Villa Tugendhat: il capolavoro di Mies torna al suo splendore

A Brno Villa Tugendhat, progettata nel 1930 dal maestro dell'architettura razionale Ludwig Mies van der Rohe, torna al suo splendore dopo un accurato restauro che ha interessato i suoi interni. Un restauro meticoloso supportato da un'ampia ricerca sui materiali originali degli arredi e sui prototipi di famosi pezzi di design, alcuni progettati da Mies appositamente per la Villa.

La Villa, proclamata patrimonio dell'UNESCO nel 1994, è uno dei progetti più importanti di Mies in Europa. Espressione del suo «less is more», ma soprattutto dell'organizzazione libera dello spazio ottenuta attraverso l'impiego della struttura puntuale metallica, essa è spazio d'applicazione degli stessi principi già sperimentati al padiglione tedesco dell'Esposizione Internazionale di Barcellona (1928-29), compreso l'utilizzo di materiali pregiati, ma, contrariamente ad esso, si è conservata fino ai nostri giorni.


© Amosdesign

Il restauro ha dunque incluso il ripristino degli interni, la conservazione dei mobili esistenti e la replica di quelli metallici secondo le originali versioni del 1930.

A supporto del restauro e della produzione di mobili in legno, un accurato studio della documentazione disponibile: foto d'epoca, progetti conservati in musei (come il MOMA), ma anche la letteratura, il contatto con la famiglia dell'architetto e con gli eredi dei proprietari: i Tugendhat. Ed inoltre la visita a numerose architetture progettate da Mies van der Rohe in Europa e in USA.


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Dunque un'indagine approfondita che ha indirizzato i progettisti del restauro nelle scelte materiche necessarie per ripristinare l'unità di pezzi incompleti e per vagliare il tipo di finitura da impiegare nel rispetto degli elementi e secondo originali ricette: olio sintetico e resine alchiliche come protettivo per le diverse essenze presenti, tra cui acero, palissandro, pero, faggio, quercia, zebrano ed ebano macassar.

Il restauro ha incluso la riproduzione di piccoli elementi necessari per il recupero dei mobili: serrature, cerniere e parti per l'assemblaggio di armadi, tavoli e cassettiere. L'impiego di materiali originali, ricercati anche per le connessioni costituite da bulloni e viti di manifattura storica, ha comportato anche un ulteriore sforzo per il reperimento di elementi rari come: pelle conciata a mano, pergamena e legni di rivestimento di provenienza tropicale ed europea. E per le imbottiture di poltrone e letti: juta, crine ed erba d'Africa.


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Una delle storie più interessanti del restauro riguarda la parete curva in ebano macassar della zona pranzo: scomparsa negli anni '40, nel 2010 è stata ritrovata in una mensa universitaria, dove fungeva da rivestimento da 70 anni. Fu lo storico dell'arte Miroslav Ambroz ad annunciarne la scoperta. Il pannello è stato rimosso, restaurato ed è tornato nella sua collocazione originaria in villa.

E' stato anche necessario equipaggiare gli interni con le repliche dei mobili metallici originali, riprodotti uno ad uno. E, ne è valsa la pena. due pezzi eccezionali e molto famosi, infatti, erano stati disegnati da Mies appositamente per la villa: si tratta della "Brno chair" (in due varianti) e della confortevole "Tugendhat chair".


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Molti dei prototipi degli arredi progettati per la villa col tempo - prima e dopo la II Guerra Mondiale - hanno subito grosse variazioni per motivi strutturali e pratici. Una ricerca approfondita principalmente condotta sui pezzi d'arredo originali detenuti al Brno Municipal Museum, dalla famiglia di Mies e dai Tugendhat, nonché sui disegni anch'essi originali, ha permesso di creare non cattive copie della produzione contemporanea dei prodotti di design di Mies, quanto di riprodurre il loro originario aspetto.

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