Dopo la conferma dell'apertura di maggio della 17. Mostra Internazionale di Architettura di due settimane fa, è stato svelato oggi, in conferenza stampa, dal curatore Alessandro Melis il progetto del Padiglione Italia.  Sono intervenuti anche il Presidente della Biennale Roberto Cicutto, il Direttore Generale Creatività Contemporanea del MiC e Commissario del Padiglione Italia Onofrio Cutaia, e il Ministro Dario Franceschini.

Ospitato come di consueto all'Arsenale, in una porzione delle Tese delle Vergini, quest'anno il Padiglione Italia farà riflettere in modo inedito i visitatori sui meccanismi di resilienza delle comunità, con l'intento di fornire una nuova e prioritaria chiave di lettura per il recupero di una forma di interazione tra spazio urbano e territorio produttivo, che favorisca le competenze interdisciplinari e le logiche evolutive non deterministiche.

«Il Padiglione Italia - commenta il curatore Alessandro Melis - sarà esso stesso una comunità resiliente, costituita da 14 "sotto comunità" , intese come laboratori operativi, centri di ricerca o casi studio, secondo due fondamentali direttrici: una riflessione sullo stato dell'arte in tema di resilienza urbana in Italia e nel mondo attraverso l'esposizione delle opere di eminenti architetti italiani e un focus su metodologie, innovazione, ricerca con sperimentazioni interdisciplinari a cavallo tra architettura, botanica, agronomia, biologia, arte e medicina».

In quest'ottica, la novità assoluta è la realizzazione del padiglione a impatto CO2 quasi zero, basata sulla sottrazione e sull'integrazione dei materiali del Padiglione 2019 della 58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, curata da Milovan Farronato, e ottenuta mediante il riposizionamento in forma permanente di tutto quello che verrà prodotto e il riciclo e reimpiego dei materiali provenienti dalle demolizioni.

« [...]Obiettivo del Padiglione Italia 2021 è promuovere una riflessione sulla capacità di trasformazione ed adattamento delle comunità italiane, ormai necessaria, per rispondere, localmente, alle sfide globali». - ha sottolineato il Ministro Dario Franceschini in conclusione - «Non possiamo sottrarci a questo imprescindibile compito, ma piuttosto condividere i passi avanti fatti dalla ricerca italiana in molti campi su questi temi di vitale importanza. Con esso ci auguriamo di dare un contributo significativo che possa portare i suoi frutti anche oltre il tempo della prestigiosa rassegna veneziana».

Padiglione Italia. Evoluzione del logo.

Rappresentazione grafica di "spandrel". Illustrazione hero section del sito web Comunità Resilienti

Il significato di comunità resilienti e l'importanza del ruolo dell'architetto

Grande importanza sarà data al ruolo dell'architettura, come disciplina capace di contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita e di rispondere adeguatamente ai mutamenti ambientali e sociali del nostro tempo, oggi obiettivi più che mai necessari.

Proseguendo il percorso innescato da Mario CucineIla nel Padiglione Italia 2018, il lavoro di indagine ad ampio spettro, condotto da Alessandro Melis, mostrerà i passi compiuti dalla ricerca italiana in molti campi, offrendo un ricco palinsesto di proposte concrete per il miglioramento delle condizioni delle aree urbane, delle periferie e delle aree interne del Paese.

Il termine "comunità" definisce infatti sia un luogo fisico che un contesto sociale coeso, mentre "resilienza" implica la capacità di trasformazione ed adattamento necessaria per rispondere, localmente, alle sfide globali.

In quest'ottica, il Padiglione Italia 2021 mostrerà quali sono e come agiscono le Comunità Resilienti a partire da quelle già presenti sul territorio, e quali strategie e risorse possono essere messe in atto per affrontare positivamente il più grande cambiamento del nostro tempo.

Padiglione Italia. Sezione espositiva "Laboratorio Peccioli".

Padiglione Italia a basso impatto ambientale. Assonometria che mostra il riutilizzo dei materiali provenienti dal Padiglione Italia 2019 per la 58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.

"Il riciclo di materiali e la riduzione di CO2, garantiti dal prolungamento del ciclo di vita, sono solo un esempio delle innumerevoli opportunità che rafforzano l'idea che in architettura l'exaptation sia intrinsecamente ecologica. Alcune strutture sono state cooptate per altre funzioni, o se ne sono aggiunte altre a quelle già esistenti. In altri casi, le strutture sono state trasformate, mobilitate, o modificate anche in modo drammatico ed estensivo" [Alessandro Melis]

COME SARÀ ORGANIZZATO IL PADIGLIONE ITALIA | LE 14 SOTTO-COMUNITÀ

Come già anticipato dal curatore della Biennale Hashim Sarkis, la visita tradizionale sarà sostituita anche nel Padiglione Italia dall'aspetto esperienziale e immersivo, privilegiando forme espressive legate alla graphic novel, al gaming, in toni e modalità di ispirazione cyber punk, avvalendosi del contributo di indiscussi maestri del settore per avvicinare e sensibilizzare un pubblico ampio e giovane.

