{"id":11,"date":"2007-06-15T18:54:21","date_gmt":"2007-06-15T16:54:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/regione-umbria-costruzione-di-nuovi-edifici-in-zona-agricola-il-regolamento-che-deroga-indici-di-utilizzazione-territoriale\/"},"modified":"2007-06-15T18:54:21","modified_gmt":"2007-06-15T16:54:21","slug":"regione-umbria-costruzione-di-nuovi-edifici-in-zona-agricola-il-regolamento-che-deroga-indici-di-utilizzazione-territoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/regione-umbria-costruzione-di-nuovi-edifici-in-zona-agricola-il-regolamento-che-deroga-indici-di-utilizzazione-territoriale\/","title":{"rendered":"Regione Umbria &#8211; Costruzione di nuovi edifici in zona agricola. Il regolamento che deroga indici di utilizzazione territoriale"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>\r\nPubblicato nel Bollettino Ufficiale del 6 giugno il Regolamento per la\r\nrealizzazione di annessi rurali ed impianti essenziali all&#8217;attivit&agrave;\r\ndell&#8217;impresa agricola, in deroga all&#8217;indice di utilizzazione\r\nterritoriale ed alla superficie minima aziendale previsti dalla legge\r\nregionale che disciplina la costruzione di nuovi edifici in zona\r\nagricola (LR&quot;11\/2005&quot;). <br \/>\r\n<br \/>\r\nIl <strong>Regolamento (n. 5 del 28 maggio 2007), <\/strong> individua le specialit&agrave; produttive, le tipologie degli impianti e le <strong>caratteristiche edilizie degli edifici per i quali sono possibili deroghe, <\/strong>\r\ncon l&#8217;obiettivo di conseguire un adeguato inserimento nello spazio\r\nrurale considerato dal Piano urbanistico territoriale &quot;contesto\r\nambientale di pregio che d&agrave; valore all&#8217;intera Umbria&quot;. <br \/>\r\n<br \/>\r\nLa deroga sar&agrave; possibile solo per sostenere produzioni tipiche di\r\nqualit&agrave; o ad alta redditivit&agrave; o individuate da piani regionali di\r\nriconversione produttiva purch&eacute; coerenti con la programmazione\r\nregionale. <br \/>\r\n<br \/>\r\n<em>&quot;Al fine di facilitarne l&#8217;applicazione<\/em> &#8211; ha detto l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura e urbanistica Carlo Liviantoni -, <em>i\r\ncontenuti del Regolamento, composto da dieci articoli, sono stati\r\ncoordinati con gli altri provvedimenti regionali riguardanti il\r\nrilascio di titoli abilitativi, la definizione delle caratteristiche\r\ndegli interventi e l&#8217;ottimizzazione dell&#8217;uso dei manufatti per\r\nfavorirne l&#8217;inserimento ambientale. Si tratta<\/em> &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211;<em>\r\ndi un nuovo strumento edilizio urbanistico che trover&agrave; la sua piena\r\napplicazione solo dopo essere stato recepito dalle amministrazioni\r\ncomunali. Costituisce quindi una ulteriore possibilit&agrave; a disposizione\r\ndi comuni che non va a sostituire<\/em> &#8211; ha concluso Liviantoni &#8211;<em> gli attuali strumenti urbanistici&quot;. <\/em><br \/>\r\n<br \/>\r\nIn particolare nell&#8217;atto <strong> (Art.2 &#8211; Indici di densit&agrave; edilizia, di altezze e superfici) <\/strong>si\r\nconferma la possibilit&agrave; che le norme tecniche di attuazione degli\r\nstrumenti urbanistici generali possano prevedere indici pi&ugrave;\r\nrestrittivi; si individuano<strong> (Art.3<\/strong> &#8211; Produzioni agricole tipiche\r\ndi qualit&agrave;) le produzioni agricole tipiche di qualit&agrave; in quelle\r\ndefinite da normative nazionale e comunitaria e si identificano<strong> (Art.4) <\/strong>\r\nle produzioni agricole vegetali ad alta redditivit&agrave; in quelle il cui\r\nreddito lordo standard &egrave; pari o superiore a 1440 euro\/ha per le zone\r\nmontane e