{"id":178,"date":"2008-03-11T18:02:52","date_gmt":"2008-03-11T16:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/regione-toscana-terremoti-cosa-si-fa-per-prevenire-il-rischio-sismico\/"},"modified":"2008-03-11T18:02:52","modified_gmt":"2008-03-11T16:02:52","slug":"regione-toscana-terremoti-cosa-si-fa-per-prevenire-il-rischio-sismico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/regione-toscana-terremoti-cosa-si-fa-per-prevenire-il-rischio-sismico\/","title":{"rendered":"Regione Toscana &#8211; Terremoti: cosa si fa per prevenire il rischio sismico"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p><strong>90 i comuni toscani <\/strong> classificati in &#8220;zona 2&#8221;, cio&egrave; a media\r\nelevata pericolosit&agrave; sismica (fra questi, quelli a maggior rischio sono\r\n67, tutti nella fascia appennnica), ma &egrave; l&#8217;<strong>intero territorio toscano a essere dichiarato &#8220;sismico&#8221;, <\/strong> sia pure con 91 comuni inseriti nelle zone a &#8220;bassa&#8221; o a &#8220;bassissima&#8221;\r\nsismicit&agrave; mentre gli altri 106 comuni sono inseriti in zona intermedia.<\/p>\r\n<p>Il dato viene dalla relazione svolta questa mattina, alla VI Commissione del Consiglio Regionale, dall&#8217;assessore alla difesa del suolo. <br \/><br \/>Sono state ricordate le diverse tappe, dal terremoto dell&#8217;Irpinia (23 novembre 1980) in poi, legate alla classificazione sismica del territorio nazionale: nel <strong>1982 <\/strong>la Toscana pass&ograve; dai 50 comuni classificati sismici negli anni Trenta, a ben 182 con il 75% del territorio e l&#8217;80% circa della popolazione.<\/p>\r\n<p>Un ulteriore allargamento &egrave; arrivato nel <strong>2003 <\/strong>, in seguito al crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, mentre l&#8217;ultima classificazione sismica venne recepita, in Toscana, con <strong>delibera del giugno 2006 <\/strong>riguardando l&#8217;intero territorio.<br \/>Fu nel <strong>1997 <\/strong>, anche a seguito del terremoto che aveva interessato due anni prima la Lunigiana, che la Regione Toscana si dette una legge (la 57 del 30 luglio 1997) sulla prevenzione e riduzione del rischio sismico e con valore sperimentale per le due aree toscane pi&ugrave; a rischio: Lunigiana e Garfagnana. <br \/>Fino al 2005 quella legge ha stanziato circa 8 milioni di euro di cui ben 7,5 come contributi agli enti locali per finanziare a privati interventi di miglioramento sismico preventivo.<br \/><br \/>Dal <strong>2000 al 2006 <\/strong>la Regione Toscana, decidendo anche di concentrarsi solo sui comuni a maggio rischio sismico, ha elevato notevolmente il suo impegno su due direttrici principali: indagini conoscitive su centri urbani e su edifici pubblici strategici (scuole, ospedali, municipi); interventi preventivi per la riduzione del rischio in questo tipo di edifici pubblici. In totale sono stati <strong>investiti circa 74 milioni di euro <\/strong>, di cui 62,2 per la <strong>messa in sicurezza di edifici pubblici. <\/strong><br \/><br \/>Nel <strong>2007 <\/strong>il Consiglio Regionale ha <strong>introdotto le attivit&agrave; legate alla riduzione del rischio sismico nel DPEF <\/strong>e ci&ograve; potr&agrave; consentire &#8211; visto che il problema &egrave; comunque quello di risorse assolutamente insufficienti &#8211; di accedere in modo non marginale a risorse DOCUP, a risorse CIPE e ad altre risorse regionali su viabilit&agrave;, rischio idrogeologico e altro. <br \/><br \/>Sta comunque per essere predisposta, <strong>entro il 2008, una nuova legge regionale sulla prevenzione sismica. <\/strong><br \/><br \/>La relazione si sofferma, quindi, sui due programmi di &#8220;azione ambientale&#8221;: nel primo (2000-2003) l&#8217;8% delle risorse totali &#8211; per un importo di 3 milioni di euro sono state assegnate per azioni inerenti il rischio sismico; nel secondo (2004-206) le risorse assegnate a questo scopo hanno raggiunto i 3,3 milioni di euro.