{"id":1107,"date":"2015-03-26T09:00:00","date_gmt":"2015-03-26T09:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/?p=1107"},"modified":"2015-03-26T09:56:48","modified_gmt":"2015-03-26T08:56:48","slug":"una-casa-museo-trasformata-dai-led","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/progetti\/una-casa-museo-trasformata-dai-led\/","title":{"rendered":"Una casa museo trasformata dai LED"},"content":{"rendered":"<p>In pieno centro di Milano, a pochi passi dal Duomo, \u00e8 nascosto all\u2019interno di una corte il <a href=\"http:\/\/www.museopoldipezzoli.it\/#!\/it\/scopri\" target=\"_blank\"><strong>Poldi Pezzoli<\/strong><\/a>, una <em>Casa Museo<\/em> tra le pi\u00f9 note al mondo che, ancora oggi, nonostante il completo restauro degli anni 50, necessario dopo i bombardamenti su Milano, mantiene inalterata la veste di \u201c<em>Casa del Collezionista<\/em>\u201d. Un museo diverso da quello a cui siamo normalmente abituati, in cui il visitatore \u00e8 l\u2019ospite, libero di girare per i locali della casa ad ammirare i capolavori esposti, da vicino, senza alcun limite di sicurezza, fin quasi a toccarli.<\/p>\r\n<p><em>\u201cIl visitatore<\/em> &#8211; afferma <strong>Annalisa Zanni<\/strong>, direttrice del Museo &#8211; <em>si sente in qualche modo preso per mano dal padrone di casa, che lo accompagna e gli fa scoprire i suoi capolavori: dai dipinti di Piero della Francesca alle opere di Bellini e di Mantegna, oltre a montagne di gioielli, tappeti, mobili, arredi di vario genere\u201d.<\/em>\u00a0<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1108\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-01-640x427.jpg\" alt=\"POLDI PEZZOLI 01\" width=\"609\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-01.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-01-336x224.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-01-555x370.jpg 555w\" sizes=\"auto, (max-width: 609px) 100vw, 609px\" \/><\/a><\/p>\r\n<h2>Un\u2019illuminazione domestico-museale<\/h2>\r\n<p>Il concorso che ha selezionato come miglior progetto quello ideato dallo studio<a href=\"http:\/\/www.ferrara-palladino.com\/\" target=\"_blank\"><strong> Ferrara Palladino e associati<\/strong><\/a>, studio di lighting design fondato a Milano una ventina di anni fa da <strong>Cinzia Ferrara<\/strong> e <strong>Pietro Palladino<\/strong>, societ\u00e0 a cui, nel 2010, si \u00e8 aggiunto <strong>Cesare Copped\u00e8<\/strong>.<\/p>\r\n<p>Il sistema d\u2019illuminazione ideato, come ricorda Cinzia Ferrara, <em>\u201cvoleva evocare un oggetto familiare all\u2019ambiente domestico e dall&#8217;altra parte, viceversa, aveva in s\u00e9 delle tecnologie pi\u00f9 adeguate a quello che \u00e8 il rispondere alle esigenze tipicamente museali. La fase successiva del progetto \u00e8 stata quella della realizzazione dei prototipi: il prototipo doveva per sua natura reggere per un periodo comunque molto limitato, viceversa, il museo ci ha chiesto di mantenerlo pi\u00f9 lungo, fino a poco tempo fa.\u00a0<\/em><em>Questo ha fatto s\u00ec che molti visitatori potessero effettivamente valutare la differenza fra le due illuminazioni, che \u00e8 una cosa abbastanza inusuale, ma che \u00e8 servita a molti a capire quanto \u00e8 importante l\u2019illuminazione nella percezione dell\u2019opera d\u2019arte e quanto queste influenzi ognuno di noi nel proprio modo di leggere un dipinto o un&#8217;opera d&#8217;arte in generale.\u201d<\/em><\/p>\r\n<p>Dunque un progetto articolato in diverse fasi, in cui il sistema, inizialmente realizzato per funzionare con sorgenti tradizionali a incandescenza, \u00e8 stato installato nel Salone Dorato e valutato. Successivamente, ridisegnato e <strong>reingegnerizzato completamente<\/strong> in ogni dettaglio, <strong>per funzionare con la tecnologia LED<\/strong>.\u00a0Nel 2009, anno di avvio del progetto, la tecnologia allo stato solido non aveva raggiunto ancora la giusta maturit\u00e0 per pensare a un\u2019applicazione illuminotecnica sensibile come quella museale. Visti i nuovi standard qualitativi che la tecnologia mette a disposizione, \u00e8 stato realizzato un sistema non convenzionale sfruttando appieno le qualit\u00e0 dei \u201cdiodi ad emissione di luce\u201d Che non sono da relegare al solo risparmio energetico, ma anche alla miniaturizzazione, alla possibilit\u00e0 controllo, alla durabilit\u00e0 e alle caratteristiche di emissione spettrale, in cui praticamente assente \u00e8 la componente ultravioletta e infrarossa e, nel caso dei LED per applicazioni museali, molto ridotta la componente spettrale blu attorno ai 450nm, quindi ideale per l\u2019illuminazione di manufatti particolarmente delicati.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1109\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-3-640x559.jpg\" alt=\"POLDI PEZZOLI 3\" width=\"602\" height=\"526\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-3.