{"id":919,"date":"2012-02-13T12:25:57","date_gmt":"2012-02-13T10:25:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-fotovoltaico-a-terra-modalita-e-criteri-di-installazione\/"},"modified":"2012-02-13T12:25:57","modified_gmt":"2012-02-13T10:25:57","slug":"toscana-fotovoltaico-a-terra-modalita-e-criteri-di-installazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/toscana-fotovoltaico-a-terra-modalita-e-criteri-di-installazione\/","title":{"rendered":"Toscana &#8211; fotovoltaico a terra: modalit\u00e0 e criteri di installazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>Dopo il &#8220;fotovoltaico dove&#8221;, in Toscana arriva il &#8220;fotovoltaico come&#8221;:  come dovranno inserirsi gli impianti fotovoltaici a terra nel territorio  toscano. E come si dovranno mitigare i possibili impatti sull&#8217;ambiente e sul paesaggio che questi possono provocare.<\/p>\r\n<p>&Egrave; il contenuto della proposta di delibera al Consiglio regionale  approvata dalla giunta che detta criteri e modalit&agrave; per l&#8217;installazione  del fotovoltaico a terra.<\/p>\r\n<p>A seguito della prima individuazione di  tutte le aree non idonee all&#8217;installazione di impianti a terra, e  l&#8217;implementazione del PIT per la disciplina paesaggistica, la giunta  regionale ha licenziato oggi il documento mirato a fornire una sorta di  vademecum particolareggiato che assicura il corretto inserimento degli  impianti salvaguardando paesaggio, risorse ambientali e culturali,  produzioni agricole e agroalimentari, e al tempo stesso garantendo il  minore consumo possibile di suolo.<\/p>\r\n<p>Il documento orienta infine anche il corretto ripristino dei luoghi dopo la dismissione degli impianti.<\/p>\r\n<p>Quattro  i cardini su cui ruota la proposta che &egrave; rivolta a tutti gli impianti a  terra eccetto quelli di potenza inferiore a 20KWp che non riguardino  aree sottoposte a tutela dei beni culturali o paesaggistici: minor  consumo di territorio, riutilizzo di aree degradate, progetti &#8220;ad hoc&#8221;  in base alla specificit&agrave; dell&#8217;area in cui l&#8217;intervento viene realizzato,  e innovazione.<\/p>\r\n<p>Ogni progettazione dovr&agrave; partire dall&#8217;analisi del rapporto tra l&#8217;impianto e la preesistenza dei luoghi.<\/p>\r\n<p>E  poi dovr&agrave; tener conto di una serie di criteri che riguardano aspetti  idrogeomorfilogici, di localizzazione, le condizioni di interferenza nei  coni visivi, le modalit&agrave; di recinzione, quelle per i sistemi di  sicurezza, e soprattutto le caratteristiche con cui si dovranno  costruire gli impianti, le infrastrutture inerenti e la viabilit&agrave; di  accesso.<\/p>\r\n<p>La proposta definisce infine le modalit&agrave; che dovono  essere osservate durante la costruzione dell&#8217;impianto e nelle successive  fasi di manutenzione e quindi nella fase della dismissione in cui si  deve garantire la rimessa in pristino dello stato dei luoghi.<\/p>\r\n<p>(Fonte: regione Toscana)<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\/\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\/\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il &#8220;fotovoltaico dove&#8221;, in Toscana arriva il &#8220;fotovoltaico come&#8221;: come dovranno inserirsi gli impianti fotovoltaici a terra nel territorio toscano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-919","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=919"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/919\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}