Ddl Lavoro e Partite Iva: meno severe le condizioni che fanno scattare la presunta subordinazione

Disco verde al Senato per il ddl Lavoro, che attende ora il primo approdo alla Camera. Palazzo Madama ha votato a favore della questione di fiducia posta dal Governo su 4 maxiemendamenti al testo varato dalla commissione Lavoro. Poche le modifiche dall'esecutivo. Lo stretto necessario per coordinare le diverse leggi e rettificare secondo questioni finanziarie.

Piccole le novità per le partite Iva in rapporto di lavoro monocommittente. Alleggerite le condizioni che fanno scattare la presunzione di subordinazione. La collaborazione - salvo prova contraria fornita dal committente - sarà considerata una co.co.co al verificarsi di due delle tre seguenti condizioni: durata della collaborazione superiore ad 8 mesi; corrispettivo incassato superiore all'80% dei guadagni percepiti nell'anno solare; disposizione di una posizione fissa presso il committente.

Viene aggiunta, però, una restrizione per evitare che le legge sia facilmente aggirabile. Per valutare infatti lo sforamento della soglia dell'80%, in caso di fatturato proveniente da più soggetti riconducibili allo stesso centro d'imputazione di interessi, bisognerà far riferimento non ai corrispettivi percepiti da ogni singolo soggetto, bensì alla loro totalità.

Aggiornamento del 29 giugno 2012
La Riforma del Lavoro è legge. Per le Partite IVA confermate le condizioni di presunta subordinazione. Il Parlamento ha approvato la Riforma. Restano definite le 3 condizioni di presunta subordinazione. Il testo è stato licenziato dalla Camera senza alcun emendamento, né articolo aggiuntivo rispetto a quello approvato dal Senato.

Le esclusioni

Dispensati dal provvedimento - e questa è la maggiore novità introdotta nel testo - i lavoratori autonomi titolari di un reddito annuo superiore ai 17.800 euro, la cui prestazione lavorativa sia caratterizzata da competenze teoriche di grado elevato, acquisite attraverso significativi percorsi formativi o da capacità tecnico-pratiche acquisite tramite rilevanti esperienze.

Resta l'esclusione dalla presunzione di subordinazione per le attività professionali che richiedono un'iscrizione ad un ordine professionale, ad appositi registri, albi, ruoli o ad elenchi professionali qualificati. Attività che dovranno essere meglio precisate attraverso decreto del Ministero del lavoro, che avrà 3 mesi di tempo dall'emanazione della legge, sentite, però, le parti sociali.

Non sempre però l'iscrizione ad un albo per le professioni intellettuali implica in maniera automatica l'impossibilità di essere presunti finte partite Iva. L'esclusione si applica - secondo il nuovo testo - solo se il contenuto della collaborazione «sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali».

di Mariagrazia Barletta architetto

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