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-3-336x293.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-3-424x370.jpg 424w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/a><\/p>\r\n<h2>Materiali, tecniche e prodotti selezionati<\/h2>\r\n<p>Il sistema ideato da Ferrara Palladino e Associati si sposta completamente dall\u2019idea canonica di illuminazione museale, spesso limitata alla disposizione perimetrale di proiettori a binario. In questo caso, il sistema si sposta dal perimetro al centro delle stanze, a ricordare, secondo un\u2019accezione tutta domestica, dei <strong>lampadari<\/strong>.<\/p>\r\n<p>Grandi sospensioni che, se da una parte vogliono evocare la <strong>familiarit\u00e0 dell&#8217;oggetto domestico<\/strong>, d&#8217;altra hanno in s\u00e9 una tecnologia molto spinta e avanzata. Non solo limitata alla tecnologia LED che utilizzano ma anche per il materiale con cui sono stati costruiti i bracci. Questi sono stati realizzati in carbonio in modo da alleggerire enormemente la struttura e per riuscire a coprire delle distanze notevoli dalla sospensione fino al quadro, con estrema facilit\u00e0.<\/p>\r\n<p>Pi\u00f9 nello specifico delle sospensioni, si tratta di sistemi disegnati dallo studio milanese appositamente per il Poldi Pezzoli e realizzati tecnicamente da <a href=\"http:\/\/www.iltiluce.com\/\" target=\"_blank\"><strong>ILTI Luce<\/strong><\/a>, azienda torinese dal 2009 parte del gruppo <strong>Philips.<\/strong><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/modello-realizzazione-teste-lampade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1110\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/modello-realizzazione-teste-lampade-640x291.jpg\" alt=\"modello-realizzazione teste lampade\" width=\"614\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/modello-realizzazione-teste-lampade.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/modello-realizzazione-teste-lampade-336x153.jpg 336w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>In merito al design del prodotto, Cesare Copped\u00e8, socio dello studio di progettazione, afferma: <em>\u201cLa struttura portante e i bracci, che si possono estendere fino a 2m, sono realizzati in fibra di carbonio in modo da rendere il sistema il pi\u00f9 leggero possibile e quindi installarlo senza problemi alla delicata struttura dei soffitti del museo. Le teste dei proiettori sono invece in alluminio, all\u2019interno dei quali \u00e8 inserito un circuito elettronico su cui sono disposti 12 LED suddivisi in 3 gruppi, ciascuno pilotabile singolarmente. La parte posteriore del proiettore \u00e8 dotato di alettatura a vista integrata nel design del corpo, necessaria alla corretta dissipazione del calore prodotto dai diodi durante il funzionamento.\u00a0<\/em><em>Tutta la sospensione \u00e8 stata verniciata in color RAL 9016 per meglio integrarla con lo spazio in cui \u00e8 stata inserita.\u201d<\/em><\/p>\r\n<h2>Scelte progettuali specifiche<\/h2>\r\n<p>Pi\u00f9 nel dettaglio delle scelte progettuali, importante \u00e8 considerare innanzitutto la particolare applicazione: trattandosi di una casa museo sono stati adottati fattori d\u2019accento molto ridotti, con valori illuminamento sulle opere di circa <strong>100 lux medi<\/strong>.<\/p>\r\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda l\u2019aspetto cromatico, il passaggio dalle sorgenti ad alogeni ai LED ha reso necessario la progettazione di un sistema in grado di miscelare la luce emessa dai diodi prodotti da <strong><a href=\"http:\/\/www.philipslumileds.com\/\" target=\"_blank\">Philips Lumileds<\/a>, <\/strong>selezionati per ciascun gruppo con caratteristiche cromatiche specifiche. In questo modo \u00e8 stato possibile ottenere una risultante spettrale caratterizzata non solo da un\u2019elevata resa cromatica, ma anche da una posizione sul diagramma del colore prossimo alla curva del corpo nero.\u00a0Il controllo sulla qualit\u00e0 della luce emessa da ogni corpo illuminante \u00e8 stata eseguita punto per punto, su ogni opera illuminata: un\u2019operazione di controllo fine realizzata attraverso l\u2019<strong>interfaccia a 4 canali<\/strong> posizionata all\u2019estremit\u00e0 opposta dell\u2019asta di sostegno del proiettore.<\/p>\r\n<p>Durante le operazioni di puntamento e regolazione della luce \u00e8 stato utilizzato uno <strong>spettrofotometro<\/strong> che ha reso possibile la corretta regolazione del sistema in modo da ottenere una lettura cromatica sulle opere pi\u00f9 fedele possibile. I parametri considerati durante la misurazione sono: temperatura iso-prossimale di colore, che viene ricercata nell\u2019intorno dei <strong>2950K<\/strong>, scostamento \u0394uv all\u2019interno del grafico del colore massimo nell\u2019ordine di \u00b1 0,0005 e indice di resa cromatica Ra e R9 superiori a 90<em>.