{"id":591,"date":"2010-02-05T19:27:30","date_gmt":"2010-02-05T17:27:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/emilia-romagna-approvato-il-piano-territoriale-regionale\/"},"modified":"2010-02-05T19:27:30","modified_gmt":"2010-02-05T17:27:30","slug":"emilia-romagna-approvato-il-piano-territoriale-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/emilia-romagna-approvato-il-piano-territoriale-regionale\/","title":{"rendered":"Emilia-Romagna &#8211; approvato il Piano territoriale regionale"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>E&acute; stato approvato dall&#8217;assemblea legislativa il Ptr, Piano territoriale regionale. A venti anni di distanza dal precedente, il piano si propone di offrire una cornice di riferimento per le scelte delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, ma anche un invito a progettare, a gettare in avanti lo sguardo e immaginare il futuro.<\/p>\r\n<p>Il Ptr punta inoltre a realizzare un circolo virtuoso di relazioni fra Stato, economia e societ&agrave; ricreando una fiducia fondata su regole chiare e valori e obiettivi condivisi.<\/p>\r\n<p>I suoi indirizzi ruotano intorno a due considerazioni: la collocazione dell&#8217;Emilia-Romagna nel circuito delle principali aree europee e&nbsp; la profondit&agrave; e la portata dei cambiamenti richiesti dalle contraddizioni dello sviluppo regionale e dall&#8217;impatto della crisi e della globalizzazione.<\/p>\r\n<p>Nella notizia i commenti del presidente della Regione Vasco Errani e dell&acute;assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli.<\/p>\r\n<p><br \/><em>&#8220;Abbiamo condiviso con il territorio una strategia di lungo periodo che tiene conto dei cambiamenti socio-economici intervenuti in questi anni. Una prospettiva capace di interpretare quei mutamenti, ancora pi&ugrave; evidenti davanti alla crisi, che riguarda tutta la comunit&agrave; regionale. Non abbiamo la pretesa di dettare la &#8216;direzione&#8217; ma con il piano territoriale vogliamo accompagnare tutta la comunit&agrave; emiliano-romagnola ad affrontare insieme le sfide del futuro&#8221;.<\/em> Lo ha sottolineato il presidente della Regione Vasco Errani concludendo il dibattito sul Piano territoriale regionale approvato dall&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Emilia-Romagna.<\/p>\r\n<p><em>&#8220;Abbiamo dato risposte, non definitive, che si misurano oltre che con i cambiamenti &#8211;<\/em> ha aggiunto Errani &#8211; <em>anche con le linee di intervento gi&agrave; avviate come gli investimenti nella conoscenza, nell&#8217;innovazione tecnologica e nel governo del territorio. Inoltre abbiamo intrapreso la sfida inedita di realizzare di qui al 2013, attraverso il Documento unico di programmazione, investimenti strategici pari a 1,5 miliardi di euro assieme a tutti gli enti locali, Comuni e Province, e alle forze economiche e sociali dell&#8217;Emilia-Romagna&#8221;.<\/em><\/p>\r\n<p>Sulle nuove dinamiche demografiche il presidente Errani ha aggiunto che &egrave; giunto il momento di&nbsp; &#8220;affrontare il problema culturale della societ&agrave; multietnica che gi&agrave; esiste. Perch&eacute; non c&#8217;&egrave; nella storia dell&#8217;umanit&agrave; una comunit&agrave; che, scommettendo sulla paura e sulla chiusura, abbia gettato le basi per il futuro&#8221;.<\/p>\r\n<p>L&#8217;assessore alla Programmazione e sviluppo territoriale, Gian Carlo Muzzarelli, ha espresso la <strong>propria soddisfazione per l&#8217;approvazione del nuovo Ptr a distanza di 20 anni dal precedente.<\/strong><\/p>\r\n<p><em>&#8220;E&acute; un Piano<\/em> &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore &#8211; <em>che parte da una strada tracciata, un percorso pi&ugrave; ampio, pi&ugrave; lungo. Radici forti, di cui andiamo orgogliosi. Radici di emancipazione, di riscatto, di auto-organizzazione, di solidariet&agrave;, di autonomia. <br \/>Il Piano, ha poi spiegato Muzzarelli, propone di assumere una nuova concezione dello sviluppo, la green economy, un welfare di comunit&agrave;, in sintonia con la pi&ugrave; innovativa cultura politica e economica. <\/em><\/p>\r\n<p><em>Tutto ci&ograve; &egrave; il cuore della Regione sistema, una Regione coesa. Il patrimonio di beni materiali e immateriali di un territorio. Patrimonio che deve essere costantemente mantenuto e sviluppato nella sua interezza, per il valore che rappresenta a livello di intelligenze, bellezza del territorio, voglia di fare, inventare, innovare&#8221;.<\/em><\/p>\r\n<p><br \/><strong>Linee e principi in sintesi<\/strong><br \/>Il nuovo Piano territoriale regionale &egrave;, al contempo, la sintesi e la prospettiva delle azioni e della direzione che la Regione si &egrave; data ma soprattutto si vuole dare.