{"id":834,"date":"2011-07-20T10:31:16","date_gmt":"2011-07-20T08:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-norme-sulla-via-la-consulta-da-ragione-alla-toscana\/"},"modified":"2011-07-20T10:31:16","modified_gmt":"2011-07-20T08:31:16","slug":"toscana-norme-sulla-via-la-consulta-da-ragione-alla-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-norme-sulla-via-la-consulta-da-ragione-alla-toscana\/","title":{"rendered":"Toscana &#8211; norme sulla via: la consulta d\u00e0 ragione alla Toscana"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>Norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): la Corte costituzionale d&agrave; ragione alla&nbsp; &#8220;formula toscana&#8221; che ha dettato alcune regole &#8211; riempiendo un vuoto delle norme nazionali &#8211; su come applicare la VIA nei casi di attivit&agrave; economiche o impianti produttivi gi&agrave; insediati prima dell&#8217;introduzione della stessa disciplina della VIA<\/p>\r\n<p>Nella sentenza appena emanata la Consulta ha deciso che la Regione Toscana, con la sua norma sulla VIA, riesce a contemperare la tutela dell&#8217;ambiente e l&#8217;iniziativa economica privata, entrambe protette dalla Costituzione.<br \/>Di fatto la Consulta ha &#8220;promosso&#8221;&nbsp; le disposizioni della legge regionale&nbsp; n. 10\/2010 &#8220;Norme in materia di valutazione ambientale strategica VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza&#8221; , ed in modo particolare il comma 6 dell&#8217;art. 43, che invece il Governo aveva impugnato alcuni mesi fa (nell&#8217;Aprile 2010) ritenendoli incostituzionali.<\/p>\r\n<p>La Toscana&nbsp; introduce infatti &#8220;<em>tre distinte regole&#8221;<\/em> &#8211; dice la Consulta &#8211; che realizzano un approccio complesso, ma alla fine equilibrato e legittimo. Infatti, in occasione di un rinnovo di autorizzazione o di concessione di un impianto in esercizio, la norma rende necessaria una valutazione globale delle attivit&agrave; esistenti, ma poi distingue ragionevolmente tra gli effetti della VIA che riguardano le parti nuove degli impianti e quelli che riguardano le opere preesistenti. Mentre sulle prime &egrave; necessaria una valutazione completa degli impatti ambientali derivanti dalle innovazioni, sulle parti esistenti e non modificate si potranno soltanto indicare prescrizioni e misure di miglioramento ambientale, ma senza mettere in discussione la sopravvivenza stessa dell&#8217;attivit&agrave; esistente.<\/p>\r\n<p>Inoltre, la Toscana stabilisce che la VIA non &egrave; prevista se quell&#8217;impianto &egrave; gi&agrave; soggetto a AIA (Autorizzazione Ambientale Integrata), procedura che di per s&eacute; fornisce le garanzie ambientali necessarie.<\/p>\r\n<p>Quindi, nonostante il Governo avesse ricorso alla Corte costituzionale chiedendo di considerare gli articoli della legge toscana incostituzionali e in contrasto con la normativa nazionale, la Consulta ha respinto il ricorso &#8220;<em>ritenendo &#8211; si legge nella sentenza &#8211; che un ragionevole bilanciamento degli interessi in campo &#8211; la tutela dell&#8217;ambiente e l&#8217;iniziativa economica provata, entrambi costituzionalmente protetti, giustifichi l&#8217;intento di non stravolgere e azzerare opere o attivit&agrave; da lungo tempo legittimamente localizzate(..)&#8221;.<br \/><\/em>&nbsp;(Fonte: regione Toscana)<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): la Corte costituzionale d\u00e0 ragione alla  &#8220;formula toscana&#8221; che ha dettato alcune regole &#8211; riempiendo un vuoto delle norme nazionali &#8211; su come applicare la VIA nei casi di attivit\u00e0 economiche o<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-834","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}