Deontologia e subentro.. come fare una cosa antipatica comportandosi al meglio.

messaggio inserito martedì 5 luglio 2016 da Matteo V.

Matteo V. : [post n° 383482]

Deontologia e subentro.. come fare una cosa antipatica comportandosi al meglio.

Buongiorno a tutti,
come anticipo nel titolo, mi trovo a dover fare una cosa antipatica, vi spiego.
Un amico compra casa nella ex sagrestia di una chiesa, e chiede al cugino Ingegnere (che lavora principalmente in uno studio di architettura) di fargli il progetto di ristrutturazione. Dopo che tutto era pronto e la ditta stava per installare il cantiere, viene fuori che l'edificio è tutelato dal vincolo monumentale ed archeologico.
Lui come Ingegnere si trova con le mani legate e consiglia al mio amico di passare la pratica nelle mani del titolare dello studio dove lavora, che è architetto.
Dopo più di un mese il titolare non risponde al telefono, alle mail e non si è fatto vivo con il committente (così dicono loro), l'unica cosa che ha fatto è stata una richiesta al comune firmata da lui in cui chiede conferma della presenza del vincolo, alla quale il comune ha risposto confermando che il vincolo c'è...
A questo punto l'amico viene da me, mi dice che ha sbagliato a fidarsi del cugino e vorrebbe affidarmi progetto e direzione lavori, esonerando l'architetto di cui sopra.

DOMANDA:
_che faccio? lo considero come un subentro a tutti gli effetti e seguo l'art. 39 del codice deontologico??(L'iscritto chiamato ad assumere un incarico già affidato ad altro collega, deve preventivamente informare, per iscritto, il collega stesso, accertarsi del contenuto del precedente incarico e che esso sia stato formalmente revocato. Prima dell'accettazione dovrà altresì verificare le prestazioni già svolte al fine di salvaguardare i compensi maturati.)

_visto che non ha prodotto alcuna documentazione progettuale (i disegni precedenti sono tutti firmati dal cugino Ingegnere, che continuerà a seguire la parte strutturale), potrebbe bastare una telefonata di cortesia?

Mi sono fatto l'idea che questo signore stia un mettendo in secondo piano il lavoro per il mio amico dal momento che è titolare di uno studio che si occupa di lavori di maggiore entità, non vorrei comportarmi in modo o scrivergli qualcosa che lo faccia indispettire al punto da mandare al committente una parcella bella salata per aver scritto solo quella richiesta di chiarimenti al comune.

Consigli?
Kia :
se il titolare dello studio non ha in mano una lettera di incarico ( e in più mi pare di capire che per lui sto lavoro è più una rottura che altro) direi che non stai facendo nulla di male....anzi direi che non si può parlare manco di "subentro". Lascia che se la sbrighi il tuo amico con il cugino ig. visto che il casino iniziale lo hanno combinato loro. Il tuo amico poteva rivolgersi direttamente a te e invece ha preferito fare altro e adesso gli devi anche risolvere i problemi nei rapporti con l'altro professionista?
alsi :
corretto si facciano una chiacchiera e concludano la cosa da amici e buona notte
Matteo V. :
Allora intanto chiamerò il cugino Ing che lui resta come strutturista, mi informo dei rapporti attuali con più precisione e semmai al titolare gli faccio una telefonata di cortesia, che anche se non obbligatoria mi sembra un gesto di correttezza.
arch.a :
Viceversa se è stato firmato qualcosa occorrerà procedere con qualche raccomandata... che così per ufficializzare ogni cosa io farei comunque spiegando cordialmente le cose (a nome del cliente ovviamente).
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