{"id":11,"date":"2000-05-10T11:10:19","date_gmt":"2000-05-10T11:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/cad\/?p=11"},"modified":"2016-07-10T10:48:56","modified_gmt":"2016-07-10T08:48:56","slug":"i-comandi-di-modifica-delle-entita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/cad\/i-comandi-di-modifica-delle-entita\/","title":{"rendered":"I comandi di modifica delle entit\u00e0"},"content":{"rendered":"Se le possibilit\u00e0 di modifica degli oggetti in un disegno cad si limitassero alla sola cancellazione, non ci sarebbe alcuna differenza fra un disegno <i>fatto a mano<\/i> ed un disegno cad; anzi, potremmo dire che per realizzare un disegno cad in molti casi ci vuole il doppio del tempo di un disegno tradizionale.\r\n\r\nIn realt\u00e0 la caratteristica principale di un disegno cad, quella che lo contraddistingue e lo rende vantaggioso rispetto ad un disegno tradizionale, \u00e8 proprio la possibilit\u00e0 di modificare facilmente qualcosa che si \u00e8 realizzato in precedenza, senza doverlo cancellare e disegnare nuovamente.\r\n\r\nVediamo allora quali sono le possibilit\u00e0 di modifica di un disegno realizzato con AutoCAD. Partiamo dai comandi pi\u00f9 semplici da comprendere.\r\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\">\r\n<tbody>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td align=\"center\" width=\"12\"><\/td>\r\n<td width=\"79\"><b>comando<\/b><\/td>\r\n<td width=\"401\"><b>spiegazione<\/b><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">erase<\/td>\r\n<td width=\"401\">cancella le entit\u00e0 selezionate<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">move<\/td>\r\n<td width=\"401\">modifica la posizione delle entit\u00e0 selezionate<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">copy<\/td>\r\n<td width=\"401\">copia le entit\u00e0 selezionate<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">mirror<\/td>\r\n<td width=\"401\">ribalta le entit\u00e0 selezionate rispetto ad un asse<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">scale<\/td>\r\n<td width=\"401\">ingrandisce o riduce rispetto ad un punto di riferimento<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td width=\"79\">rotate<\/td>\r\n<td width=\"401\">ruota le entit\u00e0 selezionate rispetto ad un punto di riferimento<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nPer operare con ciascuno di questi comandi \u00e8 necessario compiere preventivamente una <a href=\"modalitaselezione.html\"><i>selezione oggetti<\/i><\/a>, per poter indicare al programma su quali entit\u00e0 effettuare la modifica. Una volta effettuata la selezione il comando continua con le proprie opzioni specifiche.\r\n\r\nNon \u00e8 nostro compito l&#8217;entrare in dettaglio sulla spiegazione di ciascun comando, quanto di indicare alcune opzioni o modalit\u00e0 poco conosciute ma molto utili. Facciamo quindi alcuni esempi.\r\n\r\ncomandi <b>MOVE<\/b> o <b>COPY<\/b>:\r\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td width=\"6\"><\/td>\r\n<td>Quando dobbiamo indicare uno spostamento di 20 cm a sinistra, possiamo utilizzare l&#8217;opzione <i>displacement<\/i>, indicando gli spostamenti verso x, verso y ed eventualmente verso z, separati da virgole. Nel nostro caso:\r\n\r\n<i>Specify base point or displacement, or [Multiple]: <\/i><b>-0.2,0 <\/b>(<b>INVIO<\/b>)<b> <\/b>\r\n\r\n<i>Specify second point of displacement: <\/i><b>INVIO<\/b>\r\n\r\nLa stessa cosa la potevamo scrivere in <i>notazione polare assoluta<\/i>:\r\n\r\n<i>Specify base point or displacement, or [Multiple]: <\/i><b>0.2&lt;180 <\/b>(<b>INVIO<\/b>)<b> <\/b>\r\n\r\n<i>Specify second point of displacement: <\/i><b>INVIO<\/b>\r\n\r\nQuesto tipo di notazione \u00e8 molto utile nel disegno tridimensionale quando vogliamo spostare gli oggetti, ad esempio, di 20 cm <i>verso l&#8217;alto<\/i>:\r\n\r\n<i>Specify base point or displacement, or [Multiple]: <\/i><b>0,0,0.2 <\/b>(<b>INVIO<\/b>)<b> <\/b>\r\n\r\n<i>Specify second point of displacement: <\/i><b>INVIO<\/b>\r\n\r\nValori negativi indicano, ovviamente, spostamenti nel verso opposto.