Riforma delle professioni, ok al Senato: novità su abilitazione, competenze, tirocini ed equo compenso

Si punta anche ad aggiornare il Dm cosiddetto "Parametri, a rivedere la disciplina delle Stp e a ridefinire le attività riservate e attribuite in via anche non esclusiva alle diverse professioni

È arrivato lunedì 3 agosto il primo via libera, in Aula al Senato, al disegno di legge sulla riforma delle professioni, compresa quella di architetto. Una riforma che prevede la ridefinizione delle attività riservate o comunque attribuite anche in via non esclusiva a ciascuna professione, l'estensione dell'equo compenso, la revisione della formazione continua, del tirocinio professionale, nonché della disciplina delle Società tra professionisti (Stp). Si punta anche ad aggiornare il decreto cosiddetto "Parametri". 

Sono alcuni dei temi che il governo dovrà affrontare - su indicazione del Parlamento - nel mettere a punto la riforma. Avrà 24 mesi di tempo, per cui potrebbe essere un compito che non porterà al traguardo l'attuale Esecutivo.

Per coordinare le future disposizioni con le norme vigenti che non saranno abrogate, i decreti legislativi potranno anche prevedere la redazione di un testo unico per ciascuna professione regolamentata.

Esame di abilitazione

Il testo del Ddl prevede che resti - per l'accesso alla professione - l'esame di abilitazione da superare al termine del percorso di studi universitario. Sembra, dunque, che si vada verso l'abbandono dell'introduzione delle lauree abilitanti che nel governo Conte-bis erano state proposte dall'allora ministro Gaetano Manfredi. Il futuro Dlgs dovrà, infatti, «disciplinare (o meglio ridisciplinare, nda) l'esame di Stato mediante il sostenimento di apposito esame di abilitazione successivo al perfezionamento degli studi universitari».

Definizione delle competenze

I decreti legislativi dovranno definire le attività professionali riservate o comunque attribuite anche in via non esclusiva a ciascuna professione. Le competenze devono essere attribuite non solo coerentemente ai percorsi formativi, ma anche considerando i quadri di riferimento adottati in ambito nazionale ed europeo

Nella formazione entrano digitale e IA

La formazione dei futuri professionisti dovrà prevedere un numero minimo di ore obbligatorie dedicate alla conoscenza dei nuovi strumenti digitali e di intelligenza artificiale e dei limiti, anche di carattere deontologico, previsti per il loro utilizzo in ambito professionale.

Aggiornamento del decreto "Parametri"

I decreti legislativi dovranno predisporre l'aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi per le prestazioni professionali, anche svolte in forma associata o societaria. Aggiornamento che poi avverrà con Dm del ministero vigilante, su proposta del Consiglio nazionale, da adottarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore dei Dlgs.

Per gli Ordini divieto di esercitare attività sindacale

I futuri Dlgs - viene stabilito con una modifica approvata in commissione Giustizia al Senato - dovranno prevedere che «l'ordine e i suoi organi direttivi, territoriali e nazionali, in qualità di enti pubblici non economici, agiscano al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all'esercizio professionale e non esercitino attività sindacale».

Incrocio tra domanda e offerta di lavoro

La riforma dovrà anche prevedere l'accesso ai servizi di incrocio tra domanda e offerta di lavoro offerti dalla piattaforma Siisl - Sistema Informativo per l'inclusione sociale e lavorativa del ministero del Lavoro.

Riorganizzazione dei tirocini (retribuiti)

La riforma dovrà anche occuparsi di riorganizzare la disciplina del tirocinio professionale, prevedendo che al tirocinante sia dovuto un rimborso delle spese sostenute e che possa essere riconosciuto, con apposito contratto, un compenso per l'attività svolta, commisurato all'effettivo apporto professionale da parte del tirocinante.

Formazione, andranno regolamentate le specializzazioni

Si tratterà anche di intervenire sulla formazione, prevedendo anche una regolamentazione delle specializzazioni, affidando l'organizzazione dei corsi formativi ai consigli nazionali e agli ordini e collegi territoriali, anche in convenzione con le università.

La riforma dovrà anche revisionare il funzionamento dei consigli di disciplina. I membri dei consigli di disciplina nazionali e territoriali dovranno partecipare a corsi di formazione specifica, attivati dai consigli nazionali nell'ambito dei programmi di formazione obbligatoria.

Controversie, cinque anni per la prescrizione

Con una modifica apportata in commissione al Senato si è stabilito che la riforma dovrà fissare un termine quinquennale di prescrizione dell'azione di responsabilità connessa all'attività professionale.

Sistema elettorale di ordini e consigli

Il futuro Dlgs dovrà anche rivedere il sistema elettorale dei consigli nazionali e degli ordini e collegi territoriali e prevedere la disciplina della loro natura giuridica, quali enti pubblici non economici aventi carattere associativo, soggetti alla vigilanza del ministro competente e dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria. Il futuro sistema elettorale dovrà anche garantire che per l'elezione dei consigli nazionali sia assicurata adeguata rappresentanza anche degli ordini territoriali con minor numero di iscritti.

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