Il primo posto è del Sud Africa, il secondo del Portogallo e il terzo della Francia. Ma il posizionamento dell'Italia, nella TOP10 tra i 34 Paesi in gara con il progetto di Ali Emre Olmez, Javier De Castro Sáez e Pablo Calleja Allue - guidati dal Prof. Andrea Campioli con i Prof. Amra Salihbegovic, Niccolò Aste e Anna Dalla Valle del Politecnico di Milano - è sicuramente un traguardo degno di nota.

Affacciata sulla confluenza tra Sava e Danubio, Belgrado è una città in cui il rapporto tra costruito e paesaggio fluviale rappresenta uno degli elementi fondanti della sua identità urbana. Le aree lungo l'acqua sono oggi al centro di importanti processi di trasformazione e costituiscono il terreno sul quale la capitale serba sta ridisegnando il proprio rapporto con lo spazio pubblico e il sistema naturale.

In questo contesto si inseriva il tema della XXI edizione del Saint-Gobain Architecture Student Contest 1, che chiedeva ai partecipanti di ripensare un'area strategica della città, a ridosso della confluenza tra Sava e Danubio. L'obiettivo era trasformare il sito in un nuovo polo dedicato allo sport, alla vita pubblica e alla socialità, integrando lo Yachting Club esistente e immaginando un intervento capace di coniugare sostenibilità ambientale, ospitalità e qualità dello spazio urbano.  

Vincitore della fase nazionale, LIVING LINK interpreta questa sfida attraverso il motto Where life flows between river and city, proponendo un sistema aperto e permeabile che mette in relazione città, paesaggio e spazio pubblico.

Il progetto immagina un nuovo insediamento in cui residenze per gli atleti, servizi e spazi collettivi si integrano in un organismo unitario, capace di accompagnare i flussi della vita urbana e di dar vita a una continuità tra il tessuto costruito e il fronte fluviale. 

Attraverso la relazione tra nuove residenze, infrastrutture collettive e recupero dell'edificio esistente, Living Link costruisce, quindi, una continuità tra memoria del luogo, nuove funzioni e paesaggio naturale, trasformando l'intero ambito in un sistema aperto e capace di evolvere nel tempo.

Anche la composizione del team riflette la dimensione internazionale del concorso.

Ali Emre Olmez, originario della Turchia, ha scelto il Politecnico di Milano per completare il biennio magistrale in architettura, mentre Javier De Castro Sáez e Pablo Calleja Allue, dell'Universidad Politécnica de Madrid, hanno trascorso l'anno accademico a Milano nell'ambito del programma Erasmus. Un gruppo nato dall'incontro di esperienze e percorsi differenti, accomunati dalla stessa cultura del progetto e dalla volontà di confrontarsi con una sfida di respiro internazionale, dimostrando come l'incontro e l'abbattimento dei confini possa dare vita alla buona architettura

1 Il Architecture Student Contest di Saint-Gobain è un concorso internazionale rivolto agli studenti di architettura, design e ingegneria delle costruzioni. Ogni anno i partecipanti sono chiamati a confrontarsi con un caso reale di trasformazione urbana, sviluppando proposte che integrino qualità architettonica, sostenibilità ambientale e innovazione progettuale.
Il concorso si articola in una fase nazionale e in una finale internazionale, alla quale accedono i progetti vincitori di ciascun Paese.

The Livinig Link, sistemi di connessione tra terra e fiume

Il masterplan mette in relazione nuove costruzioni e recupero dell'esistente attraverso un sistema unitario, in cui architettura e paesaggio lavorano insieme.

Il progetto si basa sul principio della continuità paesaggistica, dove i nuovi edifici residenziali sono sollevati dal terreno e articolati in più volumi per permettere al parco di proseguire fino al fronte fluviale, lasciando il piano terra libero e accessibile. Percorsi pedonali, piazze e spazi condivisi definiscono un sistema di luoghi pubblici e semi-pubblici capace di connettere gli edifici, il verde e il rapporto con l'acqua.

 

A organizzare il nuovo insediamento è lo Spine Building, elemento centrale del progetto e dispositivo di connessione tra le diverse parti del sito. Pensato proprio come se fosse la spina dorsale del complesso, oltre alla funzione distributiva l'edificio integra percorsi, servizi e funzioni collettive, creando una sequenza di spazi dedicati all'incontro e alla socialità.

