La Roma di Mussolini

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Il Corriere della Sera, 14/10/2003

Inediti dagli archivi dell'Istituto Luce. Tra nostalgie imperiali, devastazioni urbanistiche e costruzione di alcune tra le più significative realizzazioni architettoniche del Novecento.

di Edoardo Sassi

Tra nostalgie imperiali, devastazioni urbanistiche e costruzione di alcune tra le più significative realizzazioni architettoniche del Novecento tra Roma e dintorni: Garbatella, Città Universitaria, Sabaudia, Foro Italico, Cinecittà ed E42 (Eur).

La furia picconatrice del ventennio fascista - che stravolse gran parte della Roma medievale, rinascimentale e barocca - e la sua coeva «modernolatria costruens», entrambe raccontate in un dvd prodotto dall'Istituto Luce www.archivioluce.com/

Con mappe, sinossi, schede e un'ora e mezzo di filmato, in parte costruito con fotogrammi inediti, per descrivere «La Roma di Mussolini»: questo il titolo del nuovo prodotto, relizzato con materiali dell'archivio storico e il contributo economico della Regione Lazio. Diviso in 24 capitoli, il dvd parte dalle premesse tardo ottocentesche di una Roma giovane capitale d'Italia, coi primi tentativi di edificazione di una «città laica», per giungere fino alle Olimpiadi del 1960: un'ampia partizione cronologica per sottolineare gli elementi di continuità tra la città fascista, il suo recente passato e l'imminente futuro. Pregio indiscutibile del nuovo prodotto su supporto digitale, quello di documentare il tutto grazie all'ausilio di immagini dall'eccezionale potere evocativo. Il difetto invece, giustificabile forse con l'esigenza di sintetizzare un periodo tanto importante per la storia di Roma, quello di incentrare troppo il racconto sulla figura del Duce. Mussolini fu infatti il protagonista principale della politica urbanistica del Ventennio, ma in una dialettica più ampia e non sempre riconducibile alla sua sola volontà. Giuseppe Bottai ad esempio, che pure fu l'ideatore dell'Eur e la cui figura appare nel film, non è mai nominato. E identica sorte è toccata ai tanti architetti - ad eccezione del «dominus» Marcello Piacentini - che pure contribuirono a mutare il volto della Città Eterna. Grazie comunque al montaggio efficace, all'ausilio delle musiche e al commento sovrapposto alle voci dell'epoca, al documentario si assiste come ad un film avvincente: più o meno in equilibrio tra i riconoscimenti per ciò che si edificò - compresa la massiccia campagna d'urbanizzazione popolare - e lo struggente rimpianto per quanto andava sparendo: interi quartieri storici rasi al suolo con gli sventramenti tra Campidoglio e Colosseo, con la distruzione di Borgo, l'isolamento dell'Augusteo o le demolizioni per dar vita al nuovo corso Rinascimento. Molte le curiosità ricordate nel film: dall'ipotesi di Garibaldi di prosciugare il Tevere costruendo una strada nel suo letto, alla consulenza (inascoltata) del barone francese Georges-Eugène Haussmann per Quintino Sella: «Lasciare intatta la Roma antica» tuonò il gran picconatore. E che i ministeri sorgessero lontano dal cuore della città, a Monte Mario e non in via XX Settembre. Una sorta di Sdo ante literram insomma, immaginato dall'intuito di un uomo che, pur demolendo, rivoluzionò la Parigi di Napoleone III.