<\/em><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/Linstallazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1111\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/Linstallazione-640x425.jpg\" alt=\"L'installazione\" width=\"600\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/Linstallazione.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/Linstallazione-336x223.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/Linstallazione-557x370.jpg 557w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p>A tal proposito, racconta Pietro Palladino: <em>\u201cCi troviamo di fronte a una casa museo, quindi occorreva dare un\u2019impressione di illuminazione abbastanza uniforme del contenitore, senza estrarre eccessivamente le opere dal contesto. In secondo luogo abbiamo dovuto fare i conti con quello che il colore delle pareti del fondo, non \u00e8 un colore acromatico, non \u00e8 un bianco o un grigio, ma un colore con una fortissima dominante rossastra. Questo ci ha dirottati verso una soluzione di illuminazione a contenuto cromatico variabile, quindi si trattava in sostanza di dare un colore apparente e una resa cromatica molto simile a quello di una sorgente a filamento.\u00a0<\/em><em>Poich\u00e9 c&#8217;\u00e8 un contributo di luce indiretta che viene dalle pareti era imprescindibile poter disporre di un sistema in grado di fare degli aggiustamenti, questo proprio per non avere degli spostamenti cromatici da quadro in quadro. Ci troviamo in presenza di arte antica, ci sono molti ori, colori molto saturi, questo sistema ci ha consentito di valorizzare al meglio le singole opere.\u201d<\/em><\/p>\r\n<p>L\u2019adozione delle sorgenti LED consente di avere consumi di energia pari a circa un terzo rispetto a quelli tipici delle sorgenti ad alogeni. In aggiunta, le operazioni di manutenzione sono praticamente azzerate in quanto, considerando tutte le condizioni di contorno, la vita attesa del LED impiegato \u00e8 di circa venti anni. La potenza assorbita da ciascun apparecchio \u00e8 nell\u2019ordine dei <strong>15 Watt<\/strong>.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1112\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-2-640x496.jpg\" alt=\"POLDI PEZZOLI 2\" width=\"596\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-2.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-2-336x260.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/03\/POLDI-PEZZOLI-2-477x370.jpg 477w\" sizes=\"auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p>Ancora una volta, un progetto dove fondamentale \u00e8 stato l\u2019apporto del progettista della luce che, coadiuvato ottimamente dall\u2019azienda, ha reso possibile la realizzazione di un impianto senza precedenti, per uno spazio museale d\u2019eccezione; non limitando la scelta delle soluzioni adottate alla sola selezione di prodotti da un catalogo ma pensando a un sistema ad hoc, realizzato per il luogo d\u2019intervento, un processo che \u00e8 intrinseco nel significato stesso del fare progettazione, ma che sempre meno viene applicato.<\/p>\r\n<p><em>Giacomo Rossi<\/em><br \/><a href=\"http:\/\/www.rossilighting.it\/\" target=\"_blank\">Rossi Lighting Design Studio<\/a><\/p>\r\n<h3><em>Credit progetto<\/em><\/h3>\r\n<p><em>Progetto:<\/em>\u00a0Ferrara Palladino e Associati<br \/><em>Partner<\/em>: strutture in fibra di carbonio by <a href=\"http:\/\/www.vegatech.it\/\" target=\"_blank\">Vega<\/a>; apparecchi di illuminazione by\u00a0Ilti Luce; sistema cromatico by Ferrara Palladino e associati insieme a Ilti Luce;LED Philips Lumileds; intallazione a cura di Giulio Pastore (Gi-Pas).<br \/><em>Foto e schizzi:<\/em> Philips e Ferrara Palladino e associati<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto illuminotecnico del Museo Poldi Pezzoli di Milano, basato su sorgenti a LED, ha voluto evocare un ambiente familiare e, allo stesso tempo, utilizzare le tecnologie pi\u00f9 adeguate alle esigenze tipicamente museali. L\u2019illuminazione adottata rappresenta uno degli elementi distintivi della casa museo.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1108,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[746,744,740,742,741,729,743,645,657,745],"class_list":{"0":"post-1107","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-progetti","8":"tag-casa-museo-milano","9":"tag-ferrara-palladino-associati","10":"tag-illuminazione-museale-a-led","11":"tag-illuminazione-musei","12":"tag-illuminazione-opere-arte","13":"tag-illuminazione-quadri","14":"tag-led-ed-efficienza-per-arte","15":"tag-led-lighting","16":"tag-museum-lighting","17":"tag-poldi-pezzoli-milano"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1107\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}