Partita IVA neolatureata

messaggio inserito lunedì 8 settembre 2014 da ismailati

ismailati : [post n° 347130]

Partita IVA neolatureata

Buongiorno a tutti.
Mi sono laureata lo scorso aprile in architettura e ho ricevuto una proposta di lavoro in uno studio di architettura. Mi viene richiesta la partita IVA per poter essere regolarmente retribuita, ma mi chiedo se posso aprila fin da subito con il titolo di "architetto" senza però, per il momento, aver sostenuto l'esame di stato, lo posso fare?
GeoAlessio :
...Puoi aprire tutte le partita iva che vuoi...Ma con l'esclusione dell'unica che faccia riferimento al tuo caso specifico. ossia di Architetto, in quanto senza superamento dell'esame di abilitazione specifico, non puoi esercitare la professione, sia dal punto di vista professionale (iscrizione all'ordine), e sia dal punto di vista fiscale (apertura P.Iva)...
Valy :
di solito i neolaureati aprono la PI come disegnatori, e quindi pagano i contributi all'INPS (che è più cara) e non a Inarcassa...il resto è tutto come ha detto Geo :-)
kia :
La p.iva da architetto la puoi aprire solo se hai i requisiti: non basta essere laureati ma abilitati e iscritti all'albo. Mi chiedo se valga la pena aprire p.iva da disegnatore.....ma in generale aprire una p.iva da neolaureata. Non ti hanno proposto intanto una prestazione occasionale tanto per iniziare? Non avresti contributi versati ma con la p.iva saresti tu a pagarli di tasca tua e quindi secondo me per mettere un piede nel mondo del lavoro non mi imbarcherei subito con l'impegno della p.iva, oltretutto da disegnatore.
biba :
ciao Ismailati, tieni conto che spesso chi ha uno studio non ne sa tantissimo di fisco e di contratti per i collaboratori, per cui magari propone la partita iva semplicemente perché è l'unica cosa che conosce bene. Informati tu per prima sui contratti di collaborazione che potresti farti fare e poi proponili al tuo "capo". A lui interessa sapere cosa gli vieni a costare, poi tutto il resto secondo me (che tu apra partita iva o no) non gliene può importare di meno. Io ad esempio prima dell'esame di stato ho fatto una paginetta in cui c'era scritto che ero una tirocinante retribuita, giusto per non essere in n e r o totale.
kia :
io intanto mi prenderei il lavoro chiedendo di stare in prestazione occasionale fino al tetto massimo consentito (informati se sono sempre i famosi 5mila euro lordi o netti non lo so). Non sarebbe corretto neppure questo tipo di inquadramento se vogliamo essere pignoli in quanto sono più di 30gg con lo stesso datore e ci sarebbe subordinazione + vincolo orario immagino, ma come ben sappiamo i controlli negli studi non li fanno (per questo che c'è di tutto e di più....). Il co.co.pro, uno che propone la p.iva ad un neolaureato, di sicuro non si mette a farlo perché ci vorrebbe il consulente del lavoro per fare il contratto e tutto il resto ("spendere altri soldi?!giammai").....Se il capo non ha voglia di sbattersi un minimo pure lui tra adempimenti e altro, probabilmente non gli starebbe bene neppure attivare un tirocinio.
Ily :
Per il tuo caso è meglio un contratto a progetto, secondo me, che comunque sarebbe pur sempre illegale...
kelis :
concordo co Ily: la prassi di solito è quella di farsi fare un contratto a progetto finché non si supera l'esame di stato e solo in quel momento, da abilitati, si apre partita iva con codice architetto. Oppure la miglior cosa? (lo dico col senno di poi): farsi assumere con contratto di lavoro a tempo determinato come impiegato tecnico, ma sinceramente non ho mai visto uno studio che ti assuma come dipendente perché di solito o ti prendono a gratis o a progetto o se hai partita iva con partita iva.
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