{"id":418,"date":"2009-04-10T12:24:37","date_gmt":"2009-04-10T10:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/presto-obbligatorie-le-nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni\/"},"modified":"2009-04-10T12:24:37","modified_gmt":"2009-04-10T10:24:37","slug":"presto-obbligatorie-le-nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/presto-obbligatorie-le-nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni\/","title":{"rendered":"Presto obbligatorie le nuove norme tecniche per le costruzioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>La VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato nella seduta dell&#8217;8 aprile u.s. una risoluzione sull&#8217;entrata in vigore delle <strong>nuove norme tecniche per le costruzioni.<\/strong><\/p>\r\n<p>Ricordiamo che con<strong> decreto ministeriale 14 gennaio 2008 sono state approvate le nuove norme tecniche per le costruzioni<\/strong>, un testo normativo che raccoglie in forma unitaria le norme che disciplinano la progettazione, l&#8217;esecuzione ed il collaudo delle costruzioni al fine di garantire particolari livelli di sicurezza a tutela della pubblica incolumit&agrave;.<\/p>\r\n<p>Tali norme rappresentano la pi&ugrave; avanzata espressione normativa secondo un&#8217;impostazione coerente con gli eurocodici. <br \/>Il <strong>comma 1-septies dell&#8217;art. 29 del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207<\/strong> ha previsto che le previsioni delle norme tecniche di costruzioni degli edifici pubblici e privati, la cui entrata in vigore era prevista per il 30 giugno 2009, fossero ulteriormente prorogate al 30 giugno 2010.<\/p>\r\n<p>La proroga era stata ritenuta opportuna in quanto ancora non era stata resa disponibile la circolare contenente le istruzioni applicative delle citate nuove norme tecniche per le costruzioni e quindi il decreto ministeriale 14 gennaio 2008, in <strong>assenza di una circolare esplicativa, recasse norme di difficile attuazione. <\/strong><\/p>\r\n<p><strong>Oggi, per&ograve;, lo slittamento dei termini di entrata in vigore <\/strong>delle nuove norme tecniche per le costruzioni di un ulteriore anno <strong>parrebbe tuttavia avere, come conseguenza<\/strong>, l&#8217;aumento della disomogeneit&agrave; delle condizioni di sicurezza garantite dalle opere, oltre a prolungare una situazione di diversificazione dei requisiti che i prodotti da costruzione debbono soddisfare.<\/p>\r\n<p><strong>Tale slittamento determinerebbe, inoltre, disagi ed incertezze nei soggetti coinvolti. <\/strong><br \/><br \/>Inoltre, a <strong>seguito alla pubblicazione<\/strong> sul supplemento ordinario n. 27 alla Gazzetta Ufficiale n. 47del 26 febbraio 2009 della <a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1570&amp;Itemid=2\"><strong>Circolare del Consiglio dei Lavori pubblici 2 febbraio 2009 n. 617 C.S.LL.PP<\/strong><\/a><strong>.<\/strong>&nbsp; contenente le <em>&#8220;Istruzioni per l&#8217;applicazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008<\/em>&#8220;,&nbsp; esplicativa delle nuove norme tecniche per le costruzioni, &egrave;<strong> venuta meno la motivazione che aveva determinato la protrazione del periodo transitorio per l&#8217;entrata in vigore delle norm<\/strong>e del citato decreto ministeriale 14 gennaio 2008.<\/p>\r\n<p>Il testo della circolare esplicativa, pur essendo articolato e corposo, <strong>non travalica i compiti ed i limiti propri di una circolare<\/strong> e, quindi, non modifica argomenti trattati dalle nuove norme tecniche n&eacute; aggiunge nuovi argomenti se non per informazioni, chiarimenti ed istruzioni applicative.<\/p>\r\n<p>Con tali istruzioni si &egrave; inteso fornire agli operatori indicazioni, elementi informativi ed integrazioni per una pi&ugrave; agevole ed univoca interpretazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni.<\/p>\r\n<p>La commissione Ambiente comunica, infine, che il <strong>governo intende inserire nel decreto legge che sar&agrave; approvato in merito al &#8220;piano casa&#8221; una disposizione che anticipi l&#8217;attuazione delle norme tecniche in questione. <\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div><strong>RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE <\/strong><br \/><strong>La VIII Commissione<\/strong><br \/><\/div>\r\n<p align=\"center\">premesso che:<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; il <strong>comma 1-septies dell&#8217;articolo 29 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207<\/strong>, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, dispone l&#8217;<strong>ulteriore proroga dal 30 giugno 2009 al 30 giugno 2010<\/strong> delle disposizioni transitorie in materia di norme tecniche per le costruzioni, di cui al comma 2-bis dell&#8217;articolo 5 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; appare rilevante ricordare che la richiamata disciplina &egrave; stata adottata al fine di &#8220;assicurare uniformi livelli di sicurezza&#8221; nella progettazione di edifici e opere;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; nonostante la nota e scientificamente provata criticit&agrave; del nostro territorio rispetto al rischio sismico, causa di diverse situazioni di crisi e di vera e propria emergenza, dall&#8217;anno 2004, tale previsione &egrave; stata oggetto di molteplici rinvii, in un contesto di diffusa difficolt&agrave; anche nell&#8217;assicurare l&#8217;ordinaria manutenzione degli edifici adibiti a servizi primari come la scuola e la salute;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; in realt&agrave;, &egrave; addirittura<strong> dal 2003 che il settore delle norme tecniche italiane<\/strong>, in particolare per quanto riguarda le norme sismiche, &egrave;, di fatto,<strong> in regime di prorogatio<\/strong> e ci&ograve; determina uno stato di grave disagio ed incertezza fra i progettisti, gli operatori dell&#8217;industria delle costruzioni e delle amministrazioni pubbliche. Si pensi che allo stato attuale &egrave; <strong>possibile applicare tre corpi normativi diversi che determinano livelli di sicurezza molto differenziati<\/strong> e standard industriali non coerenti tra loro. Inoltre<strong> i continui rinvii<\/strong>, se inizialmente giustificati, oggi <strong>fanno temere che le nuove norme di aggiornamento non entreranno mai in vigore<\/strong>, elemento che, peraltro, rappresenta anche un fattore di condizionamento nel contesto europeo, dove vigono eurocodici strutturali, ben pi&ugrave; avanzati rispetto al quadro normativo che si viene a mantenere con la proroga;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; dal <strong>2003 in Italia le norme sulla edilizia in zone sismiche <\/strong>hanno permesso di superare il vincolismo della precettivit&agrave;, facendo affidamento nelle garanzie prestazionali che devono essere assicurate dal progettista. Allo scopo, l&#8217;<strong>ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 marzo 2003, n. 3274<\/strong>, recante primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica, ha rappresentato la prima importante novit&agrave; nel panorama della normativa in tema di prevenzione antisismica; <br \/>tale normativa &egrave; stata adottata dopo il terremoto che colp&igrave; i territori al confine fra il Molise e la Puglia il 31 ottobre 2002, durante il quale croll&ograve; la scuola elementare &#8220;Jovine&#8221; del comune di San Giuliano di Puglia, provocando la morte di 27 bambini e di una maestra. Anche la precedente classificazione sismica nazionale, peraltro, era stata varata poco dopo un terremoto, quello del 1980 in Irpinia. L&#8217;ordinanza 3274\/2003 fu, pertanto, predisposta dalla Protezione civile in tempi molto ristretti proprio per fornire una risposta immediata alla necessit&agrave; di aggiornamento di due importanti strumenti normativi per la riduzione del rischio sismico;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; nelle premesse all&#8217;ordinanza, si specifica che essa<strong> rappresenta una prima e transitoria disciplina della materia<\/strong>, motivata dalla volont&agrave; di recuperare rapidamente un divario che negli ultimi due decenni si era creato tra il livello delle conoscenze scientifiche e tecniche e quello normativo, in attesa di una disciplina organica della materia. Un&#8217;esigenza, nata, come rilevato, all&#8217;indomani del sisma in Molise e Puglia in una zona, tra l&#8217;altro, non ancora classificata come sismica (pur essendo nota come tale, come risulta dalle proposte di riclassificazione sismica del territorio nazionale gi&agrave; predisposte nel 1998 e da circolari del Ministero degli interni). Da qui la natura urgente del provvedimento, redatto da un gruppo di lavoro di esperti che in appena quaranta giorni ha predisposto i quattro allegati tecnici dell&#8217;ordinanza sulla base degli articoli 2, comma 1 e 5, comma 2, della legge n. 225 del 1992 che conferisce al Dipartimento della protezione civile poteri straordinari per fronteggiare determinate situazioni di emergenza;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; successivamente, con il <strong>decreto ministeriale 14 settembre 2005 <\/strong>sono state riformate definitivamente le norme tecniche per le costruzioni in zona sismica, allo scopo di riunire in un testo unico la disciplina tecnica relativa alla progettazione ed all&#8217;esecuzione delle costruzioni e di realizzarne nel contempo l&#8217;omogeneizzazione e la razionalizzazione;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; da ultimo, con il <strong>decreto del Ministro delle infrastrutture 14 gennaio 2008<\/strong> &egrave; stato approvato il testo aggiornato delle norme tecniche per le costruzioni, di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ed alla legge 27 luglio 2004, n. 186, di conversione del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136 e contestualmente sono state sostituite quelle approvate con il decreto ministeriale 14 settembre 2005;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; le <strong>nuove norme tecniche in materia di costruzioni rappresentano<\/strong>, pertanto, la messa a punto, per la prima volta nella legislazione nazionale, di una normativa complessa e completa in materia di costruzioni relativa alla progettazione strutturale degli edifici ed alle principali opere di ingegneria civile, alle caratteristiche dei materiali e dei prodotti utilizzati. Essa costituisce, inoltre, un <strong>aggiornamento del quadro normativo nazionale in materia strutturale<\/strong>, basato essenzialmente sulle leggi fondamentali n. 1086 del 1971, recante norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica, e 2 febbraio 1974, n. 64, relativa a provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche e relative norme di attuazione; <br \/><br \/>&mdash;&nbsp; il <strong>decreto 14 gennaio 2008<\/strong>, al pari di quello del 14 settembre 2005, ha la finalit&agrave; di riunire la normativa tecnica relativa alle costruzioni civili al fine di fornire un corpus normativo quanto pi&ugrave; possibile coerente,<strong> ispirato al criterio &#8220;prestazionale&#8221; piuttosto che &#8220;prescrittivo&#8221;<\/strong> e di semplificazione legislativa, cercando di individuare con chiarezza i livelli di sicurezza delle costruzioni ed il loro comportamento a seguito di sollecitazione esterna;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp;&nbsp; l&#8217;aver privilegiato, con le nuove &#8220;norme tecniche per le costruzioni&#8221;, la normativa a indirizzo &#8220;prestazionale&#8221;, marginalizzando invece quella di tipo &#8220;prescrittivo&#8221;, significa che, se finora il progettista riteneva di poter garantire la sicurezza delle costruzioni seguendo rigide regole preordinate a tal fine, d&#8217;ora in avanti sar&agrave; egli stesso che potr&agrave; decidere quali procedimenti di calcolo e verifica e quali modelli adottare per garantire il livello di sicurezza dell&#8217;opera da realizzare richiesto dalle norme in relazione alla sua vita nominale e alla sua destinazione d&#8217;uso;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; l&#8217;<strong>unico motivo che poteva giustificare un&#8217;ulteriore proroga<\/strong>, ossia la <strong>mancanza della circolare esplicativa<\/strong> delle norme tecniche contenute nel decreto ministeriale del 14 gennaio 2008, non ha pi&ugrave; ragione d&#8217;essere, poich&eacute; il <strong>26 febbraio 2009 &egrave; stata pubblicata la circolare 2 febbraio 2009, n. 617<\/strong>, istruzioni per l&#8217;applicazione delle &#8220;nuove norme tecniche per le costruzioni&#8221; di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2009 &#8211; suppl. ordinario n. 27). Qualificati e prestigiosi organismi associativi afferenti al settore dell&#8217;edilizia hanno fermamente espresso, al Parlamento ed al Ministro, la loro contrariet&agrave; alla proroga che permette la coesistenza fino al 30 giugno 2010 delle norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008 con la normativa previgente;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; tali segnalazioni evidenziano come tale proroga comporti un grave rallentamento del processo di crescita qualitativa del sistema italiano delle costruzioni, una forte penalizzazione dei segmenti produttivi pi&ugrave; qualificati rispetto a quelli che lo sono meno o che sono arretrati, un sensibile aggravamento del settore del calcestruzzo fondamentale per l&#8217;economia del Paese. Inoltre, tra le criticit&agrave; che comporta la predetta proroga, si evidenzia altres&igrave; l&#8217;aumento ingiustificato dello stato di confusione e di incertezza gi&agrave; creatasi per via delle lungaggini della procedura di approvazione della nuova normativa antisismica risalente al 2003, l&#8217;influenza negativa su tutto il settore delle costruzioni, la contraddizione circa la domanda di sicurezza auspicata negli ultimi anni soprattutto nel campo dell&#8217;edilizia scolastica in quanto tale spostamento di termine causa difficolt&agrave; nel ricercare la corretta applicazione in sede di verifica preventiva, collaudo e verifica delle responsabilit&agrave; in caso di incidenti;<\/p>\r\n<p>&mdash;&nbsp; anche alla luce dell&#8217;evento sismico del 7 aprile, tuttora in atto, che ha colpito drammaticamente la citt&agrave; dell&#8217;Aquila e, pi&ugrave; in generale, la regione Abruzzo, e al fine di evitare il ripetersi di ulteriori sciagure causate dagli eventi sismici, si rende <strong>indispensabile far divenire obbligatorie per tutte le costruzioni le disposizioni dettate dal decreto ministeriale 14 gennaio 2008<\/strong>, impegna il Governo:<\/p>\r\n<blockquote>&bull; ad intraprendere le occorrenti e pi&ugrave; celeri iniziative normative atte a<strong> rendere nel pi&ugrave; breve tempo possibile obbligatoria l&#8217;applicazione del decreto ministeriale 14 gennaio 2008<\/strong>, allo scopo abrogando la proroga che ne sposta l&#8217;attuazione al 30 giugno 2010 e, se del caso, prevedendo ad apportare le opportune correzioni allo stesso decreto 14 gennaio 2008; <br \/><\/blockquote>\r\n<blockquote>&bull; a prevedere<strong> indirizzi e modalit&agrave; per la verifica, il controllo<\/strong> e l&#8217;applicazione delle relative sanzioni in ordine all&#8217;osservanza delle norme per le costruzioni nelle fasi esecutive di realizzazione delle opere; <br \/>a stabilire che in sede di collaudo sia verificata e accertata la rispondenza dell&#8217;opera alle specifiche tecniche progettuali; <br \/><\/blockquote>\r\n<blockquote>&bull; in subordine, a prevedere, anche in considerazione delle peculiari caratteristiche del nostro territorio, l&#8217;<strong>adozione di criteri tecnici che garantiscano nella progettazione di edifici pubblici e privati<\/strong> e delle opere infrastrutturali il rispetto dei pi&ugrave; elevati livelli di sicurezza sismica e statica, quali quelli assicurati dalle norme contenute nel decreto ministeriale 14 gennaio 2008; <br \/><\/blockquote>\r\n<blockquote>&bull; a tal fine, a <strong>richiedere che gli eventuali progetti di opere sviluppati<\/strong> utilizzando norme tecniche in regime di prorogatio siano integrati da una relazione tecnica che dimostri il raggiungimento di un livello di sicurezza pari a quello ottenibile con le norme tecniche contenute nel summenzionato decreto ministeriale 14 gennaio 2008 e che tale relazione possa essere richiesta dal Consiglio superiore dei lavori Pubblici per l&#8217;approvazione dei progetti.<\/blockquote>\r\n<p>(8 aprile 2009)<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=392\" target=\"_blank\">LA NUOVA CIRCOLARE PER LE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZONICircolare Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici 2 Febbraio 2009 n. 617 <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=341\" target=\"_blank\">NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI DM 14 gennaio 2008Le NUOVE Norme Tecniche per le Costruzioni: i nuovi principi e le indicazioni per progettare, eseguire e collaudare il prodotto costruito in termini di:- criteri generali di sicurezza- azioni da utilizzare nel progetto- caratteristiche dei materiali e dei prodotti- aspetti specifici della sicurezza strutturale delle opere.Il Sommario:- Sicurezza, prestazioni attese- Azioni sulle costruzioni: &#8211; opere civili e industriali: sismica, vento neve, temperatura- Costruzioni civili e industriali:- costruzioni di calcestruzzo, acciaio, composte acciaio-calcestruzzo, legno, muratura, altri materiali- Ponti: stradali, ferroviari- Progettazione geotecnica- Progettazione per azioni sismiche- Costruzioni esistenti: classificazione degli interventi, procedure per la valutazione della sicurezza e la redazione dei progetti, materiali, valutazione e progettazione in presenza di azioni sismiche- Collaudo statico: prescrizioni generali e prove di carico- Redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo- Materiali e prodotti per uso strutturaleIl CD Rom allegato al volume contiene:- allegato A Pericolosit&agrave; Sismica- allegato B Tabelle dei parametri che definiscono le azioni sismiche- Legislazione di di riferimento dal 1971 ad oggi<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=257\" target=\"_blank\">GUIDA ALLA NUOVA NORMATIVA ANTISISMICASeconda edizione aggiornata con Ordinanza PCM n. 3519\/2006 e Indicazioni per costruire in zona sismica <\/a><\/li>ContenutiIntroduzione esplicativaIl testo coordinato e aggiornato dell&#8217;Ordinanza PCM 3 maggio 2005 n. 3431 &#8220;Ulteriori modifiche ed integrazioni &#8211; TUTTE LE MODIFICHE SONO INTEGRATE NEL TESTO E CHIARAMENTE EVIDENZIATE -all&#8217;Ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3274 del 20 marzo 2003Ordinanza PCM n. 3519 del 28 aprile 2006 <em>&#8220;Criteri generali per l&#8217;individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l&#8217;aggiornamento degli elenchi delle medesime zone<\/em>&#8220;DGP Trento n. 1242 del 16 giugno 2006 Approvazione della direttiva recante <em>&#8220;Indicazioni in materia di normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica&#8221;.<\/em>La classificazione sismica del territorio nazionale \r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato nella seduta dell&#8217;8 aprile u.s. una risoluzione sull&#8217;entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni. 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