{"id":1110,"date":"2013-07-16T11:10:08","date_gmt":"2013-07-16T09:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/?p=1110"},"modified":"2013-07-15T20:04:56","modified_gmt":"2013-07-15T18:04:56","slug":"xx-edizione-di-comuni-ricicloni-di-legambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/xx-edizione-di-comuni-ricicloni-di-legambiente\/","title":{"rendered":"XX edizione di Comuni Ricicloni di legambiente"},"content":{"rendered":"<p>Vincitore assoluto Ponte nelle Alpi per il quarto anno consecutivo. Belluno miglior capoluogo del Nord e al Sud trionfa Salerno. 1293 comuni (quasi 8 milioni di italiani) hanno raggiunto l\u2019eccellenza superando il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti ma le grandi citt\u00e0 stanno a guardare.<\/p>\r\n<p>L\u2019Italia verso \u2018Rifiuti free\u2019: sono 330 le realt\u00e0 che producono meno di 75 chilogrammi per abitante di rifiuto secco indifferenziato.<\/p>\r\n<p>Consegnati a Roma i premi della XX edizione di Comuni Ricicloni: sono 1.293 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16 per cento dei comuni d\u2019Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13 per cento della popolazione nazionale che oggi ricicla e differenzia i rifiuti alimentando l\u2019industria del riciclo e quindi la Green Economy.<\/p>\r\n<p>Comune vincitore assoluto \u00e8 Ponte nelle Alpi, 8.508 abitanti in provincia di Belluno, che per il quarto anno consecutivo raggiunge livelli di eccellenza; tra i capoluoghi del Nord vince proprio Belluno mentre per il Sud primeggia Salerno.<\/p>\r\n<p>Tra i comuni sopra i 10 mila abitanti si distinguono per il Nord, Zero Branco (TV), al Centro Serravalle Pistoiese (PT) e al Sud il Comune di Monte di Procida (NA) e per quelli con meno di 10 mila abitanti vincono Sant\u2019Orsola Terme (TV) per il Nord, Montelupone (MC) per il centro e per il Sud Casal Velino (SA).<\/p>\r\n<p>\u201cQuesta volta non si pu\u00f2 dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l&#8217;effetto della crisi economica che riduce i consumi, perch\u00e9 ci troviamo di fronte a scelte strutturali ormai stabilizzate \u2013 ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualit\u00e0 ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata. Con altrettanta chiarezza emergono oggi i punti dolenti su cui occorre concentrarsi: le grandi citt\u00e0 e quelle zone del paese, non tutte al Sud, dove ancora il peso delle discariche e i volumi della raccolta indifferenziata tengono l&#8217;Italia fuori dall&#8217;Europa. \u00c8 cambiata l&#8217;era \u2013 ha continuato Cogliati Dezza -. Oggi possiamo dire stop a nuovi termovalorizzatori e cominciare a far chiudere i pi\u00f9 vecchi, costruire nuovi impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l\u2019organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacit\u00e0 di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita\u201d.<\/p>\r\n<p>Le Regioni. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le Regioni con la pi\u00f9 alta concentrazione di Comuni Ricicloni. Seguono Marche, Lombardia e Piemonte e la Campania all\u2019ottavo posto, prima Regione del Sud.<\/p>\r\n<p>Dopo i Ricicloni i Comuni rifiuti free. Dal dossier Comuni Ricicloni 2013 emerge la novit\u00e0 di questa XX edizione: in Italia esistono realt\u00e0 che vanno oltre l\u2019eccellente risultato del 65% di raccolta differenziata e riciclata, arrivando quasi ad essere \u2018rifiuti free\u2019, ovvero comuni dove si \u00e8 riusciti a ridurre dell\u201990% circa la quantit\u00e0 di rifiuti da smaltire. Sono 330 in totale e in media ognuno ha prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato in un anno. Un caso su tutti, il comune di Empoli che nonostante i suoi 48 mila abitanti \u00e8 un comune \u201crifiuti free\u201d.<\/p>\r\n<p>Come si raggiunge questo risultato?<\/p>\r\n<p>Le ricette sono diverse, ma con alcune caratteristiche comuni: la raccolta \u201cporta a porta\u201d, la modalit\u00e0 di tariffazione del servizio (197 sono a tariffa puntuale, 29 normalizzata e 104 a tassa), la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche fiscali che applichino il principio del \u2018chi inquina paga\u2019 e premino il cittadino virtuoso con una riduzione della tassa sui rifiuti se separa bene i materiali da ci\u00f2 che non si pu\u00f2 riciclare; e ancora, incentivando la pratica del compostaggio domestico, promuovendo il consumo dell\u2019acqua del Sindaco riducendo le bottiglie di plastica, bandendo le stoviglie in plastica in favore di quelle riutilizzabili.