{"id":180,"date":"2008-03-13T17:11:23","date_gmt":"2008-03-13T15:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/qualita-dellambiente-urbano-presentato-il-rapporto-apat\/"},"modified":"2008-03-13T17:11:23","modified_gmt":"2008-03-13T15:11:23","slug":"qualita-dellambiente-urbano-presentato-il-rapporto-apat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/qualita-dellambiente-urbano-presentato-il-rapporto-apat\/","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente urbano: presentato il rapporto APAT"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>&nbsp;<\/p>\r\n<p>Al 2006, la percentuale di verde pubblico a Cagliari &egrave; il 53% della superficie cittadina, mentre a Verona il 45,6% e a Palermo il 33,9%: valori molto bassi invece a Taranto, Foggia, Messina, Bari e Reggio Calabria. <br \/><br \/>Negli <strong>ultimi sette anni la disponibilit&agrave; per abitante &egrave; aumentata <\/strong>di 23 m2 a Napoli (da 5 a 28 m2 ), anche se Verona &egrave; la citt&agrave; che ne ha di pi&ugrave; in assoluto, con 363 m2 a persona, seguita da Cagliari con 282 m2. <br \/><br \/>Questi i <strong>dati principali sul verde pubblico che emergono dal IV Rapporto APAT sulla Qualit&agrave; dell&#8217;Ambiente Urbano<\/strong>, presentato nella sede romana dell&#8217;Agenzia, che ha dedicato uno specifico focus proprio alla natura in citt&agrave;, nella sua componente vegetale come in quella della biodiversit&agrave; animale; in quest&#8217;ultimo ambito, nel corso dell&#8217;incontro, sono state segnalate alcune &#8220;Buone pratiche dalle citt&agrave;&#8221;, esperienze virtuose gi&agrave; avviate a livello locale, come il censimento dello stato di salute degli alberi a Genova e l&#8217;integrazione della Rete Ecologica nel piano regolatore del Comune di Roma. <br \/><br \/>L&#8217;intento, <strong>fornire alle amministrazioni indicazioni utili per sviluppare politiche di tutela e valorizzazione delle risorse urbane<\/strong>, incoraggiando le buone pratiche e il loro scambio tra citt&agrave;.<br \/><br \/>Continua a <strong>crescere il numero dei veicoli anche se in modo non omogeneo. <\/strong><br \/>Dal 2000 al 2006, Milano registra un calo del 9%, mentre in molte citt&agrave; del sud cresce il numero di auto, in linea col trend nazionale: Taranto aumenta del 10,8% mentre Napoli fa eccezione, con una diminuzione del 6,0%. <br \/>Tra le 24 citt&agrave;, Roma, &egrave; quella con pi&ugrave; auto ogni mille abitanti anche se nell&#8217;ultimo anno scende a 699 veicoli (-4,5%); a Nord il record spetta a Modena, con 651 vetture e al sud il valore maggiore &egrave; quello di Catania (680). <br \/>Nello stesso periodo, nei comuni della provincia (ad eccezione del comune capoluogo) il numero di auto pro-capite mostra un aumento generalizzato, ad eccezione di una lieve flessione per Modena (-0,9%) e Bologna (-1,5%), cos&igrave; come, a livello comunale, aumenta il numero di motocicli (dal 25,4% a Brescia al 103,5% a Palermo) e quello dei veicoli commerciali leggeri, confermando il trend degli ultimi anni. <br \/>Aumenta il numero di auto a basse emissioni, con le Euro 4 che superano il 10% in tutte le citt&agrave;, con il valore pi&ugrave; alto a Roma (24,6%), dove in sei anni sono aumentate del 129%. <br \/>La quota di veicoli commerciali leggeri pi&ugrave; vecchi e inquinanti (pre-Euro) scende al di sotto del 20% in quasi tutte le citt&agrave; del centro nord (da 13,1% a Firenze a 22,5% a Trieste) mentre al sud oscilla ancora intorno al 30% (da 26,2% a Foggia a 32,4% a Napoli). <br \/>Sempre di pi&ugrave; anche le auto a gasolio, con percentuali sopra il 30% a Torino, Parma, Roma, Foggia, Bari e Taranto, come quelle di grossa cilindrata, che a Milano sono ormai l&#8217;11% del totale e a Brescia il 10,5%. <br \/><br \/>In quest&#8217;ottica diventa <strong>sempre pi&ugrave; importante proseguire con il risanamento della qualit&agrave; dell&#8217;aria, <\/strong>per il quale sono stati presentati <strong>piani appositi in 11 delle 13 regioni dove ricadono le 24 citt&agrave;<\/strong>; interventi centrati soprattutto sui &#8220;trasporti&#8221;, visto che nel 2005 i valori limite degli inquinanti sono stati superati in quasi tutte le aree urbane.