{"id":102,"date":"2011-03-06T17:18:31","date_gmt":"2011-03-06T16:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/press.professionearchitetto.com\/2011\/03\/crisi-o-svolta\/"},"modified":"2015-10-01T10:47:55","modified_gmt":"2015-10-01T09:47:55","slug":"crisi-o-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/software\/crisi-o-svolta\/","title":{"rendered":"Crisi\u2026. O Svolta?"},"content":{"rendered":"<p class=\"abstract\">Quando il lavoro \u00e8 abbondante, di solito le aziende sono poco incentivate a cambiare le loro metodologie o strategie di lavoro. Sebbene a livello europeo sia estremamente vario e frammentato, il settore dell\u2019ingegneria strutturale condivide questa s<\/p>\n<p class=\"immagine\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/press\/2012\/04\/doc12990770681762.jpg\" \/><\/p>\n<!--more-->\n<p class=\"comunicato\">Crisi\u2026. O Svolta?<br \/>La recessione economica mondiale potrebbe rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 di svolta per il settore dell\u2019ingegneria strutturale<br \/>Quando il lavoro \u00e8 abbondante, di solito le aziende sono poco incentivate a cambiare le loro metodologie o strategie di lavoro. Sebbene a livello europeo sia estremamente vario e frammentato, il settore dell\u2019ingegneria strutturale condivide questa scarsa propensione al cambiamento da almeno una ventina d\u2019anni. Da una recente ricerca paneuropea condotta da Autodesk \u00e8 risultato che oltre il 64% degli studi di ingegneria strutturale continua ad utilizzare carta e penna per le comunicazioni interne e si fonda su metodi di lavoro tradizionali profondamente radicati e per questo difficili da soppiantare e rinnovare. <br \/>Tuttavia, quando il lavoro comincia a scarseggiare, il cambiamento diventa un imperativo per la propria sopravvivenza. <br \/><br \/>Secondo l\u2019organismo di ricerca Euroconstruct, la crisi che ha colpito il comparto delle costruzioni nell\u2019Europa occidentale \u00e8 stata quella pi\u00f9 dura, determinando un calo della produzione pari all\u20198.8% nel 2009.  <br \/>Molti commentatori concordano nel ritenere che questa situazione possa rappresentare un vero e proprio spartiacque e una svolta verso l\u2019adozione di nuove strategie di lavoro pi\u00f9 efficienti. Da subito, infatti, alcuni dei maggiori studi multidisciplinari hanno incominciato ad implementare il processo di Building Information Modelling (BIM) per sviluppare i loro progetti.<br \/>Ci\u00f2 nonostante, sono ancora numerose le imprese che rimangono recalcitranti all\u2019idea di cambiare la propria metodologia di lavoro, cos\u00ec come gli architetti con cui lavorano in partnership.<br \/><br \/>Negli studi di ingegneria strutturale, di solito ingegneri e tecnici lavorano secondo compartimenti stagni: i primi si occupano di analisi e progettazione, i secondi di produrre la relativa documentazione, utilizzando disegni su carta e annotazioni in matita come principale strumento di comunicazione. Questo modo di lavorare separatamente e con scarsi livelli di condivisione ha un impatto negativo sia sulla comunicazione che sull\u2019ambiente di lavoro in generale.<br \/>Solo gli studi che sono gi\u00e0 strutturati in team hanno incominciato a introdurre nuove pratiche di lavoro: in queste organizzazioni ingegneri e tecnici non lavorano pi\u00f9 in aree separate, ma formano delle vere e proprie squadre di lavoro interconnesse, ognuna delle quali si dedica ad un comparto in particolare, come healthcare, residenziale, commerciale ecc.  <br \/><br \/>Circa l\u201980% degli intervistati ha rivelato di adottare tecnologie 2D CAD, spesso accompagnate da specifici add-on.  Gli studi che sono gi\u00e0 strutturati in team, invece, stanno scoprendo i vantaggi derivanti dall\u2019impiego di tecnologie pi\u00f9 all\u2019avanguardia caratterizzate da una miglior interconnessione fra strumenti di analisi, progettazione e documentazione, come le applicazioni per il  Building Information Modelling (BIM) quali Autodesk Revit Structure, integrato con Autodesk Robot Structural Analysis.  <br \/><br \/>Il Building Information Modeling (BIM) \u00e8 un processo integrato basato su informazioni coordinate e affidabili relative a un progetto, che vanno dalla fase di progettazione alla costruzione, fino alla fase operativa. Grazie all\u2019utilizzo del BIM, architetti, ingegneri, costruttori e committenti possono facilmente creare documenti e informazioni di progetto digitali pi\u00f9 coordinate. Possono avvalersi di queste informazioni per visualizzare, simulare e analizzare le prestazioni, la forma e il costo; infine, possono consegnare il progetto in modo pi\u00f9 rapido, attendibile, economico e con un impatto ambientale ridotto.<br \/>Il BIM per ingegneri strutturisti segue questa stessa metodologia per l\u2019intero processo di progettazione strutturale, focalizzandosi su un modello digitale che pu\u00f2 essere utilizzato per il coordinamento con architetti, ingegneri meccanici, elettrici, idraulici e ingegneri civili. Il modello digitale deve essere integrato con documentazione di analisi, elaborati progettuali e grafici e deve essere esteso dalla progettazione alla realizzazione.<br \/><br \/>Grazie a questo tipo di strumenti, il modello dell\u2019edificio e tutte le sue viste sono parte di unico sistema informativo.  Ci\u00f2 significa che le modifiche apportate in qualsiasi parte della struttura devono essere effettuate una volta soltanto, in quanto una modifica in un punto qualsiasi viene riprodotta in tutto il progetto automaticamente.  Ne consegue un deciso miglioramento del livello di comunicazione e coordinazione fra tecnici e ingegneri e fra gli studi di ingegneria e gli altri professionisti esterni coinvolti nel progetto; questa funzionalit\u00e0 fa la differenza in fatto di facilit\u00e0 d\u2019uso e reattivit\u00e0 del sistema, contribuendo alla sostanziale eliminazione degli errori di coordinamento e a una migliore qualit\u00e0 generale della documentazione.<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il lavoro \u00e8 abbondante, di solito le aziende sono poco incentivate a cambiare le loro metodologie o strategie di lavoro. 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