<\/p>\r\n<p>Ed \u00e8 di questi giorni il lancio da parte di Legambiente della raccolta firme per la petizione popolare &#8220;Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare&#8221; nell&#8217;ambito della sua campagna &#8220;Italia rifiuti free\u201d affinch\u00e9 la tassazione a carico di famiglie e aziende sia equa e premii comportamenti virtuosi.<\/p>\r\n<p>Le grandi citt\u00e0 stanno a guardare? Solo sei citt\u00e0 capoluogo di provincia sono Riciclone (oltre il 65%), due al sud e quattro al nord. Appena il 5% del totale. Nessuna oltre i 200 mila abitanti. E gli altri 17,5 milioni di cittadini che risiedono negli altri 100 capoluoghi d\u2019Italia?<\/p>\r\n<p>La spaccatura non \u00e8 pi\u00f9 tra un\u2019Italia virtuosa nel Nord e una in ritardo nel Centro-Sud, ma tra comuni piccoli e virtuosissimi e localit\u00e0 immobili, a partire da tutte le maggiori citt\u00e0.<\/p>\r\n<p>Nei quartieri di Torino e di Milano con una moderna raccolta differenziata porta a porta, frazione umida compresa, siamo gi\u00e0 oggi al 50 \u2013 65% di differenziata. Roma non sa ancora scegliere tra raccolta porta\/porta spinta e avvio a riciclo o l\u2019ennesimo grande impianto di smaltimento.<\/p>\r\n<p>Milano ci fa di nuovo sperare: un nuovo piano per la re-introduzione della raccolta dello scarto umido \u00e8 in atto su met\u00e0 della citt\u00e0 e sta andando bene, oltre i pronostici di Comune e Amsa: l\u2019obiettivo del 50% di raccolta differenziata \u00e8 a portata di mano.<\/p>\r\n<p>A Torino si era partiti col piede giusto, i risultati erano arrivati, ma il piano che prevedeva la progressiva estensione del sistema secco-umido fino a completare l\u2019intero territorio \u00e8 fermo e in forte ritardo.<\/p>\r\n<p>Davvero un peccato per il capoluogo piemontese che, con il 42,5%, vanta ancora la percentuale di raccolta differenziata pi\u00f9 alta tra le grandi citt\u00e0. E\u2019 di questi giorni la notizia di una sperimentazione appena inaugurata a Genova che prevede la collocazione di \u201ccassonetti intelligenti\u201d con chiave personalizzata per le famiglie. In questo modo, secondo Amiu, si eviter\u00e0 il conferimento dei rifiuti ingombranti nei cassonetti. <br \/> A Napoli dopo l\u2019avvio sperimentale della raccolta in alcuni quartieri, non ci sono stati ulteriori progetti di sviluppo del porta a porta, mentre continuano i viaggi via mare dei rifiuti partenopei verso gli inceneritori del Nord Europa. A Palermo, nessuna buona nuova, con ripetute emergenze rifiuti per strada.<\/p>\r\n<p>\u201cL\u2019Italia \u00e8 oggi divisa \u2013 afferma Andrea Poggio, vice direttore generale di Legambiente -. C\u2019\u00e8 chi aspetta che qualcuno la tiri fuori dalla crisi e dall\u2019immobilismo, e chi si rimbocca le maniche, capisce dove va il mondo, e crea le condizioni per la \u201cterza rivoluzione\u201d industriale, quella in cui l\u2019organizzazione, il sapere e la tecnologia sostituiscono lo spreco di materiali e di energia. I cittadini \u201cricicloni\u201d, nei loro 1300 comuni, chi progetta riducendo lo spreco e chi ricicla producendo nuovi beni sono parte della green economy del futuro\u201d.<\/p>\r\n<p>Piccolo \u00e8 bello e l\u2019organizzazione consortile \u00e8 spesso il punto di forza<br \/> Dall\u2019indagine sui Comuni Ricicloni 2013 risulta che i cittadini virtuosi sono distribuiti equamente tra i piccoli comuni (al di sotto del 10 mila abitanti) e quelli pi\u00f9 grandi (oltre i 10 mila).\u00a0 Cambia per\u00f2 il loro numero: sono 1.076 i piccoli e 211 i pi\u00f9 grandi. Le esperienze migliori risultano essere per\u00f2, quelle consortili su scala territoriale pi\u00f9 ampia.<\/p>\r\n<p>La cartina d\u2019Italia di Comuni Ricicloni 2013 ci restituisce una distribuzione dei comuni virtuosi concentrati nel Triveneto e macchie compatte in Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Basilicata e Sardegna, proprio dove la gestione \u00e8 prevalentemente a carattere consortile.<\/p>\r\n<p>Consorzio Intercomunale Priula, Treviso 3, Treviso 1 e Padova 3 in Veneto, Fiemme Servizi e Asia Lavis in Trentino, Ambiente Servizi e Comunit\u00e0 Montana della Carnia in Friuli Venezia Giulia, Cem Ambiente e SCS Gestioni in Lombardia, Consorzio Chierese Servizi e Bacino Basso Novarese in Piemonte, Unione di Comuni dei Fenici in Sardegna, Cosmari nelle Marche, la Comunit\u00e0 Montana Alto Bradano in Basilicata e Publiambiente in Toscana solo per fare alcuni esempi.<\/p>\r\n<p>I cittadini serviti dai sistemi omogenei e collaudati garantiti da questi consorzi sono oltre 4,5 milioni, pi\u00f9 della met\u00e0 del totale dei cittadini ricicloni che sono invece 7,8 milioni. A testimoniare che insieme \u00e8 meglio e costa meno, che col porta a porta il materiale raccolto \u00e8 pi\u00f9 pulito e pu\u00f2 essere riciclato a un costo pi\u00f9 basso per alimentare quelle imprese che hanno scommesso su un\u2019economia verde.