Emendamento «stadi» rimandato alla Camera

La proposta di emendamento per la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi non passa nel disegno di legge di Stabilità riscritto dal Governo. Il testo è stato approvato dal Senato e giunge a Montecitorio, dove avrà nuovamente inizio la partita della "legge sugli stadi". «La questione sarà affrontata alla Camera» ha confermato infatti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini [agi.it].

La questione è molto controversa. In commissione Bilancio al Senato era stato presentato un emendamento al ddl di Stabilità che proponeva un iter semplificato per la ristrutturazione degli impianti sportivi esistenti e per la costruzione di nuovi. E fin qui tutto bene. Ma aveva scatenato anche molte polemiche per il timore che potesse aprire a nuove speculazioni.

Una prima versione dell'emendamento, poi "alleggerita", concedeva, con la costruzione del nuovo impianto, la possibilità di dar vita a insediamenti edilizi o di avviare interventi urbanistici di qualunque destinazione, anche in zone non contigue agli impianti sportivi.

Le reazioni

Un aspetto poco gradito, che aveva scatenato reazioni in campo politico e, in ambito urbanistico, la difesa della tutela delle città da parte dell'Inu. Netta la posizione dell'Istituto: «la disposizione è talmente vaga e fumosa che darebbe di fatto il via libera a qualsiasi tipo di intervento edilizio sul territorio, aprendo la strada all'annullamento delle condizioni e delle previsioni dei piani urbanistici, preposti alla difesa dei suoli e all'equilibrio insediativo». Insomma secondo l'Istituto Nazionale di Urbanistica, si trattava di un attacco alla tutela del territorio, un modo per aprire a nuove speculazioni e per coprire, attraverso la costruzione di stadi, ben altri interventi.

Un invito alla rettifica era giunto anche dal ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando. Secondo il ministro le misure andavano «coordinate» con la legge sul consumo del suolo di giugno scorso. [ansa.it].

E di fatti qualche rettifica all'emendamento c'è stata. Ma la partita è ancor aperta e si giocherà tutta alla Camera. La legge ha infatti anche i suoi sostenitori, primo tra tutti Giovanni Malagò, presidente del Coni, secondo cui è importante mettere gli imprenditori nella condizione di investire sugli stadi. «Ci auguriamo che la legge sugli stadi diventi realtà. C'è stata confusione, e disinformazione» ha affermato Malagò [ansa.it].

45 milioni al Fondo di garanzia presso l'istituto del credito sportivo

Resta però uno stanziamento di 45 milioni a favore del fondo di garanzia per la costruzione e la ristrutturazone di impianti sportivi. Critico su questo aspetto il Consiglio Nazionale degli Architetti, che affida le sue preoccupazioni ad un comunicato stampa. 

«È apprezzabile - afferma il CNAPPC - che Governo e relatori della Legge di stabilità abbiano fatto una doverosa marcia indietro cassando fantasiose ipotesi di modifiche ordinamentali; non altrettanto che sia confermata la volontà di destinare ben 45 milioni di euro per rimpinguare Fondo di garanzia presso l'istituto del credito sportivo: risorse che ben più utilmente avrebbero potuto essere destinate per costituire un fondo di sostegno ai privati che intendano investire sulla rigenerazione sostenibile del patrimonio edilizio - mettendo in sicurezza i fabbricati - magari in zone a grave rischio sismico o idrogeologico».

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