{"id":1522,"date":"2015-11-17T17:13:12","date_gmt":"2015-11-17T17:13:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/?p=1522"},"modified":"2015-11-17T17:19:37","modified_gmt":"2015-11-17T16:19:37","slug":"il-rinnovamento-del-das-stue-hotel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/design\/progetti\/il-rinnovamento-del-das-stue-hotel\/","title":{"rendered":"Il rinnovamento del Das Stue hotel"},"content":{"rendered":"<p>di Eleonora Bosco<\/p><p>La storia del Das Stue Hotel a Berlino inizia nel 1938\/1940, come ambasciata danese reale. L\u2019edificio \u00e8 stato poi martoriato durante la guerra e destinato a diventare hotel solo intorno al 1986. La costruzione dei suggestivi ambienti interni \u00e8 stata affidata a Patricia Urquiola, famosa interior design di origine spagnole.<\/p><p>L\u2019abilit\u00e0 \u00e8 stata riuscire a combinare colori e materiali sorprendenti in modo armonico e delicato. Due ampie scalinate accolgono il visitatore all\u2019interno, proiettando lo sguardo oltre, verso un corridoio in cui \u00e8 installata una particolare scultura con una testa a forma di coccodrillo dell\u2019artista parigina Quentin Garel.<\/p><p><a href=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1523\" src=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-1.jpg\" alt=\"das stue 1\" width=\"640\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-1.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-1-336x215.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-1-578x370.jpg 578w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p><p>Continuando il percorso pi\u00f9 stretto si susseguono una piccola stanza di ricevimento e una in cui vi \u00e8 il portiere.I volumi si espandono nuovamente per ospitare la zona open bar, salone, tre sale da pranzo e una terrazza esterna con accesso diretto e privato per lo zoo di Berlino.<\/p><p>La zona ristorante \u00e8 composta da un trio di stanze non collegate direttamente fra loro, ma caratterizzate ognuna da arredo, composizione e affacci differenti. I 30 dipendenti sono visibili da un vetro colorato che ne fa scorgere il frenetico lavoro. A capo del team c\u2019\u00e8 Paco Perez, cuoco spagnolo con 4 stelle Michelin. La raffinatezza dei suoi piatti e l\u2019elevata ricercatezza delle materie prime, ben si accordano con lo stile sofisticato e mai eccessivo di Patricia Urquiola.<\/p><p><a href=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1524\" src=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-2.jpg\" alt=\"das stue 2\" width=\"640\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-2.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-2-336x215.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-2-578x370.jpg 578w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p><p>L\u2019esplosione di pentole e padelle di rame di Tom Dixon applicate al soffitto creano decisamente un ambiente suggestivo e unico nel suo genere. Spostandosi nel salone.si \u00e8 attratti a colpo d\u2019occhio da elementi scelti e ordinati con gran cura, contrastati a pavimenti tradizionali e materiali differenti.Questo ambiente \u00e8 stimolante perch\u00e9 composto da tanti oggetti contrapposti per colore, rivestimenti e tipologia.<\/p><p>Ritroviamo tappeti, pilastri ricoperti di rame e stravaganti animali in pelle come bufali, rinoceronti e tori.<\/p><p>Nella zona posteriore dell\u2019hotel, \u00e8 presente un bar trapezoidale, in cui vengono serviti cocktail ispirati agli anni 1920 e 1930. Il meraviglioso affaccio sul giardino zoologico \u00e8 garantito da ampie finestre che di notte vengono chiuse da uno schermo sul quale vengono proiettati film d\u2019epoca.<\/p><p><a href=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1525\" src=\"\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-3.jpg\" alt=\"das stue 3\" width=\"640\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-3.jpg 640w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-3-336x215.jpg 336w, https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/dzn\/2015\/11\/das-stue-3-578x370.jpg 578w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p><p>La struttura ospita anche un centro benessere di 260 mq e un antica biblioteca, che conserva il suo carattere storico e racconta la storia dell\u2019edificio.<\/p><p>La zona notte \u00e8 rappresentata dal bel etage, tradizionalmente le stanze pi\u00f9 dignitose di ogni casa o villa. Sono 4 suite dislocate al primo piano del palazzo di fronte occupando una superficie totale di 390 mq.Queste sono collegate direttamente all\u2019hotel per l\u2019utilizzo di spazi pubblici e privati.<\/p><p>In generale l\u2019hotel dispone di altre 80 camere in 5 categorie, che variano nel formato dai 20 ai 70 mq. Le tonalit\u00e0 variano nelle colorazioni chiare e neutrali.L\u2019arte \u00e8 un elemento presente sia nelle camere che nel resto dell\u2019hotel. E\u2019 facile incontrare figure raffiguranti giraffe o gorilla dipinti su tele o divertenti animali di peluche che fungono da pouf o poggiapiedi.<\/p><p>Fotografo: Alessandro Paderni \u2013 Studio Eye<\/p><p>Architetto: <a href=\"http:\/\/www.patriciaurquiola.com\">www.patriciaurquiola.com<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del Das Stue Hotel a Berlino inizia nel 1938\/1940, come ambasciata danese reale. 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