Il Rifugio Pedrotti (Tn) sarà un "faro di montagna": il concorso vinto da Stefano Pasquali

di Mariagrazia Barletta

È il team guidato da Stefano Pasquali, di cui fanno parte Samantha Minozzi, Alberto Stangherlin e Andrea Moser, a vincere il concorso per la ristrutturazione dell'ultimo piano del rifugio Tommaso Pedrotti, a quota 2.491 metri tra le vette delle Dolomiti di Brenta.

Il bando, lanciato dalla Società alpinisti tridentini (Sat), prevedeva il rifacimento e l'ampliamento del sottotetto (già frutto di una soprelevazione), alcuni interventi di ristrutturazione e il progetto per una nuova scala antincendio esterna.

Per il rifugio, raggiungibile da escursionisti esperti, i progettisti hanno voluto evitare l'immagine di un albergo ad alta quota, e proporre una soluzione che non snaturasse l'essenza del riparo, dove proteggersi dal gelo, dalle tenebre e dalle condizioni avverse che repentinamente possono sorprendere gli uomini in alta montagna.

«L'immagine che abbiamo scelto per il progetto - scrivono i vincitori nella relazione di progetto - è quella di "faro di montagna". Un punto di riferimento visivo per gli alpinisti e gli escursionisti in cammino data la sua posizione strategica, visibile dai vari sentieri. Una luce in un arrivo notturno, un barlume nella nebbia, un grande tetto rosso che alla vista allevia le fatiche dopo una giornata tra le vette. Quattro finestre illuminate alla sommità del rifugio saranno sinonimo di sicurezza, calore e riparo per gli escursionisti e gli alpinisti».

Le quattro aperture al terzo piano diventano all'esterno quattro punti di riferimento per chi arriva al rifugio dai diversi sentieri. All'interno invece le aperture sono quattro cornici dove poter osservare il panorama delle Dolomiti di Brenta. Partendo da nord si potrà inquadrare Cima Brenta Alta e Bassa, a ovest verso la regina del gruppo del Brenta, cima Tosa. A sud la vista più aperta verso la Pozza Tramontana e verso il rifugio Croz. A est, infine, la vista verso il paesino di Molveno con il suo incantevole lago.

Linguaggio contemporaneo per l'addizione, che comprende anche la scala antincendio. Quest'ultima costituisce un volume unico col tetto. Posizionata sulla facciata principale, diventa protagonista e assolve a più funzioni: è una torretta visiva, è un'uscita di emergenza e ha un ruolo centrale per l'organizzazione del sistema distributivo e per l'adeguamento sismico dell'edificio. Quanto al rivestimento, la scelta è ricaduta su una lamiera aggraffata di colore rosso che richiede ridotti interventi di manutenzione. La falda asimmetrica del tetto è concepita per poter accogliere i pannelli fotovoltaici.

Per ridurre i carichi sul manufatto esistente la sopraelevazione sarà realizzata con pareti in legno tipo Xlam e copertura in legno lamellare.

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