{"id":1080,"date":"2013-05-23T11:26:53","date_gmt":"2013-05-23T09:26:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/?p=1080"},"modified":"2013-05-27T22:51:41","modified_gmt":"2013-05-27T20:51:41","slug":"la-nuova-carta-della-sismicita-in-italia-dal-2000-al-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/la-nuova-carta-della-sismicita-in-italia-dal-2000-al-2012\/","title":{"rendered":"La nuova carta della sismicit\u00e0 in Italia dal 2000 al 2012"},"content":{"rendered":"<p>La nuova carta della sismicit\u00e0 in Italia, pubblicata in questi giorni dall&#8217;INGV, riporta la localizzazione degli oltre 50.000 terremoti con magnitudo maggiore di 1.6, avvenuti sul nostro territorio nazionale dal 2000 al 2012.<\/p>\r\n<p>In questi 13 anni l&#8217;Italia \u00e8 stata colpita da numerosi importanti terremoti oltre ai tre drammatici eventi di San Giuliano di Puglia del 2002, dell&#8217;Abruzzo del 2009 e dell&#8217;Emilia Romagna del 2012.<\/p>\r\n<p>Nessun terremoto, per\u00f2, in questo periodo ha avuto magnitudo Richter superiore a 6.0; pertanto questo rappresenta uno dei periodi pi\u00f9 lunghi della storia sismica del nostro paese senza un forte terremoto. <br \/> L&#8217;ultimo \u00e8 quello avvenuto il 23 novembre 1980 in Irpinia e Basilicata.<\/p>\r\n<p>La carta mostra che i terremoti avvengono principalmente nella parte superiore della crosta, a profondit\u00e0 minori di 15 km.<\/p>\r\n<p>In Appennino settentrionale e nel Tirreno Meridionale, invece, si osservano terremoti anche a grandi profondit\u00e0, fino a 600 km, che evidenziano importanti processi geodinamici in atto come quello della subduzione di litosfera ionica al di sotto della Calabria.<\/p>\r\n<p>Completano la mappa due inserti tematici.<\/p>\r\n<p>Il primo rappresenta la distribuzione dei forti terremoti che sono avvenuti dall&#8217;anno 1000, dedotti dall&#8217;analisi della corposa documentazione storica del nostro paese, che ha permesso di realizzare uno dei pi\u00f9 importanti cataloghi sismici al mondo.<\/p>\r\n<p>La seconda mappa, ottenuta dai dati GPS, rappresenta la velocit\u00e0 alla quale si muove l&#8217;Italia, oggi, rispetto all&#8217;Europa stabile.<\/p>\r\n<p>A causa delle fortissime spinte delle placche tettoniche, la crosta si deforma e i massimi valori di deformazione coincidono con le aree sismiche del nostro paese.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>\u00c8 possibile consultare in modo interattivo i terremoti che compongono la carta al seguente <strong>link <\/strong><a href=\"http:\/\/www.arcgis.com\/apps\/OnePane\/main\/index.html?appid=3bcd16f3a7a44b678bbe0329a89ff04f\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/bit.ly\/12fBM4g<\/strong><\/a><strong> <\/strong><\/p>\r\n<p><strong>DESCRIZIONE<br \/><\/strong>La carta illustra la distribuzione degli ipocentri di circa 50.000 terremoti avvenuti tra il 2000 e il 2012 in Italia e registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell&#8217;INGV, classificati e tematizzati in base alla magnitudo (4 classi) e alla profondit\u00e0 ipocentrale (5 classi).<\/p>\r\n<p>La maggior parte della sismicit\u00e0 ha avuto una magnitudo Richter inferiore a 4.0 ed \u00e8 localizzata nella crosta terrestre al di sopra dei 35 km.<\/p>\r\n<p>Trenta terremoti hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale a 5.0, 21 dei quali sono superficiali, avvenuti entro i 15 km di profondit\u00e0.<\/p>\r\n<p>In questo intervallo di tempo i terremoti pi\u00f9 forti si sono verificati in Abruzzo nel 2009 e in Emilia Romagna nel 2012.<\/p>\r\n<p>Sono almeno cinque le sequenze sismiche pi\u00f9 importanti che hanno interessato il territorio italiano: <br \/> 6 settembre 2002, ML5.6, evento in Mar Tirreno a circa 40 km a nord di Palermo; 31 ottobre, ML5.4, e 01 novembre 2002, ML5.3, due eventi in Molise; 06 aprile 2009, un terremoto, ML5.9, a L\u2019Aquila e altri 5 eventi di ML\u22655.0 in aprile 2009 in Abruzzo; 20 maggio 2012, un terremoto, ML5.9, ed altri 6 eventi di ML\u22655.0 tra maggio e giugno 2012 in Emilia Romagna; 25 ottobre 2012, un terremoto, ML5.0, nel Pollino, dove dal 2010 al 2012 si sono verificati circa 3700 eventi.<\/p>\r\n<p>Nell&#8217;Italia peninsulare la sismicit\u00e0 \u00e8 concentrata lungo la catena Appenninica.<\/p>\r\n<p>In Italia settentrionale i terremoti sono avvenuti principalmente lungo le Prealpi Orientali, in Pianura Padana e lungo l\u2019Appennino Tosco-Emiliano, dove si osserva la presenza di sismicit\u00e0 anche ad una profondit\u00e0 maggiore.<\/p>\r\n<p>Anche lungo l\u2019Appennino Centrale \u00e8 evidente una sismicit\u00e0 superficiale ed una pi\u00f9 profonda verso il Mar Adriatico con ipocentri che arrivano fino a 50 km di profondit\u00e0.<\/p>\r\n<p>L\u2019Appennino Meridionale \u00e8 stato interessato da un\u2019attivit\u00e0 sismica moderata sia nel Sannio che in Irpinia.<\/p>\r\n<p>La zona del Tirreno meridionale \u00e8 caratterizzata anche da sismicit\u00e0 molto profonda, dovuta al processo di subduzione della litosfera ionica al di sotto della Calabria.<\/p>\r\n<p>\u00c8 evidente un\u2019elevata sismicit\u00e0 crostale al largo delle coste settentrionali della Sicilia ed una sismicit\u00e0 pi\u00f9 profonda lungo i Monti Nebrodi.<\/p>\r\n<p>Sul Monte Etna c\u2019\u00e8 stata una notevole attivit\u00e0 sismica anche con terremoti di magnitudo superiore a 4.0.<\/p>\r\n<p><strong><a href=\"http:\/\/labgis.gm.ingv.it\/cartografia\/cartasismicita_2000_2012.pdf\" target=\"_blank\">SCARICA LA MAPPA IN PDF<\/a><\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"testiCollegati\">\r\n<ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/\" target=\"_blank\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\/\" target=\"_blank\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\/\" target=\"_blank\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicata la nuova carta della sismicit\u00e0 in Italia che riporta la localizzazione degli oltre 50.000 terremoti con magnitudo maggiore di 1.6, avvenuti sul nostro territorio nazionale dal 2000 al 2012.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1080","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1080"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1080\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}