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\ncomando <b>SCALE <\/b>e<b> ROTATE<\/b>:\r\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td width=\"6\"><\/td>\r\n<td>Pu\u00f2 capitare di non conoscere esattamente il rapporto di scala da applicare, ma di conoscerlo in termini frazionari o di rapporto fra distanze. In questo caso \u00e8 opportuno utilizzare l&#8217;opzione <i>reference<\/i>.\r\n\r\nSupponiamo di dover ridurre di un terzo alcune primitive. Richiamiamo il comando <b>SCALE<\/b>, selezioniamo gli oggetti, indichiamo il punto di riferimento. A questo punto il programma ci chiede di immettere il fattore di scala:\r\n\r\n<i>Specify scale factor or [Reference]:<\/i> <b>R<\/b>\r\n\r\n<i>Specify reference length &lt;1&gt;:<\/i> <b>3<\/b>\r\n\r\n<i>Specify new length:<\/i> <b>1<\/b>\r\n\r\nLe entit\u00e0 selezionate verranno ridotte di un terzo.\r\n\r\nPer il comando ROTATE la successione delle opzioni \u00e8 differente ma il concetto \u00e8 lo stesso. Quando abbiamo bisogno, ad esempio, di &#8220;raddrizzare&#8221; una linea ruotata di un angolo poco identificabile in termini di decimali, utilizzeremo l&#8217;opzione reference.\r\n\r\nRichiamiamo il comando <b>ROTATE<\/b>, selezioniamo gli oggetti, indichiamo il centro di rotazione. Quando il programma richiede di immettere l&#8217;angolo di rotazione:\r\n\r\n<i>Specify rotation angle or [Reference]:<\/i> <b>R<\/b>\r\n\r\n<i>Specify the reference angle &lt;0.00&gt;:<\/i> (<b>puntiamo sui due estremi della linea<\/b>)\r\n\r\n<i>Specify the new angle:<\/i> <b>0<\/b>\r\n\r\nLa linea, prima inclinata, diventer\u00e0 orizzontale.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nPassiamo ora ad elencare altri comandi di modifica la cui comprensione \u00e8 meno immediata, ma ugualmente importanti. Per comprendere meglio le opportunit\u00e0 che ci offrono questi comandi ci aiuteremo con delle figure.\r\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"0\">\r\n<tbody>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><\/td>\r\n<td><b>comando<\/b><\/td>\r\n<td width=\"384\"><b>spiegazione<\/b><\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>stretch<\/td>\r\n<td width=\"384\">modifica la posizione degli estremi delle entit\u00e0 inclusi nella finestra di selezione<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>trim<\/td>\r\n<td width=\"384\">taglia le estremit\u00e0 delle entit\u00e0 selezionate rispetto ad un limite<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>extend<\/td>\r\n<td width=\"384\">allunga le entit\u00e0 selezionate fino ad incontrare altri oggetti<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>break<\/td>\r\n<td width=\"384\">spezza l&#8217;entit\u00e0 in uno o due punti<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"white\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>fillet<\/td>\r\n<td width=\"384\">crea un raccordo curvo fra le estremit\u00e0 delle due entit\u00e0 selezionate.<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<tr bgcolor=\"lightgrey\">\r\n<td width=\"12\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/cad\/images\/g_square.gif\" width=\"2\" height=\"2\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" \/><\/td>\r\n<td>lengthen<\/td>\r\n<td width=\"384\">modifica la lunghezza della linea, polilinea o curva selezionata<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n&nbsp;\r\n\r\npedit\r\n\r\nalign","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se le possibilit\u00e0 di modifica degli oggetti in un disegno cad si limitassero alla sola cancellazione, non ci sarebbe alcuna differenza fra un disegno fatto a mano ed un disegno cad; anzi, potremmo dire che per realizzare un disegno cad in molti casi ci vuole il doppio del tempo di un disegno tradizionale. 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