<br \/>Infatti, i dati sulle emissioni di PM10 dimostrano che il &#8220;trasporto su strada&#8221; &egrave; il principale fattore di inquinamento in 19 delle 24 citt&agrave; considerate. In 11 citt&agrave; il suo apporto supera il 50% del totale e a Roma, Torino e Messina &egrave; superiore al 60%. Anche per quanto riguarda gli ossidi di azoto (uno dei precursori di quella parte di PM10 che si forma in atmosfera), in 18 citt&agrave; la met&agrave; o pi&ugrave; delle emissioni sono dovute al traffico, con eccezioni a Venezia e Taranto, dove l&#8217;industria fa la parte del leone, rispettivamente con il 74% e il 91%. Stesso discorso per monossido di carbonio e benzene, mentre gli ossidi di zolfo (altro precursore del PM10) arrivano soprattutto dall&#8217;industria, anche se a Napoli (63%), Cagliari e Palermo (entrambe 77%), la gran parte delle emissioni arriva dai porti.<br \/><br \/>Le <strong>emissioni totali di PM10 diminuiscono in tutte le citt&agrave; rispetto al 2000<\/strong>, dal &#8211; 4% di Taranto al &#8211; 67% di Brescia. <br \/>In particolare, il contributo del settore &#8220;trasporti su strada&#8221;, pur rimanendo la principale fonte di emissioni nella maggior parte delle citt&agrave;, ha registrato decrementi significativi: dal 29% di Prato all&#8217;82% di Brescia. <br \/>Andamento analogo per ossidi di azoto ed ossidi di zolfo: nelle stime 2005 si riscontra una riduzione delle emissioni da &#8220;trasporto su strada&#8221;, per tutte le citt&agrave; considerate, superiore al 44% per gli ossidi di azoto e superiore all&#8217;82% per gli ossidi di zolfo. <br \/>Anche le stime delle emissioni 2005 di monossido di carbonio, benzene e ammoniaca derivanti dai trasporti, risultano inferiori a quelle relative all&#8217;anno base 2000. <br \/><br \/>Nelle <strong>grandi citt&agrave;, tra 2002 e 2006 la produzione di rifiuti &egrave; cresciuta del 5,1%<\/strong>, molto meno che nel resto del paese, che ha avuto nello stesso periodo una media nazionale dell&#8217;8,9%. <br \/>Un minor incremento che sembra dipendere dalla diminuzione della loro popolazione, visto che a livello pro capite nel 2006 hanno prodotto 622 Kg per abitante, 72 in pi&ugrave; rispetto alla media nazionale: la raccolta differenziata vede come migliore performance quella di Padova, che nel 2006 ha raggiunto il 39%, seguita da Torino col 36,7%, Brescia col 35,8% e Prato col 35,3%; restano sotto il 10% citt&agrave; come Cagliari, Napoli, Catania e Messina.<br \/><br \/>La produzione di rifiuti di diversi centri urbani &egrave; inevitabilmente influenzata dagli afflussi turistici, con 25 milioni di persone che nel 2006 hanno visitato le principali citt&agrave; del Belpaese: infatti, anche il numero di alberghi &egrave; cresciuto notevolmente, con Catania che negli ultimi anni ha visto un aumento del 41,9% e Prato del 23,1%, mentre sono in flessione Bari (-7,9%) e Reggio Calabria (-5,6%).<br \/><br \/>In <strong>diminuzione il consumo d&#8217;acqua per uso domestico nelle citt&agrave;, <\/strong>sceso dai 75,3 m3 del 2000 ai 69,4 del 2006, anche se rispetto al 2005 &egrave; rimasto pressoch&eacute; invariato. <br \/><br \/>Le citt&agrave; che hanno consumato di pi&ugrave; sono Torino, con 88,8 m3 per abitante, Brescia, con 84,4 e Roma, con 83,4 m3 ; tra quelle che hanno consumato di meno, invece, le &#8220;migliori&#8221; sono Livorno, con 47,4 m3 per abitante, Foggia con 48,7 e Prato con 50,3 m3 .<br \/><br \/>Nelle 24 citt&agrave; analizzate, nel 2006 il consumo pro capite di gas metano per uso domestico e riscaldamento registra in media un aumento percentuale del 6,7% rispetto al 2000. <br \/><br \/>Le citt&agrave; in cui risulta pi&ugrave; evidente sono Palermo (+40,3%, con un consumo pro capite nel 2006 di 84,8 m3), Catania (34,9%, con un consumo pro capite nel 2006 di 67,6 m3), Genova (25,5% con un consumo pro capite nel 2006 di 570,4 m3) e Bari (24,5% con un consumo pro capite nel 2006 di 245,1 m3). Una riduzione invece si evidenzia nella citt&agrave; di Milano (consumo pro capite nel 2006 di 402,1 m3), dove &egrave; calato del 22,1%, a seguire Brescia (-20,5% con un consumo pro capite nel 2006 di 298,4 m3) e Cagliari (-11,9% con un consumo pro capite nel 2006 di 67,6 m3). <br \/><br \/>Per l&#8217;anno 2006 la citt&agrave; che invece riporta il <strong>consumo di energia elettrica per uso domestico <\/strong>pro capite pi&ugrave; basso &egrave; Foggia, con 843,65 kWh per abitante, mentre le citt&agrave; pi&ugrave; energivore risultano Cagliari, che ha avuto un consumo di 1559,5 kWh per abitante e a seguire Roma, con 1503,2 kWh per abitante. L&#8217;ambiente urbano prevede anche tanti luoghi dannosi sia dal punto di vista ambientale che da quello della nostra salute; gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR) sono diminuiti in quasi tutte le grandi citt&agrave;, esclusa Brescia. Riduzioni importanti, rispetto al 2001, a Modena, dove sono calati del 75%, a Milano del 66% e a Torino del 50%; va tenuto per&ograve; presente che tali variazioni sono influenzate anche dall&#8217;evoluzione della normativa nel periodo considerato, che ha modificato la classificazione per gli stabilimenti a rischio.