Lungo il suo sviluppo, la configurazione si modifica e si amplia in corrispondenza delle aree comuni, mettendo in relazione gli ambiti pubblici, residenziali e paesaggistici.

All'interno dello stesso disegno urbano trova posto anche lo Yachting Club esistente, la cui riqualificazione contribuisce a preservare la memoria del luogo e a integrarla nella nuova configurazione del waterfront.

L'intervento mantiene riconoscibile il carattere dell'edificio originario attraverso un sistema di rivestimento protettivo color arancio, che valorizza la preesistenza e definisce il rapporto tra vecchio e nuove trasformazioni. Attraverso l'inserimento di spazi dedicati alla nidificazione degli uccelli, la facciata diventa inoltre un dispositivo ecologico, favorendo un'integrazione più profonda tra architettura e biodiversità locale.

Gli ambienti interni dello Yachting Club vengono ripensati secondo criteri di flessibilità, ospitando funzioni diverse come caffetteria, spazi per eventi e aree di osservazione rivolte verso il paesaggio fluviale. La dimensione più raccolta degli ambienti e la possibilità di riconfigurarli nel tempo permettono all'edificio di adattarsi a programmi stagionali e differenti modalità di utilizzo, rafforzando il suo ruolo come luogo di aggregazione complementare al sistema pubblico del nuovo villaggio. 

Riflessioni a caldo su Belgrado, città d'acqua, di contrasti e di confine tra Europa centrale e Balcani

Belgrado non è una città che si fa capire immediatamente. Non appartiene alla lista delle mete più prevedibili del turismo europeo e, forse, proprio per questo, conserva un carattere autentico, capace di rivelarsi lentamente attraverso l'esplorazione e l'osservazione. È una città che richiede tempo: bisogna attraversarla, percorrerla senza fretta, lasciarsi guidare dalle sue stratificazioni e dai suoi contrasti per comprenderne davvero il fascino.

Impossibile riuscire a capirla a fondo in soli due giorni, ma il modo forse più affascinante per avvicinarsi alla città è dal fiume, dal quale mostra tutta la sua complessità: la Fortezza, i quartieri storici, le nuove trasformazioni del waterfront e, sullo sfondo, le grandi architetture moderniste di Novi Beograd.

È un paesaggio urbano fatto di dialoghi e contrapposizioni, dove convivono memoria storica, ambizioni contemporanee e tracce di epoche diverse, dall'eredità ottomana e austro-ungarica ai grandi scenari modernisti della stagione socialista, fino alla nuova energia con cui la capitale serba sta cercando di ridisegnare i propri spazi pubblici e il rapporto con il fronte fluviale. In questo percorso, infatti, si inserisce anche Expo 2027, la prima Esposizione Internazionale Specializzata ospitata nei Balcani occidentali, che rappresenta per Belgrado un'importante occasione per accelerare processi di trasformazione urbana e rafforzare il proprio profilo sulla scena internazionale.

Per gli occhi di un architetto, il fascino di Belgrado sta proprio nella tensione fatta di sovrapposizioni, dove accanto agli edifici storici emergono grandi infrastrutture, vuoti urbani, quartieri di espansione e architetture che raccontano ideologie e visioni del futuro differenti. Una città che non può essere slegata dal rapporto con i fiumi Sava e Danubio, dove convivono paesaggi verdi rigogliosi e grandi episodi di architettura moderna, con il fascino del brutalismo che regna sovrano in edifici come la Genex Tower, con le sue due torri unite da un ponte sospeso, o il Palazzo di Serbia, racconti di una stagione in cui l'architettura era chiamata a rappresentare progresso, collettività e ambizione.

Allo stesso tempo, però, Belgrado è anche una città di vuoti, interruzioni e contrasti: accanto a interventi di nuova costruzione convivono edifici sospesi nel tempo, quartieri in trasformazione e luoghi dove il passato emerge attraverso segni evidenti lasciati dalla guerra, che rendono la città fatta di paesaggi urbani complessi che hanno bisogno di settimane, forse di mesi, per essere compresi a fondo

Un po' di foto dal tour di 2 giorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il:

vedi anche...