All'interno del padiglione saranno impiegati per lo più supporti multimediali che racconteranno i progetti selezionati, riducendo al minimo i mezzi espressivi e di comunicazione progettuale canonici.

Ma veniamo al dunque. Il padiglione si dividerà in due aree tematiche, complementari tra loro:

  • la prima è una riflessione sullo stato dell'arte, sul tema della resilienza urbana in Italia e nel mondo
  • la seconda si concentrerà sulle prospettive future, sulla ricerca e sulle visioni.

Padiglione Italia come esempio di comunità resiliente. Assonometria che mostra, in modo associativo, i temi delle sezioni e le relazioni con le comunita' partecipanti nazionali ed internazionali.

"Il riferimento alle reti neuronali è stato di ispirazione per l'estensione del programma del padiglione ad una rete diffusa di comunità sul territorio nazionale e internazionale, che si interfaccia con il padiglione veneziano attraverso dispositivi multimediali". [A. Melis]

Prendendo spunto dalla biologia dell'evoluzione, che considera la capacità della natura di evolversi e adattarsi ai cambiamenti e alle sfide che le si pongono di fronte, applicabile con successo anche al campo dell'architettura, Resilient Communities si articolerà attraverso una serie di sezioni, che dall'ingresso accompagneranno il visitatore nel percorso di riflessione.

ARCHITECTURAL EXAPTATION

a cura di Alessandro Melis, Benedetta Medas, Paola Corrias, Alice Maccanti

La sezione d'ingresso sarà interamente dedicata all'Architectural Exaptation, leitmotiv dell'intera esposizione, che sottolineerà come Diversità, Variabilità, Ridondanza e Disomogeneità siano gli attributi della Resilienza, in riferimento al principio della Niche Construction. In questo contesto la creatività è intesa come manifestazione del pensiero associativo, la modalità di sopravvivenza che l'uomo è in grado di a vare nei casi delle crisi ambientali.

DOLOMITI CARE

a cura di Gianluca D'Inca Levis

Un osservatorio sulle condizioni estreme del clima e dell'ambiente a partire dai temi legati alla tempesta Vaia, ai fatti del Vajont e di altre comunità delle Dolomiti. La sezione concentrerà l'attenzione sul come l'architettura possa mitigare questi impatti, con una serie di proposte progettuali e soluzioni pratiche basate sui principi della resilienza.

DECOLONIZING THE BUILT ENVINONMENT

a cura del collettivo RebelArchitette Alessandro Melis

Un racconto sul come in architettura sia fondamentale una compagine ricca e variegata, che consideri l'inclusività, la diversità e l'attività delle architette, ancora poco considerato, come chiave per fronteggiare la crisi che l'umanità vive in questo momento.

DESIGN(ING): "DAL CUCCHIAIO ALLA CITTÀ"

a cura di Paolo di Nardo e Francesca Tosi

La sezione affronterà le tematiche di Media Cities, Design, Maestri di Resilienza e Rigenerazione.
Partendo dalle esperienze dei grandi maestri, sarà un focus sulla città media italiana, concentrato di conoscenza applicata sulla resilienza a cui attingere per rimodellare le periferie urbane e per riflettere sulla contemporaneità e sulle sfide che essa pone al futuro dell'architettura.

Inoltre, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la sezione stimolerà una riflessione sul concetto di invenzione della macchina leonardesca e, indirettamente, sul modello ecologico urbano proposto da Leonardo nella seconda metà del XV secolo.

ARCHITETTURA COME CAREGIVER

a cura di Antonino Di Raimo e Maria Perbellini

Un focus sul ruolo dell'architettura in relazione all'Health and Wellbeing (la Salute e il Benessere) nell'epoca dei Sustainable Development Goals stabili dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Attraverso un'esibizione che prevede il coinvolgimento di architetti come Valentina Soana, Crilo, e Oren Lieberman, fra gli altri, si porrà l'accento sulle relazioni tra il corpo e l'ambiente tout court.

SUD GLOBALE

a cura di Paola Ruotolo

Una raccolta di esempi significativi di architetti italiani che contribuiscono con il loro lavoro alla resilienza delle comunità sub sahariane, quelle maggiormente esposte al cambiamento climatico e alla pressione sociale che ne consegue. In questa sezione saranno esposti lavori di Arturo Vittori, TAM Associati + ARUP, CODESIGNLAB di Paolo Cascone e Maddalena Laddaga, Giovanni Betti e Katharina Fleck, il progetto realizzato da Andrea Tabocchini e Francesca Vittorini, quello di Francesco Lipari, il progetto fotografico di Filippo Romano e infine il lavoro multimediale di Eva Palacios.

