{"id":968,"date":"2012-06-11T13:14:00","date_gmt":"2012-06-11T11:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/agevolazione-del-36-preclusa-nel-caso-di-bonifico-incompleto\/"},"modified":"2012-06-11T13:14:00","modified_gmt":"2012-06-11T11:14:00","slug":"agevolazione-del-36-preclusa-nel-caso-di-bonifico-incompleto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/agevolazione-del-36-preclusa-nel-caso-di-bonifico-incompleto\/","title":{"rendered":"Agevolazione del 36% preclusa nel caso di bonifico incompleto"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\"><p>Il contribuente &egrave; tenuto a indicare i dati che consentono alle banche e a Poste italiane di operare la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell&#8217;imposta dovuta dai beneficiari<\/p>\r\n<p>Non pu&ograve; essere riconosciuta la detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia se la causale del bonifico bancario non contiene il riferimento normativo alla legge n. 449\/1997, il codice fiscale degli ordinanti e il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.<\/p>\r\n<p>La mancanza di tali dati, infatti, pregiudica alle banche e alla societ&agrave; Poste italiane di effettuare il prelievo del 4% a titolo di acconto dell&#8217;imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, introdotto dall&#8217;articolo 25 del Dl 78\/2010. A chiarirlo la risoluzione dell&#8217;Agenzia delle Entrate n. 55\/E del 7 giugno.<\/p>\r\n<p>Il documento precisa che, in questo caso, l&#8217;incompletezza dei dati non pu&ograve; essere colmata, come sostiene l&#8217;istante, con l&#8217;invio alla banca dove &egrave; effettuato il bonifico, del codice fiscale, del numero di partita Iva della ditta beneficiaria del pagamento e degli estremi della norma agevolativa (soluzione che era stata avallata con precedenti interventi di prassi).<\/p>\r\n<p>L&#8217;incompletezza dei dati pregiudica in maniera definitiva alle banche e alle Poste italiane spa di operare il prelievo del 4 per cento.<\/p>\r\n<p>Dunque, in conseguenza del mutato quadro normativo, non &egrave; pi&ugrave; possibile riconoscere la detraibilit&agrave; delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora il bonifico difetti dei dati necessari all&#8217;effettuazione della ritenuta. Dal documento di spesa deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva (o il codice fiscale) del destinatario delle somme.<\/p>\r\n<p>(Fonte: Fisco oggi)<\/p><div class=\"testiCollegati\"><ul>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.build.it\/\" target=\"_blank\">www.build.it<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.deiconsulting.com\/\" target=\"_blank\">www.deiconsulting.com<\/a><\/li>\r\n<li><a href=\"http:\/\/www.ponteweb.com\/\" target=\"_blank\">www.ponteweb.com<\/a><\/li>\r\n<\/ul><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non pu\u00f2 essere riconosciuta la detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia se la causale del bonifico bancario non contiene il riferimento normativo alla legge n. 449\/1997, il codice fiscale degli ordinanti e il numero di partita Iv<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-968","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-prog"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/968\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/prog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}