Via libera al cantiere di Zaha Hadid a Roma

rassegna web

fonte: Roma.Repubblica.it 03/01/2002

Via libera a Roma, dopo il segno di Renzo Piano, anche a una grande donna dell'architettura moderna.

Aperte col plauso di mezzo mondo le seducenti strutture dell'Auditorium, il Campidoglio va avanti nella valorizzazione di altre aree in disuso con le pregiate firme dell'architettura internazionale, e stavolta col pieno accordo dei tecnici del ministero delle Infrastrutture e dal ministero dei Beni culturali.

E così, a non più di quattrocento metri di distanza dalle "astronavi" della musica, a breve partiranno anche i cantieri del nuovo Centro di arti contemporanee progettato da Zaha Hadid, l'architetta nata a Bagdad ma cresciuta della Londra più sulfurea e innovativa.

Si sono in questi giorni, in queste ore, conclusi i più delicati passaggi burocratici necessari ad avviare i cantieri di questa grande opera pubblica che avrà una superficie di 26 mila metri quadri e un costo di circa 100 milioni di euro: il 30 dicembre la giunta capitolina ha approvato la delibera urbanistica preparata dall'assessore Roberto Morassut che consente la realizzazione dell'opera nelle ex caserme Montello di via Guido Reni, ancora al Flaminio, e sempre in quella data, ma reso noto solo ieri, il Provveditorato alle Opere pubbliche di Roma e Lazio, l'organismo territoriale del ministero guidato da Lunardi, ha dato il suo assenso alla realizzazione.

Il Provveditorato, si legge nella nota, «ha accertato la conformità urbanistica del progetto di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale, e ha dato il suo assenso alla realizzazione». E ancora: «Il Provveditorato è impegnato, a partire da quest'anno, nella realizzazione dell'opera nei tempi stabiliti in sede di appalto. Il Centro risponde all'esigenza di dotare la Capitale di uno spazio appositamente dedicato all'arte del XXI secolo ed in particolare alle cosiddette arti del disegno, pittura, scultura, architettura, grafica, fotografia, videocineteche».

I tempi di realizzazione? Pio Baldi, direttore generale del Darc, il Dipartimento dell'arte contemporanea del ministero dei Beni culturali, aveva ipotizzato il 2006. E ancora, sempre Baldi: «Sarà il primo museo nazionale dedicato all'architettura contemporanea e alle arti visive: due importanti strutture di cui l'Italia è priva. In Francia ce ne sono cinque, negli Stati Uniti 10. E' come un risarcimento alla nostra cultura contemporanea italiana». E oggi, in una conferenza stampa in Campidoglio, della nuova opera se ne parlerà più diffusamente: col sindaco Veltroni, con l'assessore Morassut, con lo stesso Pio Baldi e con gli architetti romani di Abt, gli associati italiani dello studio della Hadid.

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