Atelier(s) Alfonso Femia tra le 8 firme che disegnano EuropaCity, quartiere della Grand Paris concepito da Big

Sono stati annunciati venerdì 9 febbraio i vincitori del concorso internazionale di architettura bandito per realizzare hotel, attrezzature culturali e un circo nel perimetro di EuropaCity, il grande quartiere della Grand Paris destinato a nascere, entro il 2024, alle porte della Ville Lumière, grazie ad un'ambiziosa operazione immobiliare condotta da privati. Il tutto seguendo le linee guida del masterplan firmato dallo studio danese Big - Bjarke Ingels.

L'Atelier(s) Alfonso Femia, aggiudicandosi uno degli 8 concorsi ad inviti lanciato lo scorso luglio, firma l'hotel a tre stelle del nuovo eco-quartiere, immaginando un'architettura strettamente connessa al territorio «che - dichiara Femia - possa appartenere al luogo e nella quale le persone possano identificarsi».

«Noi amiamo la città cronotopica - afferma l'architetto -, quella capace di mettere in relazione i differenti momenti della vita quotidiana con gli spazi, la contemporaneità e i modi di vivere. In questo il progetto è ambizioso: cerca un'unione tra identità, connessioni al territorio e sostenibilità. La concezione di questa grande attrezzatura metropolitana necessita, e non può che trarre beneficio, dall'apporto di diversi progettisti. Noi, dunque, abbiamo ripreso la storia dal punto in cui si è interrotta la scrittura del gruppo di lavoro che l'ha concepita».

«Ci siamo impegnati a costruire, sull'insieme dei vincoli e nel rispetto del concept, una strategia per lo sviluppo delle diverse parti - vuoti e pieni - dell'isolato, cercando di infondere la vita e la forza al suo interno. Vogliamo un'architettura che possa appartenere al luogo, nella quale le persone possano identificarsi».

Atelier(s) Alfonso Femia - hotel tre stelle per EuropaCity

I vincitori del concorso

Nomi ben noti anche tra i vincitori delle altre sette competizioni. Il circo contemporaneo sarà realizzato su progetto dello studio parigino Clément Blanchet ArchitectureUNStudio firma, invece, un centro culturale dedicato alla settima arte, ossia il cinema. All'atelier parigino Hérault Arnod Architectes va il progetto di una sala per concerti. L'hotel a cinque stelle è dell'Atelier COS, mentre Franklin Azzi Architecture e AAVP Architecture si aggiudicano rispettivamente un hotel affiancato da un centro culturale per bambini e un complesso ricettivo con centro congressi. L'hotel del parco acquatico è firmato da Chabanne Architecte.

Interazione tra progettisti, comunità, stakeholder e committenti

Gli 8 concorsi, con i rispettivi esiti, arrivano a conclusione di un percorso molto lungo: nel 2013 Bjarke Ingels si aggiudica la competizione ad inviti per disegnare il masterplan del nuovo quartiere; nel 2016 viene condotto un lungo dibattito pubblico che coinvolge la popolazione e i soggetti interessati. Le richieste espresse dalla comunità vengono recepite, così, Bjarke Ingels e il suo gruppo di lavoro (collaborano al progetto L35, Base per la progettazione paesaggistica e Setec per la parte ingegneristica e ambientale) modificano il piano direttore, che cambia notevolmente. Si cerca soprattutto di connettere il nuovo polo urbano al contesto. Ciò che nel masterplan iniziale appariva come una sorta di cittadella chiusa in se stessa diventa una città aperta al territorio, permeabile ai suoi margini. 

Dal confronto è emersa anche un'altra sollecitazione importante: la comunità ha voluto che venisse incrementata la varietà architettonica degli edifici, evidentemente percepita come ricchezza. Tale volontà è stata assecondata proprio attraverso l'organizzazione degli otto concorsi che hanno coinvolto una trentina di studi, tra firme note (soprattutto del panorama francese) e architetti emergenti.

80 ettari serviti dalla linea 17 del Grand Paris Express

Con gli esiti dei concorsi inizia a prendere una forma definitiva EuropaCity, un progetto estremamente ambizioso, che punta a creare, a nord-est di Parigi, su circa 80 ettari (800mila metri quadri), un nuovo brano di città dedicato alla cultura, allo svago e al commercio. Sarà servito della linea 17 del Gran Paris Express e punterà soprattutto alla mobilità dolce. Conterrà un parco verde di 10 ettari, cui si aggiungeranno ulteriori 7 ettari di orto urbano, che oltre ad avere un valore educativo e a favorire la biodiversità, fornirà ai tanti ristoranti di EuropaCity prodotti a chilometro zero. Dunque EuropaCity sarà un eco-quartiere con grandi attrazioni, come parchi per lo svago e attrezzature culturali, pronto ad accogliere turisti e coloro che viaggiano per affari. La "porta" del quartiere sarà la grande hall per le esposizioni, il cui progetto è stato affidato a Bjarke Ingels.

Il progetto di EuropaCity, che conta su un investimento privato di 3,1 milardi di euro, nasce dal partenariato tra Immochan, divisione immobiliare del gruppo Auchan e dal gruppo cinese Dalian Wanda. Fa parte di una più ampia operazione immobiliare, gestita da Grand Paris Amenagement, ente pubblico che riunisce rappresentanti dello Stato e degli enti locali. Si tratta un progetto che prende il nome di «Triangle Gonesse», destinato ad essere sviluppato su un'area non lontana dall'aeroporto Paris-Charles-de-Gaulle e che oltre a comprendere EuropaCity, conterrà un grande quartiere d'affari, un'area agricola di 400 ettari e un immenso parco verde.

Mariagrazia Barletta

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