&nbsp;<\/p>\r\n<p>E&#8217; la cornice di riferimento per le scelte delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, ma anche un invito a progettare, a gettare in avanti lo sguardo e immaginare il futuro.<\/p>\r\n<p>E&#8217; uno strumento <strong>ispirato ai principi di sussidiariet&agrave; e proporzionalit&agrave;<\/strong> di mezzi e fini, trasparenza, cooperazione istituzionale, concertazione sociale e partecipazione. Punta a realizzare un circolo virtuoso di relazioni fra Stato, economia e societ&agrave; ricreando una fiducia fondata su regole chiare e valori e obiettivi condivisi.<\/p>\r\n<p>Gli indirizzi del Ptr ruotano intorno a due considerazioni di fondo: la collocazione dell&#8217;Emilia-Romagna nel circuito delle principali aree europee nonch&eacute; la profondit&agrave; e la portata dei cambiamenti richiesti dalle contraddizioni dello sviluppo regionale e dall&#8217;impatto della crisi e della globalizzazione.<\/p>\r\n<p><strong>Il patrimonio di un territorio,<\/strong> che ne misura il benessere e ne sostiene lo sviluppo, &egrave; fatto di saperi, valori, beni economici e beni ambientali: nessun fattore pu&ograve; essere trascurato a scapito dell&#8217;altro, perch&eacute; le interazioni sono profonde e ineliminabili.<\/p>\r\n<p>Il concetto di capitale territoriale sottolinea il fatto che la competizione non &egrave; solo competizione di imprese, &egrave; competizione di sistemi territoriali e, come nelle imprese, anche nei territori si pongono problemi di scala, di massa critica e di innovazione.<\/p>\r\n<p>Le citt&agrave; e i territori non possono affrontare la dimensione dei processi globali e il loro intreccio con la realt&agrave; locale pensando ciascuno a se stesso e magari spingendo l&#8217;acceleratore sul localismo e il municipalismo.<\/p>\r\n<p>La <strong>Regione-Sistema &egrave; un sistema di citt&agrave; e territori in rete<\/strong>: una rete integrata e intermodale per la mobilit&agrave; sostenibile di persone e merci; una rete di telecomunicazioni a banda larga, per superare il digital divide e sviluppare nuovi servizi per le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione; una rete di sicurezze sociali che tiene insieme i servizi domiciliari e i grandi centri di cura; una rete della ricerca e del trasferimento tecnologico, con le nostre storiche Universit&agrave;, i centri di ricerca pubblici e privati, i tecnopoli promossi dalla Regione; una rete ecosistemica e paesaggistica e cos&igrave; via.<\/p>\r\n<p>Il Ptr rende pi&ugrave; chiara la pianificazione del territorio che non sta pi&ugrave; dentro i confini amministrativi tradizionali e che anche a livello locale &egrave; stringente l&#8217;esigenza di uniformare, chiarire e semplificare le norme. La sfida per il futuro &egrave; quello di giungere, con un percorso partecipato, al testo unico della legislazione sul territorio: non una legge in pi&ugrave; o un assemblaggio, ma una occasione per produrre una normativa chiara, semplificata e stabile.<\/p>\r\n<p>Il Piano delinea anche come dovr&agrave; essere l&#8217;assetto del territorio e come si dovr&agrave; governare le trasformazioni territoriali per avere un sistema competitivo, uno sviluppo sostenibile e una societ&agrave; coesa. Si punta a ripartire dalle citt&agrave; contenendo l&#8217;uso del suolo e riqualificando l&#8217;assetto urbano.<\/p>\r\n<p>Per dare forma e identit&agrave; alle citt&agrave; e al territorio si punta a ricucire i tessuti urbani, citt&agrave; e campagna, centri e periferie facendo decollare un grande progetto di riqualificazione del paesaggio, urbano ed extraurbano. Alle reti (in particolare alle reti infrastrutturali e alle reti eco-sistemiche) il Ptr affida la funzione ordinatrice del sistema e delle sue trasformazioni: prima le infrastrutture, poi le aree prevedendo lo sviluppo degli insediamenti produttivi nella rete della aree ecologicamente attrezzate.<br \/>(Fonte: regione Emilia-Romagna)<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n\r\n\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n\r\n\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; stato approvato dall&#8217;assemblea legislativa il Ptr, Piano territoriale regionale. A venti anni di distanza dal precedente, il piano si propone di offrire una cornice di riferimento per le scelte delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, ma anche u<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[62],"class_list":{"0":"post-591","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog","7":"tag-regione-emilia-romagna"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/591\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}