Shanghai torna al futuro

Trascorsi tre anni dall'evento che, con lo slogan "Better City, Better Life", coinvolse più di 190 Paesi e richiese la creazione di oltre 100 padiglioni nazionali (huffingtonpost.com), l'area dismessa dell'Esposizione Universale di Shanghai si appresta a diventare un nuovo centro amministrativo, con ampi settori sistemati a giardino, negozi e ristoranti (shl.dk).

Il 30 maggio (worldarchitecturenews.com) è iniziata la realizzazione del piano di rifacimento "Green Valley", firmato da schmidt hammer lassen, che "nel 2012 avevano vinto il concorso internazionale per ideare il progetto da 50.000 metri quadrati da situare nelle immediate vicinanze dello scenografico Padiglione Cinese" (dezeen.com).

Con l'intervento delineato dagli architetti danesi, la traccia dell'Expo 2010 riemerge non solo attraverso gli spazi abbandonati - all'interno dei quali "la maggior parte dei padiglioni è stata abbattuta" (shl.dk), ma anche nell'obiettivo di definire un "insediamento... in grado di integrare nuove soluzioni sostenibili sia nella progettazione urbana sia nei singoli edifici..." (shl.dk).

La Better Life di Shanghai si rispecchierà nell'equilibrio tra costruzioni e inserti di vegetazione, messi in relazione dai percorsi pedonali nel verde e dalle ampie vetrate degli uffici e degli atrii, affacciati, rispettivamente, sulle zone alberate e sui giardini pensili interni: "Gli edifici sono pensati per offrire moderne attrezzature... con un alto standard di rifinutura, flessibilità, considerazione delle problematiche ambientali e bassi costi di manutenzione. Il progetto esprime apertura e accessibilità..." (shl.dk).

I lavori per "Green Valley" dovrebbero concludersi nel 2015 (contractdesign.com).

Immagini (da shl.dk)

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