<\/p>\r\n<p>Italia a due velocit\u00e0. Anche se in questa ventennale edizione del concorso tutte le regioni (ad eccezione della Val d\u2019Aosta) possono vantare la presenza di Comuni premiati, nel complesso l\u201985% dei ricicloni si trova al Nord e il restante 15% \u00e8 equamente distribuito al centro Sud. Veneto sempre in testa con la percentuale pi\u00f9 alta di comuni ricicloni sul totale (65,40%); il Friuli Venezia Giulia incrementa i risultati\u00a0 passando dal 35%\u00a0 dello scorso anno al 55%.<\/p>\r\n<p>Incrementi del 5% circa anche in Basilicata e nelle Marche, ma su numeri di partenza decisamente inferiori.<\/p>\r\n<p>Nelle prime 100 posizioni della classifica dei piccoli comuni del Nord troviamo 52 veneti, 32 trentini, 12 friulani, 2 lombardi e 2 piemontesi. Il primo ad insinuarsi in questa classifica tutta Nord Est \u00e8 Medolago (BG) in 69esima posizione.<\/p>\r\n<p>La sorpresa arriva osservando le prime 100 posizioni della classifica assoluta dove a seguire la performance del triveneto che piazza 56 comuni del Veneto, 30 del Trentino Alto Adige e 9 del Friuli Venezia Giulia, troviamo un comune della Toscana, Serravalle Pistoiese (PT), in 65a posizione, e uno della Campania, Casal Velino (SA) nella posizione successiva.<\/p>\r\n<p>Notizie positive arrivano dalla Toscana, dove Publiambiente sta coinvolgendo i Comuni a cavallo tra le provincie di Pistoia, Pisa e Firenze, con risultati molto lodevoli, con Empoli (FI, 48mila abitanti), San Giuliano Terme (PI, 32mila) e Fucecchio (FI, oltre 23mila) tra le prime 11 posizioni nella classifica dedicata ai comuni over 10 mila del Centro. Quaranta sono invece i ricicloni marchigiani che riempiono la graduatoria dei piccoli comuni del Centro, tutti serviti dai consorzi Cosmari, Cir33 e Unione Roverasca. I piccoli comuni del Sud invece sono solo in Campania, fino alla 18a posizione, in provincia di Salerno ma anche di Napoli, Benevento e Avellino.<\/p>\r\n<p>I ricicloni del Sud sono di pi\u00f9 dei quelli del Centro. Sono infatti 105 i virtuosi del meridione contro gli 83 del Centro.<\/p>\r\n<p>Ma sono quasi solo in Campania (53) e Sardegna (20).<\/p>\r\n<p>La produzione media pro capite di rifiuti dei ricicloni rimane inalterata, confermando la flessione di circa il 4,5% rispetto alle percentuali del 2010, imputabile soprattutto ad una \u201cdecrescita infelice\u201d dei consumi, ma anche alle varie iniziative intraprese dai pi\u00f9 virtuosi.<\/p>\r\n<p>Al di l\u00e0 dei numeri, le storie. Salerno, Baronissi, Empoli, Milano, Torgiano, gli eco-campioni campani, Bellusco: nella sezione \u2018Storie di ordinaria buona gestione\u201d il dossier 2013 ha voluto raccontare piccole storie che meglio fanno comprendere il ruolo unico ed essenziale dei singoli cittadini, delle loro iniziative anche attraverso le attivit\u00e0 dei circoli di Legambiente, delle imprese e dei loro lavoratori, delle amministrazioni pubbliche.<\/p>\r\n<p>Comuni Ricicloni 2013 \u00e8 stato realizzato da Legambiente con il patrocinio del Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In collaborazione con Associazione nazionale Comuni Italiani, Assobioplastiche, Conai, FederAmbiente, Fise Assoambiente e Fise Unire, CiAl, Comieco, CoRePla, CoReVe, Ricrea, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Consorzio Italiano Compostatori e la rivista Rifiuti Oggi.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>(Fonte: Legambiente)<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><strong>Dossier<br \/><\/strong><a href=\"http:\/\/www.ricicloni.it\/assets\/files\/8a\/44\/comuni-ricloni-2013.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Comuni Ricicloni<br \/> ANNO 2013 <\/strong><\/a><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"testiCollegati\">\r\n<ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/\" target=\"_blank\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\/\" target=\"_blank\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\/\" target=\"_blank\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1293 comuni (quasi 8 milioni di italiani) hanno raggiunto l\u2019eccellenza superando il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti ma le grandi citt\u00e0 stanno a guardare. Vincitore assoluto Ponte nelle Alpi per il quarto anno consecutivo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1110","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1110"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1110\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}