svantaggiate e a 1920 euro\/ha per le altre zone. <br \/>\r\n<br \/>\r\nPertanto &#8211; spiegano all&#8217;assessorato all&#8217;urbanistica &#8211; una produzione si\r\npu&ograve; ritenere ad alta redditivit&agrave; quando il reddito lordo standard di\r\nuna determinata coltura supera il rapporto fra la redditivit&agrave; aziendale\r\ne la superficie aziendale minima gi&agrave; fissata dalla Regione per il Piano\r\ndi sviluppo rurale. <br \/>\r\n<br \/>\r\nSecondo il regolamento (Art.5 &#8211; Produzioni agricole a seguito di piani\r\nregionali) la Regione Umbria pu&ograve; prevedere, nell&#8217;ambito della propria\r\nattivit&agrave; di programmazione e per specifiche attivit&agrave; produttive,\r\nl&#8217;individuazione di piani di riconversione produttiva. <br \/>\r\n<br \/>\r\nIn questo caso i settori interessati possono avvalersi della deroga. <br \/>\r\n<br \/>\r\nLe<strong> superfici oggetto di deroga (Art.6 &#8211; Attuazione degli interventi) <\/strong> vengono inoltre identificate con l&#8217;area che ha determinato tale diritto. <br \/>\r\n<br \/>\r\nAd esempio, se c&#8217;&egrave; una azienda che ha un indirizzo produttivo\r\ncerealicolo-viticolo e la deroga &egrave; applicabile alle sole produzioni\r\nviticole (DOC, DOCG o IGT), sar&agrave; esclusivamente la superficie\r\ninteressata a vigneto quella ritenuta utile ai fini della maggiorazione\r\ndell&#8217;indice di edificabilit&agrave;. <br \/>\r\n<br \/>\r\nAnalogamente per le produzioni zootecniche si riterranno eleggibili\r\nalla deroga solo le superfici destinate all&#8217;alimentazione\r\ndell&#8217;allevamento. <br \/>\r\n<br \/>\r\nAlle produzioni in serra, ritenute ad elevata redditivit&agrave; e per le\r\nquali &egrave; possibile praticare pi&ugrave; cicli colturali durante l&#8217;annata\r\nagraria, si &egrave; ritenuto di applicare la deroga all&#8217;indice di\r\nedificabilit&agrave; sul cinquanta per cento della superficie agricola\r\nutilizzata (SAU) dall&#8217;azienda. <br \/>\r\n<br \/>\r\nNel provvedimento sono inoltre indicati <strong> (Art.7) le tipologie di impianti <\/strong>per\r\ni quali &egrave; consentita la deroga e (Art.8) le modalit&agrave; e tecniche\r\ncostruttive per favorire il migliore uso dei manufatti e ridurre al\r\nminimo l&#8217;impatto ambientale. <br \/>\r\n<br \/>\r\n&Egrave; infine (Art.9) definita la possibilit&agrave; del rilascio del titolo\r\nabilitativo per la realizzazione degli annessi rurali successivamente\r\nalla sottoscrizione del Piano aziendale convenzionato, qualora lo\r\nstesso contenga gli elementi previsti per il rilascio del titolo\r\nabilitativo.\r\n<\/p>\r\n<div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=198\"> Regione umbria. Elenco regionale dei prezzi per l&#8217;esecuzione di opere pubbliche<\/a><\/li>\r\n<li>\r\n\t<a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=223\">Codici regionali: marche e umbria &#8211; edilizia urbanistica ambiente e territorio<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=80\">Codice edilizia e urbanistica<\/a><\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 6 giugno il Regolamento per la realizzazione di annessi rurali ed impianti essenziali all&#8217;attivit&#224; dell&#8217;impresa agricola, in deroga all&#8217;indice di utilizzazione territoriale ed alla superficie minima in zona agr<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[33,16,34,35,36,37],"class_list":{"0":"post-11","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog","7":"tag-edifici","8":"tag-edilizia","9":"tag-impianti","10":"tag-norme-tecniche-di-attuazione","11":"tag-regione-umbria","12":"tag-urbanistica"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}