UNIVERSITÀ. AGENZIE DI RESILIENZA

a cura di Maurizio Carta e Paolo Di Nardo

Il ruolo delle università nell'educazione alla Resilienza con i contributi di 26 università che daranno un quadro il più esaustivo possibile sulle possibilità di trasformazione resiliente che queste realtà offrono per il nostro territorio.

IN STORIA DI UN MINUTO

Emilia Giorgi, Guido Incerti, Alessandro Gaiani, in partnership con Action Aid

Un'esplorazione di Resilienza e Rischio Sismico in Italia attraverso una mostra fotografica, ripercorrendo le tappe di un evento catastrofico per aiutarci a riconoscere i segnali che arrivano dal nostro territorio.

IN ITALIAN BEST PRACTICE

Gian Luigi Melis, Margherita Baldocchi e Benede a Medas

Una selezione di lavori di architetti italiani impegnati sui temi della resilienza, intesa come rapporto con lo spazio esistente, valorizzazione dei legami con il territorio e restituzione degli spazi alle comunità, in un rinnovato rapporto di equilibrio fra socialità e ambiente.

LABORATORIO PECCIOLI

a cura di Ilaria Fruzze , Laura Luperi e Nico Panizzi

Sarà mostrato il caso di Peccioli come occasione per riflettere sui centri storici minori come modelli di sviluppo e come ambiti ideali per la sperimentazione attraverso innesti di contemporaneità all'interno della storia.

ECOLOGIA TACITA

a cura di Ingrid Paoletti

Estesa lungo tutto il padiglione, la sezione prevede l'esposizione di una serie di prototipi sottoforma di installazione, per una chiave di lettura resiliente sul rapporto tra tecnologia e biodiversità.

Tra ques Plasticity di Niccolo Casas e Gabriel Esquivel, Urbansphere di EcologicStudio, Mutua Aid di Studio Mobile, Learning from Trees della University of Auckland, e Mat.Res. All'interno dell'area espositiva si trova la seconda delle installazioni curatoriali, Genoma, una vera e propria macchina architettonica che ospita organismi viventi, collegata a sorgenti esterne che scambiano continuamente relazioni con la struttura.

RESILIENZA, PAESAGGIO E ARTE

a cura di Annacaterina Piras (LWCircus) e Emanuele Mon beller (Arte Sella)

La sezione mette in mostra esempi di comunità virtuose come quelle di Arte Sella e Asinara nella forma del caso studio, in cui l'arte diventa strumento di esaltazione del paesaggio e della resilienza dei luoghi.

GIARDINO DELLE VERGINI

a cura di Dario Pedrabissi

Una sezione dedicata al comfort outdoor per valorizzare i differenti approcci progettuali rivolti allo spazio pubblico, frutto di scelte progettuali mirate e utilizzo consapevole dei materiali.

In mostra le opere di: Giuseppe Fallacara; Maria Perbellini, Christian Pongratz, Dustin White e Dario Pedrabissi; Pierandrea Angius per ZHA architects; Gianni Pettena; del collettivo Orizzontale; e di David Turnbull.

ARTI CREATIVE ED INDUSTRIALI

a cura di Benedetta Medas, Monica Battistoni, Dana Hamdan e J. Antonio Lara- Hernandez.

Un percorso itinerante all'interno del Padiglione Italia, i cui tratti distintivi fungono da filo conduttore delle altre tematiche in mostra, rafforzando il progetto curatoriale espresso nell'interazione tra architettura ed elementi provenienti dalle arti creative come il cinema, il fumetto, la graphic novel, il gaming, spesso trascurate nel panorama culturale italiano.

In mostra Riccardo Burchielli e Giacomo Costa, rappresentanti del connubio fra architettura e arti industriali e creative e l'ulteriore esempio di contaminazione interdisciplinare con l'installazione curatoriale Spandrel, realizzata in collabo- razione con l'Orto Botanico di Padova e l'Orto Botanico di Pisa, un prototipo a metà tra un'architettura e un organismo vivente.

Il catalogo

Anche il catalogo della mostra seguirà gli stessi principi, pensato e prodotto seguendo le caratteristiche di ecologia e sostenibilità grazie all'uso di carta riciclata, rispondendo così al concetto di CO2 zero.

Per far fronte alle emissioni di anidride carbonica, inoltre, è prevista la piantumazione di un numero di alberti sufficiente a compensare la quantità di biossido di carbonio e sarà adoperata la tecnica di rilegatura giapponese, evitando l'utilizzo di colle.

+info: comunitaresilienti.com | labiennale.org

di Elisa Scapicchio

Padiglione Italia. Installazione curatoriale "Genoma".

Installazione Curatoriale_Cyberwall Antismog

Installazione Curatoriale_Cyberwall II Anti-COVID19

Warka Water Village, Warka Tower - Padiglione Italia 2021, in costruzione, Camerun, 2021 Foto / Photo: Barbara Edmonda Guassen

#focus.biennale.architettura.2021 - 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia