{"id":457,"date":"2009-06-18T20:31:48","date_gmt":"2009-06-18T18:31:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-approvato-il-nuovo-piano-di-governo-del-territorio\/"},"modified":"2009-06-18T20:31:48","modified_gmt":"2009-06-18T18:31:48","slug":"toscana-approvato-il-nuovo-piano-di-governo-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-approvato-il-nuovo-piano-di-governo-del-territorio\/","title":{"rendered":"Toscana &#8211; Approvato il nuovo piano di governo del territorio"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>Il paesaggio toscano viene affidato a un nuovo strumento di governo del territorio che permetter&agrave; di tutelarlo con il necessario rigore, ma anche di valorizzarlo e innovarlo perch&eacute; possa continuare sempre a rispecchiare l&#8217;identit&agrave; della gente che nei secoli ha contribuito a realizzarlo e a trasformarlo.<\/p>\r\n<p><br \/>Il <strong>piano individua e descrive ben 38 sistemi territoriali<\/strong> ciascuno dei quali ha caratteristiche storiche, culturali, sociali irripetibili: a questi sistemi, alle loro caratteristiche storiche, culturali, naturali, estetiche dovranno conformarsi i piani comunali: il tutto nella consapevolezza che il paesaggio &egrave; espressione di una costante interazione dell&#8217;ambiente con l&#8217;uomo; il piano sar&agrave; dunque uno strumento aperto che dovr&agrave; registrare e accompagnare in maniera dinamica una societ&agrave; che cambia e cambiando modifica anche il suo paesaggio. <br \/><br \/>Su questa base il <strong>piano paesaggistico &egrave; parte integrante del Pit<\/strong> (il piano di indirizzo territoriale) e indica alle amministrazioni e ai cittadini quali tipi di azioni saranno possibili all&#8217;interno di un determinato sistema territoriale ma anche offrendo strumenti urbanistici volti a migliorare e qualificare il paesaggio. <br \/><br \/>Il <strong>piano indicher&agrave; ci&ograve; che non si potr&agrave; fare, per non intaccare le qualit&agrave; di un determinato sistema paesaggistico<\/strong>, ma operer&agrave; anche e molto in positivo, aiutando la realizzazione di interventi migliorativi, ben inseriti nel contesto storico e naturale. Oltre a permettere il mantenimento dinamico di un grande patrimonio collettivo il piano consentir&agrave; anche un notevole guadagno in termini di efficienza: il piano, infatti, inserendosi all&#8217;apice degli strumenti di governo del territorio si muover&agrave; a monte dei piani comunali, consentendo di eliminare a valle una quantit&agrave; impressionante di piccoli atti autorizzativi (molti di questi da richiedere alle Soprintendenze), con guadagni evidenti in termini di efficienza e di tempo. Secondo una stima lo snellimento procedurale produrr&agrave; una diminuzione annua di almeno 20mila atti consentendo di concentrarsi sugli interventi che incidono effettivamente sul paesaggio. <br \/><br \/>La tappa in Consiglio&nbsp; regionale, con l&#8217;approvazione del piano, &egrave; stata l&#8217;epilogo di un complesso e partecipato cammino di formazione cui hanno partecipato amministrazioni, esperti, cittadini; ognuno ha concorso a vario titolo al varo di uno strumento di governo del territorio che per la prima volta interviene in maniera sistematica sul &#8216;bene paesaggio, un bene di inestimabile valore per la nostra regione. Non a caso i principi cardine su cui si basa il Piano sono quelli della Convenzione europea del paesaggio sottoscritta a Firenze nel 2000 da 26 Paesi europei: secondo quel trattato il paesaggio non deve essere concepito come un elemento naturale immutabile, ma un bene dinamico, relazionato all&#8217;azione dell&#8217;uomo, un bene quindi che &egrave; frutto della percezione della popolazione e della sua esperienza sociale e culturale.<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p align=\"center\"><br \/><br \/><br \/><strong>VADEMECUM&nbsp;sul nuovo strumento di governo del territorio <\/strong><br \/><br \/><strong>Come funzioner&agrave; il nuovo piano paesaggistico<\/strong><br \/><br \/>Gli obiettivi, i contenuti, le modalit&agrave; di attuazione del piano <br \/><br \/><strong>Che cos&#8217;&egrave; il piano paesaggistico<\/strong><br \/><br \/>E&#8217; uno strumento di governo del territorio che operer&agrave; nell&#8217;ambito del Piano di indirizzo territoriale (Pit) disciplinando la normativa paesaggistica per tutto il territorio.<br \/><br \/>Il piano prende le mosse da un&#8217;Intesa firmata nel febbraio 2007 tra il Ministero dei beni culturali e la Regione, che ho sottoscritto l&#8217;impegno di definirlo in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio e sulla base dei principi previsti dalla Convenzione europea del paesaggio. <br \/><br \/><strong>Come &egrave; stato predisposto<\/strong><br \/><br \/>Con un&#8217; ampia concertazione tra tutte le realt&agrave; istituzionali, politiche, tecniche presenti sul territorio ma anche con una forte coinvolgimento dei cittadini e della societ&agrave; civile attivata utilizzando anche i pi&ugrave; innovativi strumenti di partecipazione. <br \/><br \/><strong>Come interviene il piano paesaggistico<\/strong><br \/><br \/>Dal momento della entrata in vigore del p iano (prevista entro il 2009) le amministrazioni locali dovranno adeguare i propri strumenti urbanistici alle previsioni del piano paesaggistico. Le previsioni dei piani comunali che risulteranno in contrasto con i contenuti del piano dovranno essere riviste e conformate: il procedimento previsto dal piano, pur snellendo le procedure, non attenuer&agrave; infatti il rigore del controllo dei fenomeni paesaggistici. <br \/><br \/><strong>Perch&eacute; &egrave; prevista una semplificazione delle procedure<\/strong><br \/><br \/>L&#8217;adeguamento ex ante degli strumenti urbanistici al piano paesaggistico sostituir&agrave; gran parte delle autorizzazioni da richiedere alle Soprintendenze: si calcolano in circa 20mila i piccoli atti autorizzativi in un anno che non serviranno pi&ugrave; grazie all&#8217;entrata in vigore del piano paesaggistico. Un guadagno in termini di efficienza, e naturalmente di tempi: per questi atti mediamente a un cittadino occorrevano sino a 120 giorni di attesa. <br \/><br \/><strong>I capisaldi del piano paesaggistico<\/strong><br \/><br \/>Il piano considera il paesaggio come un fattore di identit&agrave; dei nostri territori, come ingrediente importante per la qualit&agrave; della vita dei cittadini, e anche come leva significativa per la competitivit&agrave; dei territori e delle imprese. Per ciascuna di queste tre funzioni il piano si presenta come uno strumento aperto, non chiuso, che, attraverso i suoi processi dinamici, accompagna le politiche di settore e mira a diffondere una cultura diffusa del paesaggio. E proprio per la necessit&agrave; di far corrispondere il piano a esigenze in continua e dinamica trasformazione, sono previsti un sistema di monitoraggio e un tavolo di confronto permanente tra regione, amministrazioni locali, organi decentrati del Ministero e studiosi e analisti del sistema. Questi organismi devono verificare la costante corrispondenza del piano ai suoi obiettivi di fondo. <br \/><br \/><strong>I 38 sistemi paesaggistici del Piano<\/strong><br \/><br \/>Il Piano individ ua in Toscana 38 sistemi paesaggistici che corrispondono ad altrettanti territori. In ciascuno di questi l&#8217;identit&agrave; del paesaggio &egrave; data dalla percezione condivisa di valori naturalistici, storico-culturali, e estetici. Per ciascuno di queste ambiti il piano indica obiettivi di qualit&agrave; da raggiungere e azioni prioritarie da perseguire. <br \/><br \/><strong>Il piano paesaggistico e gli altri strumenti<\/strong><br \/><br \/>Il piano paesaggistico entra inoltre in relazione con altri strumenti pianificatori legati alle attivit&agrave; produttive, al territorio, all&#8217;ambiente. <br \/><br \/>E&#8217; il caso delle politiche energetiche: il piano prevede una serie di prescrizioni per la politica energetica regionale individuando le ragioni del paesaggio nella formulazione e nella messa in opera delle politiche settoriali in materia di energia, e infrastrutture. Se guardiamo, per esempio, agli interventi di energia alternativa (eolico o fotovoltaico), in virt&ugrave; del piano paesaggistico questi si inseriranno cos&igrave; in un contesto normativo pi&ugrave; certo e chiaro e ci&ograve; permetter&agrave; di valutare da subito la realizzabilit&agrave; o meno di interventi in determinate aree del territorio. <br \/><br \/><strong>L&#8217;iter di approvazione del piano<\/strong><br \/><br \/>Dopo il passaggio in Consiglio regionale per l&#8217;adozione il piano verr&agrave; pubblicato e per 60 giorni potr&agrave; essere &#8220;osservato&#8221; dai cittadini che potranno ancora suggerire modifiche e miglioramenti (presso il sito del garante della comunicazione <a href=\"http:\/\/www.regione.toscana.it\/diritti\/difesadelcittadino\/garante_pit\">www.regione.toscana.it\/diritti\/difesadelcittadino\/garante_pit<\/a> &egrave; sempre aperto uno specifico webforum). <br \/><br \/>Successivamente il piano sar&agrave; oggetto di un nuovo accordo tra Regione e Ministero dei beni culturali e quindi di un nuovo passaggio in Consiglio regionale per l&#8217;approvazione definitiva. Entro il 2009 il piano sar&agrave; operativo<br \/><br \/>(Fonte: regione Toscana) <br \/><br \/>&nbsp;<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=383\" target=\"_blank\">LA RELAZIONE PAESAGGISTICAAnalisi e valutazioni per la redazione degli elaborati<\/a><\/li>\r\nI Codici dell&#8217;Ambiente\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=361\" target=\"_blank\">Acque e difesa del suolo<\/a><\/li>Normativa nazionale e comunitaria con raccolta di giurisprudenza e circolari\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=375\" target=\"_blank\">La nuova valutazione di impatto ambientaleL&#8217;iter secondo il DLgs 152\/2006 cos&igrave; come modificato DLgs 4\/2008. Formulario e normativa di riferimento<\/a><\/li>\r\nI Codici dell&#8217;Ambiente\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=360\" target=\"_blank\">Le valutazioni ambientali: VIA &#8211; VAS &#8211; AIA -IPPC <\/a><\/li>Normativa nazionale e comunitaria con raccolta di giurisprudenza e circolari\r\nI Codici dell&#8217;Ambiente\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=362\" target=\"_blank\">Aria ed emissioni in atmosfera<\/a><\/li>Normativa nazionale e comunitaria con raccolta di giurisprudenza e circolari\r\nI Codici dell&#8217;Ambiente\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=359\" target=\"_blank\">Rifiuti e bonifica dei siti inquinati<\/a><\/li>Normativa nazionale e comunitaria con raccolta di giurisprudenza e circolari\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=293\" target=\"_blank\">Nuovo Codice ambiente 2009 <\/a><\/li>Le nuove norme in materia ambientaleDLgs 3 aprile 2006 n. 152(G.U. n. 88 del 14 aprile 2006, S.O. n. 96) Aggiornato con: <em>DL 12 maggio 2006, n. 173<\/em> (convertito in legge 12 luglio 2006, n. 228)<em>DLgs 8 novembre 2006, n. 284<\/em><em>DL 3 ottobre 2006, n. 262<\/em> (convertito in legge 24 novembre 2006, n. 286)<em>Legge 27 dicembre 2006, n. 296<\/em><em>DL 28 dicembre 2006, n. 300<\/em> (convertito in legge 26 febbraio 2007, n. 17)<em>DL 11 maggio 2007, n. 61<\/em> (convertito in legge 5 luglio 2007, n. 87)<em>DPR 14 maggio 2007, n. 90<\/em><em>DLgs 9 novembre 2007, n. 205<\/em><em>DL 30 ottobre 2007, n. 180<\/em> (convertito in legge 19 dicembre 2007, n. 243)<em>DL 31 dicembre 2007, n. 248<\/em> (convertito in legge 28 febbraio 2008, n. 31)<em>DLgs 16 gennaio 2008, n. 4<\/em><em>DL 8 aprile 2008, n. 59 <\/em>(convertito in legge 6 giugno 2008, n. 101)<em>DLgs 30 maggio 2008, n. 117<\/em><em>DL 23 maggio 2008, n. 90<\/em> (convertito in legge 14 luglio 2008, n. 123)<em>DM 16 giugno 2008 n. 131<\/em><em>DL 3 novembre 2008, n.171<\/em> (convertito in legge 30 dicembre 2008, n. 205)<em>DL 6 novembre 2008 n. 172<\/em> (convertito in legge 30 dicembre 2008 n. 210) <em>DLgs 20 novembre 2008 n. 188<\/em><em>DL 29 novembre 2008, n. 185<\/em> (convertito in legge 28 gennaio 2009, n. 2)<em>DL 30 dicembre 2008, n. 208 <\/em>(convertito in legge 27 febbraio 2009, n. 13)<em>DLgs 16 marzo 2009, n. 30<\/em>\r\nPREZZI INFORMATIVI DELL&#8217;EDILIZIA\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/prezzario.asp?prezzari=5\" target=\"_blank\">Prezzario di Urbanizzazione Infrastrutture Ambiente <\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/catalogo_dettaglio.asp?ID=340\" target=\"_blank\">Antenne e paesaggio<\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paesaggio toscano viene affidato a un nuovo strumento di governo del territorio che permetter\u00e0 di tutelarlo con il necessario rigore, ma anche di valorizzarlo e innovarlo perch\u00e9 possa continuare sempre a rispecchiare l&#8217;identit\u00e0 della gente che nei seco<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[77],"class_list":{"0":"post-457","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog","7":"tag-regione-toscana"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=457"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/457\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}