<br \/><br \/>Fra gli interventi giudicati pi&ugrave; strategici: l&#8217;aggiornamento degli elenchi riguardanti gli edifici pubblici pi&ugrave; a rischio (in complesso sono 1.700), la segnalazione agli enti locali delle situazioni maggiormente critiche (su circa 800 edifici a oggi esaminati ne sono stati segnalati circa 70 per i quali &egrave; stata decisa la chiusura), la valutazione degli effetti per i centri urbani pi&ugrave; significativi (circa 300 localit&agrave; compresi i capoluoghi dei 67 Comuni a pi&ugrave; elevato rischio sismico).<br \/><br \/>La relazione si sofferma poi sulle indagini realizzate &#8211; fin dal 1997 a cura della Regione &#8211; negli edifici per una valutazione circa la loro vulnerabilit&agrave;. &Egrave; emerso che 20 edifici pubblici della Lunigiana, di cui 15 scuole, costruiti nel ventennio 1955-1975 presentavano &#8220;uno stato di degrado strutturale del calcestruzzo tale, in alcuni casi, da prevederne la completa demolizione&#8221;. <br \/><br \/>Si &egrave; dunque provveduto, con i due citati Programmi Ambientali, ad attivare &#8211; con risorse specificamente stanziate &#8211; alcune importanti attivit&agrave;: un programma regionale per valutare la vulnerabilit&agrave; sismica degli edifici in cemento armato in scuole, ospedali, municipi (i Comuni sono stati finanziati con un contributo variabile dal 75 al 100% dei costi); un analogo programma per gli edifici in muratura; un programma di valutazione dedicato agli effetti dei terremoti sui terreni).<br \/><br \/>Questo complesso di attivit&agrave; &egrave; ancora in corso con percentuali di conclusione che vanno dal 40% del Mugello all&#8217;80% dell&#8217;Amiata. &Egrave; stata evidenziata &#8220;una carenza di sicurezza in edifici che sono stati progettati ed eseguiti, controllati e collaudati in aree classificate sismiche dal 1927. <br \/><br \/>Edifici realizzati prevalentemente (90%) dagli anni &#8217;50 al 1980&#8243;. Emerge molto spesso &#8220;la povert&agrave; dei materiali utilizzati&#8221; cos&igrave; come &#8220;si sono rilevati molti interventi successivi all&#8217;epoca di costruzione che hanno provocato un peggioramento sismico delle condizioni strutturali dell&#8217;edificio&#8221;.<br \/><br \/>In seguito al crollo della scuola di San Giuliano di Puglia sono, infine, arrivate due tipologie di competenze aggiuntive: alle Regioni &egrave; stato affidato il compito di definire un programma temporale di verifiche sismiche su edifici strategici e rilevanti (enti e privati devono procedere a tali verifiche preliminari entro il maggio 2008. Gli edifici interessati, in Toscana, sono circa 1700).<br \/><br \/>C&#8217;&egrave; poi da sottolineare l&#8217;importanza di una recente sentenza (la 182 del 5 maggio 2006) della Corte Costituzionale: le Regione non possono pi&ugrave; prevedere &#8220;forme semplificate&#8221; &#8211; in pratica i controlli a campione &#8211; di autorizzazione e di controllo per quanto riguarda le attivit&agrave; legate all&#8217;edilizia.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=257\">GUIDA ALLA NUOVA NORMATIVA ANTISISMICA <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=273\">BENI MONUMENTALI E TERREMOTO <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=237\">RECUPERO EDILIZIO E PREVENZIONE SISMICA <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=267\">MANUALE DEL RECUPERO STRUTTURALE E ANTISISMICO <\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>90 i comuni toscani classificati in &#8220;zona 2&#8221;, cio\u00e8 a media elevata pericolosit\u00e0 sismica (fra questi, quelli a maggior rischio sono 67, tutti nella fascia appenninica), ma \u00e8 l&#8217;intero territorio toscano a essere dichiarato &#8220;sismico&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[286,77,164],"class_list":{"0":"post-178","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog","7":"tag-leggi-regionali","8":"tag-regione-toscana","9":"tag-sismica"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=178"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}