Il design litico per la città

progetti di urban design

7 designer sperimentano soluzioni di arredo in contesti cittadini di interesse storico artistico. I progettisti - di grande fama - hanno proposto oggetti di urban design: sedute, vasi, fontanine, portabici pensati per alcune delle piazze delle nostre città, realizzati, poi, da aziende leader nel settore.

La materia litica è stato l'elemento caratterizzante degli oggetti esposti al SUN 2011 nella mostra-laboratorio Da nido a guscio, il design litico per la città, diretta da Raffaello Galiotto, attraverso la quale si è voluto mettere in relazione il design di nuova progettazione ed un contesto esistente, individuato nelle città di Bobbio (PC), Senigallia (AN), Tresigallo (FE), Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

Una sperimentazione alla ricerca di idee d'avanguardia per l'arredo, il decoro e la vivibilità dei luoghi urbani e per «indagare - spiega Raffaello Galiotto - quali possano essere i percorsi progettuali possibili per realizzare oggetti funzionali contemporanei in pietra, che instaurino una relazione positiva con il contesto urbano preso in esame».

I progetti, i luoghi, le aziende

Da sinistra a destra: Carpet, Romans e Zot

Manolo Bossi, Romans, realizzato da Marmi Faedo
Basilica di San Zeno, Verona

Questa famiglia di prodotti di arredo urbano in pietra, composta da vasi e panchine, prende vita dallo studio della basilica di San Zeno a Verona, conosciuta come uno dei più alti esempi di architettura Romanica in Italia. Manolo Bossi riprende uno degli stilemi tipici delle costruzioni romaniche (l'alternanza di fasce orizzontali in materiali diversi) per il suo progetto. Questa forte connotazione cromatica viene applicata su forme geometriche basiche, pensate per una collocazione urbana svincolata da stili architettonici definiti. Il marmo utilizzato è il Grolla crema e Grolla rosa venato, entrambi nella finitura lucido.

Pierluigi Molteni, Zot, realizzato da Il Casone, De Castelli
Piazza della Repubblica, Tresigallo (FE)

Piazza della Repubblica è vasta e per questo scarsamente adatta alla socializzazione. Da qui l'idea di un progetto che disegni lo spazio e lo percorra, rendendolo abitabile, un sistema capace di costruire prima di tutto ‘luoghi': di sosta, di attesa, di incontro e che possa debordare nelle strade vicine e nei parchi urbani. Dal singolo blocco di pietra si ricava un abaco limitato ma esaustivo di forme, la cui combinazione configura un nastro, potenzialmente continuo, in grado di costituire una successione di situazioni che accolgono l'agire urbano; i complementi in acciaio brunito ampliano modi e forme d'uso. La matericità quasi cementizia della Pietra Serena si sposa con i materiali utilizzati per le pavimentazioni e toglie monumentalità all'elemento lapideo, per sottolinearne la sua vocazione di ‘servizio'.

Buky, Holywater, Ciottolo

Roberto Giacomucci, Buky, Carpet, Ciottolo, realizzati da StaminalStone
Corso 2 giugno, Senigallia (AN)

I progetti rispondono all'esigenza di creare luoghi di sosta per le numerose biciclette della città. Il disegno deriva da un'accurata analisi del territorio, che include sia il contesto storico e architettonico sia il legame con gli elementi derivati dalla natura (il mare e il fiume). Il materiale scelto è il marmo di Carrara, nelle varianti Bardiglio, Calacata Vaticano e Paonazzo.

Ciottolo riprende la morfologia dei sassi che si trovano in prossimità del mare e l'acciottolato tipico di molti centri storici; Buky - sostegno per bici - richiama le pietre forate da molluschi litofagi; Carpet - portabici multiplo pensato principalmente per il lungomare - nasce dall'esasperazione tecnologica del marmo che crea un effetto ondulato a ricordo del movimento del mare.

Alessandra Pasetti, Holywater, realizzato da Marmi Faedo
Isola della Pescheria, Treviso

Una fontanella, ma anche una panchina per ospitare persone e animali. Viene pensata per uno dei luoghi più caratteristici del centro storico, mercato all'aperto e zona di passeggio, circondato dai palazzi storici. Così come si aprono questi spazi attorno all'isola, anche le parti che compongono Holywater si sviluppano e propagano attorno alla fonte. Il getto è valorizzato dalla quinta in Grolla lucida che lo accoglie/raccoglie creando una cornice, mentre l'esterno in Grolla sabbiata si inserisce con discrezione nella frenetica vita del mercato del pesce e richiama le cromie dei palazzi circostanti.

Connect Chair,  Barena e Sengio

Romolo Stanco, Connect chair, realizzato da Paver, RSE - Ricerca Sistema Energetico
Ponte Gobbo, Bobbio (PC)

La zona fluviale in cui sorge Bobbio non presenta cave di pietra o marmo: gli edifici di maggior prestigio (dal palazzo Comunale al Ponte Gobbo) sono rivestiti o realizzati in pietra di fiume di grandezza e forma variabile. Connect-Chair riprende questa tradizione costruttiva integrandola con tecnologie e funzioni legate alle nuove esigenze d'uso dei centri urbani contemporanei.

Il sistema di autogenerazione energetica alimenta un wi-fi che consente l'interazione tra amministrazione comunale e utenti. La forma consente l'impiego del progetto sia come seduta che come fioriera e dissuasore. I prototipi sono realizzati da Davide Merlini.

Pio e Tito Toso, Barena, realizzato da Trachite Euganea
Pavimentazioni calli e campi, Venezia

Il progetto nasce dallo studio della tessitura dei "masegni", i caratteristici blocchi rettangolari che costituiscono la pavimentazione veneziana. L'idea è quella di reinterpretare questa scansione rettangolare non solo come elemento per realizzare superfici piane ma muovere questa materia nelle tre dimensioni a creare funzioni di arredo urbano. Una sorta di tappeto tridimensionale attrezzato.

Ciò permette di determinare uno spazio urbano di grande qualità che si sviluppa senza soluzione di continuità. Sulla base di questo concetto sono state disegnate sedute, fontane, elementi illuminanti, fioriere, cestini per la raccolta dei rifiuti, caditoie e pozzetti d'ispezione. Il materiale utilizzato, nel rispetto della tradizione è la Trachite.

Diego Chilò, Sengio, realizzato da Peotta Armando, Ecobeton
Piazza dei Signori, Vicenza

La Pietra di Vicenza, diffusa già dal periodo romano e nota per la sua facile lavorabilità, viene scelta da scultori e architetti del Rinascimento e di tutto il '600, dal Palladio al Sansovino, ed è uno dei materiali più utilizzati nel territorio vicentino. Il suo impiego nel progetto diventa quindi una forma di dialogo tra passato e futuro, leggerezza e materia. Le forme di questi vasi, al contempo sculture e luoghi di sosta, si inseriscono in Piazza dei Signori come parte integrante del tessuto urbano: i volumi grandi e leggeri, le sagome morbide, i profili composti da linee e curve rendono coerente il dialogo con l'esistente storico o contemporaneo.

Dal nido a guscio è stato organizzato in collaborazione con la rivista Ottagono.

web www.sungiosun.it | Per approfondire e sfogliare le immagini dei lavori: www.ottagono.com

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