iscriverci all'ordine dovevamo avvisarla in quanto doveva far cessare il co.co.pro perché c'era incompatibilità.
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