<br \/><br \/><strong>Generalmente pulito il mare delle principali citt&agrave; italiane e delle loro province<\/strong>, con il 91,3% delle acque costiere risultate idonee alla balneazione. <br \/>Dagli esami effettuati tra 2006 e 2007 in 63 punti della costa intorno alle aree urbane, la situazione appare critica a Roma e a Manfredonia (Foggia), mentre il mare &egrave; di qualit&agrave; media a Genova, Livorno, Napoli e Bari. Alto o medio alto, invece, il livello riscontrato a Trieste, Venezia, Cagliari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Catania.<br \/><br \/>La <strong>tutela della salute dei cittadini passa anche per i controlli e le regole relative all&#8217;installazione di impianti che generano campi elettromagnetici<\/strong> (specie quelli per la telefonia mobile); 12 delle 24 citt&agrave; di cui &egrave; stata fornita l&#8217;informazione hanno un regolamento in materia e nel 2006 sono stati effettuati 5700 controlli su impianti radiotelevisivi e stazioni radio base; l&#8217;80% delle 24 citt&agrave; di cui si dispone dell&#8217;informazione non ha superato i limiti di emissioni previsti dalla legge. <br \/><br \/><strong>Insufficienti gli adempimenti riguardanti l&#8217; inquinamento acustico, <\/strong>con la classificazione acustica prevista dalla legge finora effettuata solo in 14 citt&agrave;, mentre sei citt&agrave; hanno approvato il Piano di risanamento e solo cinque hanno predisposto una relazione biennale sullo stato acustico: si tratta di Padova, Milano, Bologna, Firenze e Livorno.<br \/><br \/>La <strong>qualit&agrave; dell&#8217;ambiente nelle citt&agrave; dipende anche dal loro affollamento<\/strong> e dallo spazio disponibile per le persone: i dati sull&#8217;inquinamento indoor confermano che al centro-nord, escluse Milano e Torino, sono a disposizione del singolo cittadino 1,6 stanze e che la presenza di condizionatori nelle case &egrave; salita dal 17% del 2003 al 23% del 2006.<br \/><br \/><br \/><strong>Tabelle <\/strong><br \/><em><a href=\"http:\/\/www.build.it\/allegati_news\/2008_03_13_APAT2007.pdf\">Vedi <\/a>(in formato .pdf) <\/em><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=311\">CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICIEdilizia sostenibile &#8211; Efficienza energetica &#8211; Indirizzi generali delle linee guida <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=289\">NORMATIVA SUL FOTOVOLTAICO e sulle fonti energetiche rinnovabili <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=77\">NORMATIVA IMPIANTI <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=49\">PREZZARIO DI IMPIANTI ELETTRICI <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/prezzario.asp?prezzari=48\">PREZZARIO DI IMPIANTI TECNOLOGICI <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=258\">IL VENTO &#8211; Climatizzazione naturale degli edifici e impianti a energia pulita <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=263\">ARIA CALORE LUCE &#8211; Il comfort ambientale negli edifici <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=330\">EFFICIENZA ENERGETICA NELLA PROGETTAZIONE &#8211; Energie rinnovabili, Bioclimatica, Nuove tecnologie, Normativa <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=321\">GUIDA ALLA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA <\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il verde pubblico (escluso quindi quello di propriet\u00e0 privata) mostra un incremento in tutte le 24 citt\u00e0 italiane sopra i 150mila abitanti, con l&#8217;eccezione di Messina: Napoli ottiene i risultati migliori, con una crescita del 19,5% tra 2000 e 2006, seguit<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[173,91,288,39,104,289,274],"class_list":{"0":"post-180","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog","7":"tag-acqua","8":"tag-ambiente","9":"tag-apat","10":"tag-energia","11":"tag-inquinamento","12":"tag-salute-pubblica","13":"tag-verde-pubblico"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}